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La verità ti fa male, lo so

“ORMAI HAI 21 ANNI È TEMPO CHE TU SAPPIA DI CHI SEI FIGLIO..”

Un buon modo per sintetizzare il Dani Alves pensiero.

Di anni ne abbiamo chi più (anche molti di più) e chi meno, ma la reazione del pubblico è più o meno simile per noi tutti. Quasi tutti.

Perchè sotto sotto ci fa girare le palle che ci venga sbattuta sul muso la verità così in modo crudo.
Perché le parole di Dani Alves rilasciate in patria dopo giorni di silenzio sono la Verità.

Verità è che per migliorarsi e completarsi bisogna fare diverse esperienze, nel calcio come nella vita.
E se l’ho presa larga per indorare la pillola, è Verità che Dybala prima o poi andrà via in uno di quei 3/4 club che al momento per storia, vittorie e blasone ci sono superiori.
E non saranno i consigli (richiesti o meno) di Dani Alves a far si che questo accada.

Verità è che se chi dovrebbe avere sicurezze e consapevolezza è il primo a cagarsi sotto non vai molto lontano.
L’abbiamo capito sulla nostra pelle, l’abbiamo visto negli sguardi nel prepartita, l’abbiamo capito poi, fra un’intervista e l’altra, fra un “ci manca ancora qualcosa” e un “siamo abituati”.

Che poi lo faccia rivelando particolari più o meno “intimi” è il limite sul quale sindacare, ma è anche la discriminante per poter pienamente capire “di chi siamo figli” e cosa aspettarsi per il futuro.

Abbiamo quasi tutti discusso sulla necessità di un cambio di mentalità per vincere in Europa, del pensare più a farlo che a non prenderlo, di non giocare con la paura. E ora che l’esterno brasiliano ci mette davanti agli occhi che questa paura sfiorava la rassegnazione la reazione è quella di alzarci e sbraitare contro lui… non contro chi si sentiva sconfitto prima di iniziare.

Ognuno è libero di reagire come vuole, di chiedere la sua testa in nome della serietà e del buon nome della società.

Io personalmente gli rinnoverei il contratto immediatamente. Facendo anche in modo che arrivino altri giocatori di Personalità, che sappiano trascinare la squadra senza zavorre mentali, senza quello stato di “Angoscia” che ci prende durante certi appuntamenti… anzi l’Appuntamento.

Non parliamo di Salvatore della patria eh, perché la Juve era tale prima di Dani Alves e lo sarà anche dopo.
Ma la Juve era tale anche prima di Chiellini (uno a caso…) e lo sarà anche dopo.

Magari senza più pensare che l’ 1-0 sia il nostro risultato…

3 Comments

  1. Rik

    19 giugno 2017 alle 15:24

    io in effetti ho subito pensato “sono cose che sarebbe meglio non dire in un’intervista, ma tutte verissime” ..
    oltretutto è quasi “matematico” che nel calcio attuale qualsiasi calciatore (con ovviamente alcune eccezioni qua e là) non fa oltre 5-6 anni in una squadra, e proprio noi juventini dovremmo ritenerlo un qualcosa di “naturale” (basta pensare a baggio, zidane, pogba, ecc…).
    ci saranno sempre i pogba che esplodono da noi e dopo 4-5 anni vanno a fare fortune altrove, o gli higuain che diventano killer d’area altrove e li prendiamo fatti e finiti pronti per passare le ultime 4-5 stagioni alla grande per i nostri colori.
    che poi possa essere brutale una dichiarazione del genere, sono d’accordissimo, ma non ci trovo niente di non vero..

  2. Antonio

    20 giugno 2017 alle 06:02

    E si, Alves ha avuto le palle di dire la verità. Lui che ha praticato sltri spogliatoi dove prima di una finale avevano tutti gli occhi di tigre si è accorto che nella Juve invece hanno gli occhi di un pesce lesso incapaci di pensare in grande. E così tutti si sentono autorizzati a chiederci i pezzi migliori trattandoci da ptovinciale come in effetti siamo in Europa. È la verità, anche se fa male accettiamola e… rassegniamoci. Sperando che non stravolgano la squadra e abbiano idee chiare per rimanere a galla…!

  3. fgnedved

    30 giugno 2017 alle 13:04

    Non c’è alcun dubbio che Alves avesse ragione e che le cose dette siano sacrosante. Solo che non toccava a lui esternarle, soprattutto in maniera così vigliacca, visto che aveva palesemente rotto con la Juve, salvo annunciarlo solo ieri in via ufficiale. La sua è stata una ripicca meschina e da pusillanime ( invito a Dybala a lasciare la squadra) che scappa e sputa dove ha lautamente mangiato. Gran calciatore, persona infame.

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