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La vicenda Ronaldo e l’importanza di sospendere il giudizio

Ne parlano tutti, ormai non è una novità: Cristiano Ronaldo è stato accusato di stupro. Qualsiasi testata giornalistica ha riportato il caso, anche giornali locali di minore entità. Probabilmente per la prima volta nella sua carriera, la persona oscura il personaggio. E non per meriti.

Documentandomi sul fatto, un po’ per dovere di cronaca un po’ per deformazione professionale, quello che si configura è una strana dicotomia: ci sono coloro per cui non serve un processo, Ronaldo è colpevole di uno degli atti peggiori che possano essere compiuti; e ci sono coloro per cui la donna che lo accusa è una poco di buono che si è inventata tutto per ottenere soldi e fama. Non c’è via di mezzo, tutti sanno, tutti parlano. Ma, di fatto, che cosa sappiamo con certezza di questa annosa vicenda? A diffondere i fatti per la prima volta è Spiegel, nota testata giornalistica tedesca, che, tramite Football Leaks, è entrata in possesso di presunti documenti contenenti la firma di Ronaldo. Tra questi, un out of cort settlement tra Ronaldo e una donna, la cui identità è stata svelata solo recentemente. Spiegel assicura della validità dei propri documenti, ma prima di procedere sul piano delle ipotesi passiamo ai fatti, quelli che appaiono confermati anche da prove video.

Kathryn Mayorga è nel 2009 una ragazza di 24 anni. Sembra, dai racconti, che facesse la modella e la ragazza immagine in alcuni eventi. Ronaldo era già il personaggio che oggi conosciamo, vincente e forte. E si trovava a Las Vegas la notte del 13 giugno. Era l’estate in cui il campione portoghese passò dal Manchester United al Real Madrid. K.Mayorga racconta a Spiegel che quella sera andò ad una festa con degli amici, e proprio una sua amica la invitò ad entrare con lei nell’area VIP del locale, indicandole la presenza di Ronaldo.

Quello che avviene nel locale è documentato da video che riprendono Ronaldo e Kathryn ballare insieme. Sembrano complici, divertiti. Per qualcuno questo video è una prova: lei ci sta, è consenziente e ciò che avviene dopo è conseguenza diretta di questo atteggiamento. In realtà nessuno può dedurre nulla da questi video. Il flirt in discoteca non implica necessariamente una successiva disponibilità, e neanche ci racconta se lei dopo sia stata o meno consenziente. È il racconto di un momento, un momento che, tra l’altro, la stessa ragazza riporta come scherzoso e tranquillo. Ciò che avviene dopo non è documentato, è stato ricostruito dai racconti di lei e da qualche, presunta, ammissione di lui. Sembra che Ronaldo abbia invitato Kathryn e i suoi amici a proseguire la festa nel suo appartamento. Ed è una volta qui che, pare, sia avvenuto il presunto stupro. Mentre lei era in bagno a cambiarsi, per potersi fare il bagno in piscina, Ronaldo sarebbe entrato e, nudo, l’avrebbe invitata ad avere un rapporto. Lei racconta di aver rifiutato qualsiasi sua richiesta, alcune più intime di altre, e di aver accettato di baciarlo. Ma Ronaldo non si sarebbe accontentato di questo bacio, e la avrebbe afferrata, in modo brutale aggiunge lei, costringendola ad un rapporto anale forzato. Sempre Kathryn racconta di aver detto più volte no, e di averlo implorato di fermarsi.

Ronaldo, da quanto racconta Spiegel, sembra confermare di aver avuto un approccio sessuale con lei, ma consenziente, seppur brutale. Ciò che avviene dopo è poco chiaro. La ragazza torna in piscina dagli amici, ma nessuno si è accorto di quanto è successo. Successivamente Kathryn denuncia lo stupro subito, ma da parte di ignoti. Nell’analisi riportata da Spiegel, Kathryn racconta di essere stata convinta a non denunciare una persona famosa e potente come Ronaldo. Molti, tra cui un’infermiera e un agente, le avrebbero fatto notare come, denunciandolo, sarebbe stata messa sotto la lente di ingrandimento e questa storia non la avrebbe mai abbandonata. In quelle poche ore i giornali già parlavano di loro, e del loro presunto flirt, dopo le immagini in discoteca. Per questo, racconta la ragazza, si sarebbe convinta a non denunciare Ronaldo. Gli esami che sono stati svolti sulla ragazza per accertare la violenza subita evidenziano dei segni di abrasione compatibili con il racconto sul rapporto anale brutale. Vengono repertate le tracce biologiche contenenti il DNA dell’autore del reato.

Il dopo è molto confuso. Kathryn si rivolge a un legale, e insieme rilasciano una nuova dichiarazione alla polizia. Sembra però che l’agente, anche questa volta, abbia convinto la donna a desistere dalla denuncia perché, lei riporta, il fatto che lei fosse consenziente al bacio datogli in bagno avrebbe potuto costituire una prova contro di lei. In Nevada lo stupro è il reato più grave dopo l’omicidio, e colui che ne viene accusato rischia una pena esemplare. Ma, l’accusa richiede la presenza di prove certe. Per questo spesso si ricorre a procedure di negoziazione. Ed è questo quello che avviene: il legale di Kathryn contatta il legale di Ronaldo, chiedendo che venga risolta la questione attraverso un accordo tra le parti.

I due si accordano e Ronaldo si impegna al pagamento di 375 mila dollari. Ma questo accordo prevedeva una serie di numerose clausole: in primo luogo la donna si impegnava a non raccontare mai in pubblico quanto successo. Allo stesso tempo doveva controllare che nessuno dei suoi parenti o amici fosse a conoscenza dei fatti, parlasse della cosa. Si impegnava quindi al silenzio, in cambio di 375 mila dollari. La donna pone un’altra richiesta, oltre a quella economica: chiede che venga inserito nell’accordo l’impegno, da parte di Ronaldo, a leggere la lettera che lei aveva scritto.

Come arriviamo ad oggi?

La donna assume un nuovo legale, dopo molti anni dal fatto. Il nuovo legale individua una serie di incongruenze sulla base delle quali riaprire il caso. Viene fatta una denuncia civile, viene chiesto l’annullamento dell’accordo per incapacità di intendere e volere di Kathryn al momento della stipula, e il pagamento dei danni subiti.

Ci sono degli evidenti punti oscuri in questa vicenda, sia sul piano giuridico che su quello propriamente psicologico. E su questi punti oscuri si è divisa l’opinione pubblica. Proviamo a dare una risposta alle domande più frequenti:

Perché la donna ha fatto una denuncia contro ignoti? Qualcuno, tra cui i legali di Ronaldo, avalla l’ipotesi di un utilizzo strumentale della denuncia per ottenere un compenso economico. Una sorta di ricatto: “la polizia ha la denuncia e le tracce biologiche, se non vuoi che la cosa diventi pubblica pagami quanto richiesto”. È un’ipotesi. C’è però un’altra chiave di lettura, psicologicamente valida: la ragazza afferma di trovarsi in condizione di disagio psichico al momento della denuncia. Sottoporsi all’interrogatorio degli agenti e alla visita legale per l’accertamento della violenza sono pratiche necessarie, ma configurano una forma di vittimizzazione secondaria. La donna rivive l’abuso, poiché deve raccontarlo, ed è costretta ad usare il proprio corpo, violato, come prova. Il calvario non solo investigativo, ma anche quello giudiziario, è un continuo ripetersi del trauma. È possibile, quindi, che la donna non fosse nella condizione psichica tale da affrontare una denuncia così complicata come quella contro un personaggio di fama internazionale.

Perché la donna chiede una negoziazione col suo stupratore? È il secondo grande interrogativo. Come detto in precedenza, non è inusuale che si ricorra alla negoziazione e alla mediazione tra le parti, anche in caso di reati molto gravi. Soprattutto quando affrontare un processo diventa oneroso e difficile, la negoziazione è uno strumento utile a bypassare la giustizia. Ma, come si evince, non fa giustizia. Non rende colpevole l’uno o vittima l’altra. È il legale d Kathryn a proporle la scelta di negoziare. E lei accetta, e firma di suo pugno l’accordo. La ragazza racconta fosse l’unico mezzo attraverso cui essere ricompensata del danno subito.

Perché chiede l’annullamento dell’accordo? Arriviamo ad oggi. Siamo nel periodo storico del MeToo, della sensibilizzazione sulla violenza e sulle difficoltà della sua denuncia. Kathryn racconta di aver trovato così il coraggio di nominare un nuovo legale e procedere a raccontare tutto. Il nuovo legale di Kathryn chiede l’annullamento dell’out-of-court settlement perché sostiene che la sua assistita fosse incapace di intendere e volere al momento della stipula dell’accordo. Non solo, afferma inoltre che i legali di Ronaldo abbiano esercitato pressioni, causando uno stress emotivo in una persona con già preesistente disagio psichico, forzandola alla firma. Ad avallare questa ipotesi vi è il report del medico psichiatra e del terapeuta di Katrhryn che evidenziano come si sia configurato un PTDS (Disturbo Post Traumatico da Stress). Kathryn non sarebbe incapace di intendere e volere a tutto tondo, ma lo era in quel momento a causa del PTDS. Il Disturbo Post-Traumatico da Stress è un disturbo d’ansia che segue un trauma significativo. È un disturbo pervasivo, caratterizzato anche da dissociazioni ed amnesia post-traumatica. Può insorgere anche molto tempo dopo il trauma, e perdurare nel tempo. Condiziona chi lo subisce, con sentimenti di paura, ipervigilanza, evitamento degli stimoli associati al trauma, dispercezioni collegate all’evento. La letteratura scientifica sull’argomento dimostra come vi siano pochissimi sintomi cosiddetti patognomonici (la cui sola presenza consente una diagnosi) dell’abuso o dello stupro, salvo quelli fisici particolarmente significativi. Ma, allo stesso tempo, il Disturbo Post Traumatico da Stress è altamente correlato con la violenza fisica e sessuale. Può quindi essere reale l’ipotesi presentata dagli avvocati di Kathryn. Ciò che è difficile dimostrare è se effettivamente fosse tale la condizione patologica al momento dell’accordo, e se questa condizione configurasse una reale incapacità o meno. Questo è difficilmente dimostrabile.

La vicenda subisce continui cambi di fronte, e perché si arrivi ad un quadro chiaro bisogna innanzitutto comprendere quanto ci sia di reale nei documenti citati da Spiegel. Non solo, bisogna capire se effettivamente ci sono gli strumenti per annullare l’accordo, non solo alla luce della presunta incapacità della donna, ma anche perché pare, dalle indiscrezioni di Spiegel, che siano stati gli stessi legali di Ronaldo a non rispettare la clausola per cui doveva essere consegnata e letta al giocatore la lettera della donna.

In tutto questo, il presunto stupro rimane ancora tale fino a prova contraria. Effettuare le indagini nove anni dopo è sicuramente complicato, e a questa difficoltà sembra aggiungersi la presunta scomparsa del rape-kit in possesso della polizia. Siamo di fronte a un caso intricato, ma difficilmente risolvibile in poco tempo. Oltre alla difficoltà di dimostrare a posteriori uno stupro, vi è anche l’annosa questione dell’invalidità dell’accordo: qualora Kathryn fosse, all’epoca della stipula, realmente incapace di intendere e volere, era comunque affiancata da un legale da lei nominato, che fungeva da suo rappresentante, e che era presente al momento dell’accordo. Non solo, fu proprio il legale della donna a contattare gli avvocati di Ronaldo per imbastire un out of court settlement.

In questo quadro in continuo aggiornamento, tutto ciò che si può fare è sospendere il giudizio. Lasciare che sia la giustizia, qualora chiamata in causa, a pronunciarsi. D’altronde, non c’è stata una condanna o un’assoluzione nemmeno nove anni fa, ma solo un accordo. E chissà che non si vada nella stessa direzione anche questa volta.

Intanto Spiegel, che ha lanciato la bomba, proprio in queste ore sembra fare un passo indietro. Sono scomparsi dall’account twitter ufficiale i link di riferimento agli articoli sul caso.

Attendiamo futuri sviluppi…

2 Comments

  1. M1n1Thund3r

    7 ottobre 2018 alle 19:59

    Sono proprio curioso di vedere come andrà a finire perché se le cose stanno così come riportate in questo dettagliato articolo non è una cosa che si risolve con uno schiocco di dita o un assegno.

    L’altra cosa a cui penso è il destino che si prende beffa di te, dove nella vita basta niente perché tutto venga stravolto e ti ritrovi sommerso nel fango.

  2. Daniele

    7 ottobre 2018 alle 21:07

    Articolo scritto in parte male e che da etichette poco carine a chi ha un’opinione supportata da certi fatti. Ci vorrebbe un po’ più di educazione.

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