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Le pagelle del cuore: Udinese-Juventus 0-4

Come ogni lunedì torna la rubrica di Giulio Perboni, un atto di catarsi nei confronti del povero Maestro, descritto da De Amicis nel libro “Cuore” come una specie di Fantozzi ante litteram sulle cui spalle erano cadute le peggiori maledizioni. Sconfortati dalla cattiveria usata dall’autore nei confronti di questo servitore del Regno d’Italia, abbiamo deciso di richiamarlo su questa terra tramite i servigi della maga Clara, per affidargli questa pagina a suo completo uso e consumo, affinché ne facesse un atto liberatorio, un contrappasso. Abbiamo scoperto con stupore e gioia un grande tifoso juventino, appassionato osservatore celeste, che guarda le partite con un amico inseparabile, il bicchiere di Barolo, e una inaspettata voglia di sfogare anni di rabbia repressa.
Dal calamaio alla tastiera: a lei la pagella, Maestro! (La Redazione)

Ben ritrovati, miei piccoli lettori.

Signor Buffon, senza voto – Inventarsi un commento nuovo ogni volta per la stesso genere di partita è difficile. Perciò la faccio breve, non ha fatto un cazzo manco stavolta.

Signor Rugani, voto sei – Sono stato più volte sul punto di sputare un sorso di prezioso e costosissimo nettare piemontese su alcune sue giocate allegre in stile “fontolino Fontolan”, nota rubrica canzonatoria della mitica trasmissione televisiva “Mai dire gol” (la preferita da S. Pietro). Occhio, caro giovanotto, che passare dalla carota al bastone è un attimo.

Signor  Bonucci, voto quattro – Che si tratti di un ragazzo ostinato, e un po’ di sana cocciutaggine è utilissima nella vita, lo abbiamo capito. E allora passi il voler battere i calci piazzati a ogni costo, ma insistere nel farlo emulando Pirlo e Dybala è più da deficiente che da cocciuto.

Signor Chiellini, voto otto – Il voto è così alto per essere uscito vivo dal campo nonostante quella palla tolta al Signor Mandzukic sotto porta: impresa! Se valesse il famoso detto western, “Dio perdona, io no”, fossi nel Signor Chiellini la prossima volta ci starei più attento.

Signor Lichtsteiner, voto nove – il suo assist nell’occasione del rigore mi ha fatto dubitare del suo essere un terzino, svizzero per giunta.

Signor Kedhira, voto otto – Al Real Madrid proprio non serviva un giocatore così, no no no…

Signor Marchisio, voto sette – Il Signor Colantuono gli vuole talmente bene che gli offre una guardia del corpo per tutta la partita. La famosa cordialità friulana.

Signor Asamoah, voto sette – Chi mi legge dalle prime puntate sa già quanto auspicassi un cambiamento nel Signor Pogba. Ottimo il cambio di capigliatura (sembra persino più basso), non era necessario cambiare addirittura cognome e giocare solo col sinistro. Troppa grazia, Sant’Antonio, però se i risultati sono questi… Bravo, signorino Paul!

Signor Alex Sandro, voto nove – Chi non ha associato il Signor Sandro ad Alex Del Piero, nemmeno per un decimo di secondo, al momento del suo gol non è uno juventino vero.

Signor Dybala, voto nove e mezzo – Ho già detto del suo essere raccomandato dall’Alto, oggi i paragoni con i campioni del passato cominciano a sprecarsi e qualcuno la farà fuori dal vaso, come sempre. Però è dura trattenersi, soprattutto guardando all’anagrafe. Tutti incontinenti, difensori e portieri avversari per un verso, giornalisti per un altro…

Signor Mandzukic – voto dieci – Per come intendo io il giuoco del calcio, è stato il migliore in campo. Il suo modo di interpretare il ruolo e fare sempre la scelta giusta è da autentico fuoriclasse. E non scrivo ciò solo per paura di fare ironia sul suo conto.
Anche, ma non solo.

Signor Morata – Non praticando le arti esoteriche e non essendo superstizioso lascio che siano altri a fornire la valutazione corretta delle prestazioni del Signor Morata.
Questa.

Signor Allegri, voto otto – I suoi sorrisi durante le interviste dopo la partita hanno sempre meno l’aura di benevolenza e danno sempre più l’idea di uno che sta per combinarla grossa.
Tuttavia non è ancora giunto il momento di fornire vicendevoli prestazioni sessuali di carattere orale, direbbe il signor Lupo.

Vostro, M° Giulio Perboni.

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