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Lettera aperta ad Andrea Monti e alla Gazzetta dello Sport

Egr. Dir. Andrea Monti buongiorno.

Stamane ho letto la sua… precisazione? Smentita? Rettifica? Integrazione? Mi dica lei come preferisce chiamarla. Insomma, ho letto il suo editoriale “E a scanso di equivoci…“, in merito al comunicato apparso ieri sul sito ufficiale della Juventus dopo il vostro articolo sulle parole di Buffon nello spogliatoio bianconero.
A proposito di equivoci volevo chiederle: lei pensa che io sia scemo? Pensa che abbia l’anello al naso? Pensa davvero che sia così ignorante da non saper distinguere tra il significato di “scansarsi” e quello di “rassegnarsi”? E pensa lo stesso di chi si occupa di comunicazione alla Juventus? Perché dalle sue parole ho avuto questa impressione.

Pensa davvero che io non capisca perché è stato usato il verbo “scansare” invece di un altro termine? Abbozzo una teoria, poi lei mi dica se è giusta. Se Olivero avesse scritto che dopo la vittoria contro il Napoli Buffon ha richiamato i suoi compagni a un maggior impegno, perché gli avversari europei sono più agguerriti ed attrezzati di quelli italiani, non solo non avrebbe avuto materiale per scriverci un pezzo, ma addirittura le poche righe in questione sarebbero passate nell’indifferenza generale, perse nel mare magnum delle cose che sul web vengono definite con l’acronimo “GAC”. Sbaglio? L’uso del termine “scansarsi” e l'(ab)uso delle virgolette ha invece creato interesse, fatto vendere il giornale, generato click a migliaia. L’uso del termine “scansarsi” ha solleticato la pancia degli antijuventini e colpito duro l’addome degli juventini, scatenando la reazione di tutti. Come vado? Le sembra plausibile?

Ma torniamo a noi. Lei scrive “si faticherebbe a scorgere l’intento denigratorio in un pezzo” dove Olivero scrive “In Italia vinciamo perché gli altri si scansano, ma in Europa non succede e non succederà. In Italia le uniche due squadre che non si sono scansate ci hanno battuto“. Davvero lei non riesce a vedere l’intento denigratorio?!? Mi prende in giro, è ovvio. Dire che le vittorie della Juve non sono frutto degli sforzi dei giocatori bianconeri ma di comportamenti sconvenienti degli avversari non ha come effetto quello di sminuire la qualità e il prestigio delle vittorie bianconere? Se davvero lei non vede l’intento denigratorio, l’avviso che il resto del mondo invece lo vede benissimo. Nel caso la informo che tutti gli antijuventini usano questo argomento esattamente con questo intento.

Andiamo avanti. UN NEMICO A TUTTI I COSTI. La informo che qui ha preso un granchio clamoroso. La cultura del nemico, dell’antagonista, dell’avversario da battere a tutti i costi, la cultura “anti”, insomma, è lontanissima dalla gran parte del tifo juventino. Il tifoso juventino non vive una rivalità particolare con NESSUNA delle squadre di seria A, per un motivo molto semplice: nessun’altra squadra di Serie A è durata abbastanza per poter inspirarci la rivalità. Tutti passano, la Juve resta. Noi generiamo rivalità: gli altri la subiscono. Si guardi in giro e legga qualche bio su twitter, FB o dove le pare: la stragrande maggioranza dei tifosi juventini sono tifosi juventini e basta. Non esiste il tifoso juventino antiromanista, o antilaziale, o antinapolista, mentre la categoria dei tifosi “antijuventini” è la più numerosa d’Italia. La stragrande maggioranza dei tifosi di molte squadre di serie A è prima di tutto antijuventina e solo dopo tifosa della propria squadra.

In merito al fatto che noi si possa vedere la Gazzetta come un “nemico”, anche qui ha preso un granchio. Per me, così come per la stragrande maggioranza dei tifosi juventini, il giornale che lei dirige semplicemente non esiste. Ci accorgiamo della vostra esistenza solo quando qualcuno dei vostri giornalisti scrive un pezzo come quello di ieri di Olivero. In pratica, ci accorgiamo di voi quando ci pestate i calli. Se voi ci lasciaste in pace, vivremmo felici e contenti su due universi paralleli e non ci incontreremmo mai, con grande soddisfazione di entrambi. Invece, spesso e volentieri, siamo costretti ad accorgerci della vostra esistenza in occasioni spiacevoli; per  questo non ci risultate simpatici, e non potrebbe essere altrimenti.

Questa è la realtà.

Lei direbbe che noi “fraintendiamo la realtà”. Può essere. Ma vede, lei e io viviamo di comunicazione. Se il nostro interlocutore “fraintende”, ossia non capisce correttamente quello che noi vorremmo dire, ma noi abbiamo bisogno che capisca perché dobbiamo vendergli qualcosa, il problema è nostro, non dell’interlocutore. E noi dobbiamo risolverlo, cercando di farci comprendere. In alternativa dobbiamo rinunciare a vendergli il nostro prodotto: non c’è altra via. Rifilargli uno sberlone ogni tanto sicuramente attira la sua attenzione, ma certo non lo predispone all’acquisto.

In questo senso mi permetto di suggerirle di rivedere la vostra strategia di marketing, che vista da fuori pare molto carente. Ad esempio, lei parla di giornale imparziale, ma poi vediamo foto della maglia dell’Inter con stampato sopra “Gazzetta dello Sport” e leggiamo che in RCS nascete interisti, e le due cose non sono certo funzionali ad alimentare l’immagine di imparzialità.

Mi perdoni se mi permetto di dare dei consigli di questo tipo ad un esperto di comunicazione quale lei è, ma mi pare evidente che la strategia di marketing che state attuando sia fallimentare.

A proposito del nasciamo interisti. Ha visto? Non l’ho messa tra virgolette. Già, perché è una frase che mi è stata riferita, che non ho avuto modo di ascoltare direttamente e che non posso verificare, e perciò mi sarebbe sembrato scorretto metterla tra virgolette e attribuirgliela direttamente. Anche se lei, presumo, non si sarebbe offeso, visto come avete gestito il virgolettato di Buffon.

In conclusione, questa mia missiva è un accorato appello nei confronti del giornale che lei dirige: per piacere, visto che non riuscite a comunicare correttamente con noi, non scrivete più di Juve! Tutte le volte abbiamo l’impressione di essere canzonati, irrisi, offesi e denigrati; ogni volta che tentate di suscitare la nostra attenzione, lo fate con un sberla (figurata) e non è piacevole; così facendo, tutte le volte generate e alimentate astio nei vostri confronti; tutte le volte abbiamo l’impressione che i vostri articoli siano invece carezze per gli antijuventini; infine, proprio per questi motivi, il vostro giornale non lo compriamo lo stesso: pertanto, visto che non riuscite a comunicare con noi in modo comprensibile, forse sarebbe meglio se ci ignoraste del tutto. Da ora in avanti scrivete pure per gli altri, quelli che si fregiano di essere antijuventini, che apprezzano le vostre carezze e lasciate in pace noi.

………

Mi sorge un dubbio: non è che già lo fate? Scrivere per lettori antijuventini intendo. In effetti, adesso che ci penso, prendere il tema del momento più in voga presso gli antijuventini e farci un articolo ad hoc, virgolettando un discorso de relato di Buffon, usando il termine “scansare” a corredo di un ragionamento che significava tutt’altro, come lei stesso ammette, mi dà proprio questa impressione. Ma certamente fraintendo, giusto?

DistAnti saluti.

Stefano Moscarda

6 Comments

  1. Guido

    5 novembre 2016 alle 17:24

    Adesso si scansano gli avversari, 10 anni fa gli arbitri di fronte a Luciano Moggi. Piantatela perche’ non riuscirete con un’altra calciopoli.

  2. marcello

    5 novembre 2016 alle 19:26

    eccellente

  3. Lorenzo Rocca

    6 novembre 2016 alle 09:13

    Meravigliose parole, meglio di quanto potessi immaginare o scrivere io stesso.
    Ma c’é un problema:”Quelli” “geneticamente” sono così, non c’è niente da fare. Veramente? Leggere l’articolo su l’Espresso di Massimo Cacciari del 30 ottobre c.a.
    Grande Stefano, un abbraccio.

  4. Max

    6 novembre 2016 alle 10:47

    Oggi mi sento ancora + orgogliosamente Juventino, anche se questo lo vedo solo come un sfogo dato che la mamma degli antijuventini xe sempre piena
    E sicuramente il tuo articolo nn lo ha nemmeno letto e “letto” xe un eufemismo!

  5. andrea1963

    6 novembre 2016 alle 14:44

    Stefano sei sempre un grandea

  6. Stefano Maffei

    8 novembre 2016 alle 11:38

    OTTIMO.
    BISOGNEREBBE MANDARLA A CORREDO DI UNA BELLA QUERELA.
    NON TU, BUFFON…

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