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Lione – Juve 0-1: Bonucci risolve il rebus Lione

Il termine partitaccia è uno dei più inflazionati del dizionario calcistico ma calza alla perfezione per questo Lione-Juventus.

La squadra messa in campo da Remi Garde, nonostante una lista di assenze lunghissima ha saputo imbrigliare la Juve per oltre un’ora di gioco, proponendo un’antica quanto efficace marcatura a uomo su Pirlo (deputato del compito l’immortale Steed Malbranque).

La raffazzonatissima difesa composta da Tolisso-Konè-Umtiti e Bedimo aveva vita facile sulla coppia offensiva Tevez ed Osvaldo, preferito all’ultimo momento a Mirko Vucinic, dato titolare nelle ore della vigilia.

I compiti di impostazione passavano da Pirlo a Bonucci, che poteva godere di ampia libertà ma era costretto a cercare costantemente il lancio lungo in assenza di movimenti delle punte e dei due esterni, Asamoah e Isla, attenti in fase difensiva, ma poco pungenti davanti.

Nonostante un atteggiamento estremamente prudente il Lione non rinunciava a qualche incursione offensiva, rendendosi molto pericoloso con Malbranque e Jimmy Briand, sorpresa di serata al posto di Gomis.

La partita ha avuto la sua svolta nella ripresa, con l’infortunio di Tevez (nulla di grave come rassicurato da Conte nel post gara) con conseguente ingresso di Vucinic ed il cambio Osvaldo-Giovinco.

L’italoargentino dopo un primo mese incoraggiante sembra essersi smarrito ed ha infilato l’ennesima prestazione impalpabile: troppi errori negli appoggi, troppi movimenti fuori sincronia, troppe volte in fuorigioco. La sensazione è quella che si accorga di non essere collegato al resto della squadra e di soffrirne a livello nervoso oltre che tecnico.

La freschezza di Giovinco, in grado di puntare e saltare sistematicamente l’uomo, unita alla capacità di Vucinic di farsi dare palla tra i piedi ed orchestrare la manovra come regista offensivo hanno permesso alla Juve di alzare il baricentro e trovare maggior qualità nelle giocate, privilegiando gli scambi a terra.

I bianconeri (stasera in maglia gialla) hanno incrementato la presenza nell’area lionese, costringendo la difesa avversaria ad abbassarsi sempre di più ed a commettere i primi errori di posizionamento.

Dopo un clamoroso errore di Vucinic a 6 minuti dalla fine arrivava dunque la stoccata decisiva di Bonucci (un minuto più tardi) sugli sviluppi di un angolo dove i francesi perdevano completamente la marcatura sul difensore viterbese che era poi bravissimo a sparare la palla sotto la traversa.

Il fischio finale e la conseguente corsa liberatoria sotto il settore ospiti gremitissimo certificavano una vittoria di straordinaria importanza, ottenuta soffrendo come spesso accade in questo periodo, ma ottenuta da grande squadra, senza mai farsi prendere dall’ansia del risultato.

La difesa ancora una volta è stata praticamente impeccabile, con  Caceres che ha annullato l’estroso Lacazette e Bonucci che ha gestito un’infinità di palloni con la solita personalità, aggiungendo una notevole attenzione nelle chiusure e ovviamente il gol decisivo.

Note molto liete Giovinco, entrato con piglio grintoso e con le idee chiare e Vucinic, che ha incrementato esponenzialmente la qualità del gioco offensivo.

Ritorno tra una settimana a Torino, con in cascina un vantaggio non enorme ma certamente rassicurante.

Il Lione dovrà certamente mostrarsi più spregiudicato per provare a ribaltare il risultato, mentre le incredibili statistiche stagionali dello Juventus Stadium sembrano essere un buona assicurazione per vivere con tranquillità i giorni di attesa (che saranno impegnati comunque dalla cruciale sfida al Livorno)

 

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