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Lo stato dell’arte alla vigilia di Dortmund

Dalla chiusura del mercato invernale, nelle varie competizioni la Juve ha affrontato una serie di incontri con un andamento altalenante, dal punto di vista sia delle prestazioni sia dei risultati. Nella seguente tabella è possibile avere una traccia sintetica.

Data Competizione Avversario(*) Risultato Sistema di gioco
01 feb Campionato UDINESE 0-0 352
07 feb Campionato Milan 3-1 4312
15 feb Campionato CESENA 2-2 4312
20 feb Campionato Atalanta 2-1 4312
24 feb Champions Borussia Dortmund 2-1 4312
02 mar Campionato ROMA 1-1 352
05 mar Coppa Italia Fiorentina 1-2 433
09 mar Campionato Sassuolo 1-0 4312

(*) In maiuscolo gli avversari affrontati fuori casa

Senza entrare nelle pieghe delle singole partite, aggiungo semplicemente i seguenti elementi:

  • l’utilizzo alternato di Vidal e Pereyra come trequartisti nel 4312
  • I cambi in corsa del sistema di gioco in più occasioni (l’ultima con il Sassuolo).

Tracciando un bilancio di questo periodo, la mia impressione è che alcune certezze maturate nello staff tecnico che guida la Juventus, sia di natura tattica sia sugli interpreti in funzione dei ruoli da assegnare in campo, si siano incrinate e si sia cercato non tanto soluzioni alternative, ma quantomeno complementari al rombo di centrocampo. Probabilmente è anche giusto che tali tentativi siano stati fatti (a parte il suicidio in Coppa Italia, ma vabbeh …) ma è utile fare qualche riflessione, soprattutto in vista del match di ritorno degli ottavi di champions.

Ad un certo punto della stagione e tenendo conto delle sue convinzioni tattiche, del suo credo calcistico e ovviamente della rosa a disposizione, Allegri  aveva individuato nel centrocampo a quattro e schierato a rombo quella che secondo lui era la soluzione ottimale per la sua Juventus, al netto di un piccolo ritocco da colmare in sede di mercato invernale.

Come sappiamo, per una serie di ragioni questo ritocco, cioè il famoso trequartista di ruolo, non è arrivato e Allegri, giustamente, ha iniziato a porsi domande e a tentare piccoli aggiustamenti grazie ai quali rendere sostenibile il quadro tattico fino alla fine della stagione.

E qui subentrano a mio avviso i problemi o presunti tali. E’ fuor di dubbio che la Juve in questo periodo sia stata tutto fuorchè smagliante. A mio avviso, si è innescata un pò di confusione nei meccanismi della squadra, forse come abbiamo detto sopra inevitabile viste le premesse. Ma ciò che è importante rilevare, a questo punto, è che secondo me non esistono configurazioni tattiche alternative all’idea messa in campo per la prima volta contro i greci dell’Olympiakos, se non piccoli aggiustamenti e/o spostamenti in funzione della forma fisica di un calciatore o delle caratteristiche dell’avversario.

Certamente non devono essere percorse strade del passato recente (il 352 per parlare chiaramente o 532 per parlare correttamente) che non sono nelle corde del tecnico livornese e non sono applicabili se non a costi importanti in termini di capacità di offendere, per i motivi più volte affrontati e, in più, la fondamentale assenza in tal senso di Asamoah, vero “equilibratore” fra fase offensiva e difensiva di quel sistema di gioco.

Piccolo inciso sulle probabili ed anche comprensibili obiezioni “eh … ma a Roma …” e “ma siamo stanchi …”. In merito alla prima: a Roma il sottoscritto ha ritenuto un errore schierare il 532 (352). Il senso di 5 difensori in linea contro 3 attaccanti morti come i loro qualcuno me lo deve ancora spiegare. Sicuri che avendo qualche uomo un po’ più avanzato in fase di ripartenza, non avremmo chiuso meglio qualcuno di quei contropiede avuti nel primo tempo? Alla seconda, non credo nella maniera più assoluta. Forse l’ultima partita in cui i carichi di lavoro invernali si sono fatti sentire e sono stati un fattore, comunque sempre di contorno, è quella di Udine. Ma ammetto di avere sull’argomento una specie di fissa: ogni volta che lo tengo in considerazione per cercare di interpretare l’andamento di una partita, mi dico che è perché non ho capito cosa effettivamente sia successo.

Inciso chiuso, torniamo all’analisi della situazione. E’ evidente che il discorso gira su come ovviare nel migliore dei modi all’assenza di un trequartista di ruolo o, in ottica proattiva, come sfruttare al meglio quella posizione tenuto conto delle caratteristiche degli interpreti interessati e di quelle del resto della squadra, attaccanti in primis. Vidal e Pereyra, impiegati in quella posizione, hanno mostrato dei limiti. Il primo ha l’intelligenza e la scaltrezza calcistica nel capire come muoversi, dove in un determinato momento creare superiorità, quando abbassarsi e quando invece salire, la necessaria freddezza sottoporta; ma non ha le caratteristiche tecniche adatte. Il secondo, viceversa, ha dribbling nello stretto, velocità nel breve, occhio per il passaggio filtrante, ma non ha la visione del cileno di cui sopra. Su questo dico subito la mia. Fra i due preferisco Pereyra, anche (se non soprattutto) per avere Vidal in mezzo al campo. Aggiungo che, per le caratteristiche del Borussia, a Dortmund sarebbe assurdo rinunziare alla capacità di interdizione di Vidal utilizzato da mezzala.

L’obiettivo, quello che la Juve deve migliorare in vista di Dortmund, è chiaro a tutti: aumentare la qualità del possesso e del giro palla, in termini di maggiore velocità ed efficacia, nonché garantire una più elevata imprevedibilità delle soluzioni offensive, con una più equilibrata distribuzione degli attacchi centrali ed esterni (pensate a quanto successo contro il Sassuolo). In questo scenario, da un punto di vista strettamente tattico, il Borussia di Klopp è il peggio che potesse capitarci: pressione alta e squadra con l’indice di “velocità di esecuzione” fra le più alte in Europa.

Con queste premesse e dato lo scenario tattico di Allegri, è evidente l’importanza che assume il vertice alto del rombo.  Ci troviamo ad un punto della stagione in cui il profilo di una squadra è (dovrebbe) essere perfettamente delineato. Impossibile tornare indietro o attuare cambiamenti “importanti”. Detto ciò, forse l’unica soluzione percorribile è diluire il ruolo del trequartista: chiedere a Tevez di porsi al fianco del trequartista individuato per condividerne le responsabilità e l’apporto richiesto. Non in modo estemporaneo, come fa sempre, in funzione dei momenti della partita. Ma stabilmente, legando la preparazione della partita sulla base di questa impostazione e  ovviamente lasciando libero il 10 di derogare ma, appunto, una volta dato quel canovaccio di partenza. In parole povere, partendo da un assetto di riferimento ad albero di natale.

Lo sappiamo, tutto ha i suoi pro ed i suoi contro. Sintetizzandoli, Il doppio trequartista o, meglio, la declinazione più vicina al famoso 43 e poi si vede del tecnico livornese, garantirebbe (pro)

  • maggiori riferimenti, densità e linee di passaggio in fase di costruzione
  • un chiaro e studiato disegno in cui ad entrambi, Tevez e Pereyra, sono chiamati all’occorrenza ad allargarsi, garantendo un set di soluzioni offensive più vario.

D’altro canto, è vero che ci sarebbe (contro)

  • un parziale sacrificio di Tevez, al quale si chiede un gioco più lontano dalla porta e più dispendioso fisicamente (ma questo è vero fino ad un certo punto, potendo immaginare un peso sbilanciato verso Pereyra in tal senso)
  • la probabile rinuncia a Morata nella formazione di partenza. Il vertice alto, per tutta una serie di ragioni, di uno schieramento del genere è probabilmente più nelle corde del Navarro che del Madrileno. Ho detto probabile poiché è una di quelle variabili borderline su cui si potrebbe ragionare, ma se conosco i miei polli …
  • Minore capacità di ripartenza, sia per l’assenza (probabile) di Morata, sia per un normale abbassamento “medio” della posizione di Tevez in caso di riconquista palla.

Come si suole dire, chi vivrà vedrà. Certamente la Juventus, anche grazie al risultato dell’andata, ha tutte le carte in regola per passare il turno e la qualità per farlo, come detto in un precedente post. Ma Allegri deve ritrovare la convinzione delle sue scelte, deve ritornare a dare certezze, serenità e tranquillità al gruppo ed all’ambiente. Attenzione, il bilancio del lavoro del tecnico livornese è fino ad ora encomiabile, guai a non rendersene conto. Ma adesso bisogna raccogliere i frutti del proprio lavoro e per farlo massimizzandone la resa, la mia opinione è che debba spingere ancora di più in direzione delle sue convinzioni e dare una guida ancor più decisa al gruppo. Non vorrei infatti che si passasse da un eccesso ad un altro. Se da un lato infatti, a fianco di meriti indiscutibili del suo predecessore Conte i limiti erano costituiti in fase di possesso dalla quasi totalicaristica ricerca del gol frutto di schemi pseudo-cestistici ed in fase di non possesso da un’attenzione fin troppo maniacale a non subire reti a danno della capacità offensiva, dall’altro Allegri non deve porre troppa enfasi nella fiducia/ricerca incondizionata della giocata del campione come elemento risolutivo del match e, difensivamente, non deve accettare troppo frequenti disattenzioni.

In ogni caso, comunque finirà la nostra avventura europea e considerato l’esito del campionato indirizzato come sapete (sgrat), una cosa mi preme aggiungere: il prossimo mercato deve essere importante e segnare una diversità rispetto agli anni precedenti. Infatti, almeno personalmente, la sensazione che sia Conte sia Allegri abbiano sempre e comunque dovuto affrontare le stagioni agonistiche con dell’ottimo materiale ma sempre con qualche ingrediente mancante non mi ha mai abbandonato. Anche qui, conosciamo le difficoltà con le quali la dirigenza (che Dio ce la preservi) si è dovuta confrontare, ma aspettarsi per il prossimo anno un ulteriore passo avanti non credo sia eccessivo o ingeneroso.

Nel frattempo, cari miei, c’è da abbattere quel fottuto muro giallo e crucco. Forza Max, forza ragazzi, fino alla fine.

13 Comments

  1. Lillybianconera

    12 Marzo 2015 alle 15:39

    …considerato che il BVB, nn è proprio il massimo in difesa e che comunque, dovranno in qualche modo fare la partita, e provare a ribaltare (gli scongiuri sono d’obbligo) lo svantaggio, forse Morata (sigh) potrebbe essere più utile di Llorente (che in geberale, preferisco!)
    Si potrebbe con l’ex Real, provare a sfruttare in velocità, le occasione che si creeranno.
    Per quanto concerne il lavoro fatto fino ad oggi dal mister, sono convinta anch’io che stia facendo bene, anche perché, particolare nn proprio trascurabile, ha “ereditato” una squadra all’improvviso.
    Resta solo una cosa, la più importante, quella che manca oggi, un uomo d’aria, uno che riesca a metterla dentro “sempre e comunque”, con la classe, la personalità e l’esperienza. Per questo nn credo che i talenti emergenti palermitani e laziali, facciano al nostro caso…1 solo acquisto, 1 solo, uno da 10 e lode…
    #finoallafine. ..ed anche oltre!

  2. Giuseppe

    12 Marzo 2015 alle 16:11

    Articolo completo nello sviscerare tutte le questioni tattiche e tecnice emerse in questi mesi, complimenti.
    Non mi trovo daccordo sulla maggiore utilità di Llorente nell’eventuale utilizzo del 4321, anzi, trovo deleterio lasciare il basco solo in area senza che nessuno faccia lo straccio di un cross o che cerchi di sfruttare la sua fisicità attaccando per linee centrali.
    Da notare, inoltre, la differente disposizione della Juve in fase di possesso e in fase di recupero palla: i quattro di centrocampo si dispongono a “rombo” quando c’è da recuperare il pallone, mentre in fase di attacco abbiamo più volte visto Tevez scambiarsi di posizione con una delle mezz’ali, soprattutto Pogba, spesso trovatosi al centro dell’area come riferimento d’attacco.
    Ultima considerazione: non smetterei mai di insistere sulla importanza di velocizzare gli scambi, far correre la palla più velocemente e, insieme, aumentare gli spostamenti senza palla, vero grimaldello offensivo in mancanza di gente in grado di saltare l’uomo, materiale umano alquanto scarseggiante nella nostra rosa.

  3. Cosimo Bontà

    12 Marzo 2015 alle 16:23

    La questione Llorente / Morata è abbastanza aperta, ci sarà Allegri a scegliere per il meglio. Dico solo che se a Dortmund si adottasse veramente un sistema di gioco ad unica punta con Tevez e Pereyra sulla trequarti, non è scontato, come potrebbe sembrare viste le recenti gerarchie, l’impiego di Morata. E proprio perchè con Llorente si “semplificherebbe” la questione dell’occupazione dell’area avversaria. In effetti gli inserimenti delle nostre mezzali continuano a non essere quantitativamente e qualitativamente adeguati. Ringrazio Lilly e Giuseppe per i commenti

  4. Angelo Parodo

    12 Marzo 2015 alle 19:23

    Ottimo articolo, ottima analisi di cui condivido la grandissima parte (per dirla alla Galliani un 99,99%). In particolare anche io mi sono chiesto come mai non utilizzare più spesso il cosiddetto “albero di Natale”. Come diceva Ancelotti “per giocare con l’albero di Natale ci vogliono le palle” e in questo credo che gli uomini a disposizione di Allegri non difettino. Ovviamente il riferimento è ai centrocampisti e ai due uomini a supporto della punta, chiamati a svolgere un compito dispendioso in fase di non possesso (“chiudere” il campo in ampiezza) ed in fase di possesso (cercare di pressare alti e ribaltare l’azione il più velocemente possibile). In tal senso un centrocampo con Marchisio basso, Vidal e Pogba mezzali, con Tevez e Pereyra a supporto di Morata credo che sarebbe l’opzione più consigliabile. Oppure un’alternativa maggiormente offensiva con Morata ad affiancare Tevez e Llorente schierato da centravanti. Per altro, come sottolineava l’esimio autore dell’articolo, questo modulo ha dato i suoi frutti contro i greci ma è stato accantonato praticamente da subito, senza un apparente motivo. Condivido, infine, l’ultimo inciso, a sti tedeschi di merda dobbiamo ribaltarli.

  5. Alberto Fantoni

    12 Marzo 2015 alle 19:37

    Ad albero di Natale ci giochiamo in diversi frangenti nell’arco della partita, lasciando la giusta libertà a Tevez di decidere quando arretrare tra le linee o quando affiancare l’altra punta: al BD all’andata abbiamo fatto male proprio con Tevez e Morata affiancati a dialogare sretti, in altre partite invece Tevez arretra o svaria (vedi il gol di Pogba al Sassuolo) alla ricerca degli spazi adatti per fare male o per far inserire gli altri centrocampisti.
    Nel complesso mi pare che la fase di possesso funzioni discretamente bene, quella di non possesso è abbastanza buona soprattutto perchè è un classicissimo 4-4-2 in cui il rombo si appattisce: gli interni si affiancano e le mezzali si allargano. Per me, anche in vista di Dortmund, c’è da pregare che finalmente Chiellini sistemi i tacchetti e che si abbia la massima attenzione sui calci da fermo difensivi e precisione su quelli offensivi. Inoltre a Palermo lascierei fuori sia Lichsteiner che Evra, non possiamo proprio rischiare che si facciano male avendo perso qualsiasi alternativa valida in quel ruolo.
    Ecco, questi sono temi che mi preoccupano molto più del trequartista, su cui magari si potrà dedicare un’analisi più dettagliata in futuro, ma conitnuo a pensare che questa squadra (e per “questa” intendo con Tevez e con Pirlo) non abbiamo bisogno di un trequartista classico. Ma ne riparleremo…

  6. Cosimo Bontà

    12 Marzo 2015 alle 22:10

    Rispondo ad Alberto sulla questione trequartista. Ci metti Pereyra, Vidal, Pastore, o il Padreterno, è un vertice alto di un rombo di centrocampo. Ancora più neutro, è un 4° centrocampista con compiti diversi dai 3. Io parto dell’impostazione data da Allegri come un dato di fatto. DATO CHE ALLEGRI VEDE QUESTO SCHIERAMENTO COME LA MIGLIORE CONFIGURAZIONE alla luce della rosa a disposizione, cosa ne consegue per massimizzarne i vantaggi / ridurne le pecche? D’altro canto, non abbiamo attaccanti esterni, non restano molte alternative. Allegri ha perfettamente ragione in questo. Discutere se sia il caso porre il problema del trequartista è del tutto pretestuoso. NOI GIOCHIAMO COSI’. Discutere come meglio giocare, DATA QUESTA CONFIGURAZIONE, è invece l’unica cosa su cui possiamo ragionare. La mia ipotesi è quella espressa nel post.

    • Angelo Parodo

      12 Marzo 2015 alle 22:17

      Attualmente questo è il sistema, nell’insieme, più congeniale in primis alle idee dell’allenatore, in seconda istanza alle caratteristiche della rosa. Al netto di ciò continuo a preferire i due (chiamiamoli così) trequartisti e l’albero di Natale per questa rosa e anche a livello di visione personale. I due dietro la punta consentono, come accennavo prima, di coprire meglio il campo in ampiezza, dare maggiore equilibrio in fase di non possesso e a seconda degli interpreti anche maggiore imprevedibilità in attacco. Per quanto riguarda il futuro penso che questa rosa abbia prima di tutto bisogno di un attaccante che garantisca almeno 20 gol all’anno, più che di un trequartista.

      • Angelo Parodo

        12 Marzo 2015 alle 22:28

        Che poi è l’interpretazione di Lily 😉

      • Cosimo Bontà

        12 Marzo 2015 alle 22:46

        Concordo sulle tue argomentazioni. Sul mercato, la verità è che se vogliamo un upgrade effettivo, in attacco servono 2 rinforzi di primo livello. Un attaccante centrale da turnare con Morata (probabile cessione di Llorente) E un attaccante duttile, in grado di stare dietro e largo rispetto alla punta centrale. Uno come Pastore, per fare un esempio. Devono arrivare entrambi, altrimenti il discorso rimane comunque a metà. Deve essere un mercato importante, insomma. Ma ci sarà tempo per parlarne

  7. Alberto Fantoni

    12 Marzo 2015 alle 23:15

    ok allora visto che insistete ne parliamo qui, anche se sarebbe stato bello farci un articolo con tanto di immagini.
    La Juve gioca con un rombo in fase di possesso e un centrocampo classico a 4 in linea in fase di non possesso. La punta avanzata del rombo è quel giocatore che 1) o cerca gli spazi tra le linee scaglionando in verticale la disposizione dei centrocampisti 2) o, nel caso di linee avversarie molto strette e corte, si allarga sull’esterno per offrire linee di passaggio pulite ai difensori e agli altri centrocampisti. Poi quando ha la palla è buona cosa se sa saltare un uomo e creare superiorità, o almeno partire nello spazio che ha creato col movimento precedente.
    Vogliamo chiamarlo trequartista? ok va bene, ma non è certo il classico trequartista che gioca al limite dell’area e fa assist o triangola col centravanti per andare in porta:
    ricordate come giocava Snejder con Milito?
    https://www.youtube.com/watch?v=QlJJ3vbh-0k
    o come attaccava la profondita sulle spizzate di Drogba?
    https://www.youtube.com/watch?v=VrEWrvGq0so
    Bene questo è il CLASSICO trequartista e da noi quel tipo di gioco lo fa Tevez: si stacca spesso dalla linea del centravanti, prende palla e conclude o triangola o appoggia per chi arriva da dietro (vedi gol di Morata al BD). La mia sensazione è che Allegri gli lasci una discreta libertà di decidere lui quando staccarsi o quando andare nella profondità, comunque un Tevez in quella posizione è molto più devastante rispetto a come lo sfruttava Conte l’anno scorso (gol e assist sono lì a testimoniarlo). Già alla prima giornata a Chievo se ricordate Tevez giocò in questa posizione con Coman prima punta, e la cosa sorprese assai, ci aspettavamo tutti che le posizioni fossero invertite, ma è stato chiaro fin da subito che Allegri ha visto Tevez come rifinitore o trequartista o mezza punta che gira attorno alla prima, chiamatelo come volete.
    Veniamo ora al discorso trequartista classico, che sarebbe poi lo Snejider della situazione.
    Come si può vedere nelle partite dell’inter del 2010, Snejider giocava dietro a Milito e quando la squadra era in fase di non possesso toccava a Eto’o e Pandev fare gli esterni nella linea a 4 di centrocampo, mentre Snejider non aveva grandi compiti di copertura (che in effetti poco gli si addicono). Eto’o l’anno dopo non volle più fare questo lavoro faticosissimo, ve la ricordate questa scenetta di Chivu che va da Benitez a dire che “mi mettono sempre in mezzo” perchè Eto’o non tornava a raddoppiare in fascia come invece faceva con Mou?
    https://www.youtube.com/watch?v=9baFtuIUg_Q
    Facciamo un altro esempio? durante Wolfsburg-Inter di stasera i nerazzurri hanno giocato col trequartista (Shaqiri) ma nella fase difensiva Palacio rientrava a fare il 4° di sinistra a centrocampo davanti a Santon, domani se volete vi posto su twitter le immagini della posizione di Palacio in fase di non possesso.
    In sostanza se giochi con un trequartista classico hai 2 alternative: 1) o gli metti davanti una sola punta e hai 2 esterni offensivi che puntano l’uomo, fanno cross e poi rientrano a ricomporre il centrocampo (es.: Callejon e Maertens nel Napoli, ma possiamo citare un po’ tutte le squadre che giocano col 4-2-3-1); 2) o se vuoi giocare con 2 punte devi avere una seconda punta disposta a fare il lavoro “sporco” di rientro: chi come me ha una certa età ricorderà che uno dei primi esempi di questo genere di punta fu Delvecchio nella Roma di Capello che vinse lo scudetto nel 2001: Totti trequartista dietro Batistuta e Delvecchio seconda punta a sobbarcarsi il lavoro di copertura a centrocampo. Idem il Palacio di stasera o l’Eto’o del 2010 e via dicendo: se hai un trequartista classico e vuoi 2 punte devi sacrificare quella esterna a tornare a centrocampo a chiudere, in pratica cantare e portare la croce, come si dice in gergo.
    Eccoci al punto: voi lo spostereste Tevez all’esterno per coprire uno come Snejider in fase di non possesso? ricorderete che Conte ci provò lo scorso anno contro il Real in quella specie di 4-3-3 che era più un 4-5-1: Tevez si dannò l’anima ma in 180′ non ebbe mai nessuno spunto di pericolosità in attacco, e comunque messo in fascia perse gran parte del suo potenziale.
    Oltre quindi a preferire Tevez nel cuore del gioco c’è un altro problemino: a centrocampo per ora abbiamo ancora Pirlo nel ruolo centrale e arretrato del rombo, fino a prova contraria il titolare è ancora lui. Ecco che quindi quando ci schieriamo in fase di non possesso è importante che chi si affianca a Pirlo sia uno che sa fare filtro seriamente e abbia una certa velocità di gamba, ecco perchè in questo ruolo Vidal è quanto di meglio possiamo avere, anche se è distante anni luce dell’idea di trequartista alla Snejider (dico “idea” perchè è il trequartista classico e se ne parlava per il mercato di gennaio). Già infatti tendiamo a prendere dei contropiedi pericolosi perchè da novembre abbiamo tolto un difensore centrale e aggiunto un centrocampista, se poi accanto a Pirlo mettiamo uno più portato a offendere che a difendere rischiamo davvero di essere perforabilissimi in fase di ripartenza e ci sarebbe davvero da soffrire le pene dell’inferno quando perdessimo la palla.
    In sostanza la mia idea è questa: fin quando c’è Tevez va bene lo schieramento attuale con l’argentino che scala dietro a sua discrezione e il controcampista avanzato del rombo che svaria tra le linee e sulle fasce per poi appiattirsi a 4 in fase di non poessesso. Quando non avessimo più Tevez ne riparleremo e magari troviamo una seconda punta adatta a giocare in fascia…uno alla Berardi per intendersi. Se poi si trova un MOSTRO da paura che cambia le partite da solo e rende più di Tevez ok, a quel punto e SOLO a quel punto, chiediamo all’apache di spostarsi in fascia a lavorare sodo e chiudere davanti a Evra o Asamoh e lasciamo il “mostro” a inventare calcio dietro al centravanti. Esiste questo mostro? è alla portata? La mia idea è che lo Snejder del 2015, oltre che a non essere schierabile in coppa, non fosse più da un pezzo quel tipo di mostro, forse Pastore sarebbe più adatto e magari avrebbe più “voglia” di fare il centrocampista di copertura in fase di non possesso, non so, è tutto da valutare, ha giocato troppo poco in questi anni al PSG. Ma, per tutti i motivi che ho spiegato, se dovessi investire dei soldi lo farei su uno così o su uno di pari livello o superiore, altrimenti avanti col 4-3-dai-dai-dai!

    • Cosimo Bontà

      13 Marzo 2015 alle 10:37

      Ma nessuno ha mai parlato di definire un ruolo di trequartista classico da affibbiare a qualcuno in rosa. Chi se ne fotte di Sneijder. Il discorso è l’inverso: proprio perchè non c’è un trequartista classico, ho parlato di diluire i compiti fra Tevez e Pereyra, ma chiarendoli e impostando la partita in tal senso. Lasciando a Tevez una ragionevole libertà di movimento, ma mettendo in chiaro che è da lì che deve partire e che quello è il fabbisogno tattico da soddisfare (contribuire al gioco fra le linee, al movimento della palla veloce, ad allargarsi quando opportuno) in perfetta sincronia con Pereyra (meglio) o Vidal. Ribadisco che a mio avviso è necessario dare un maggiore ordine ai ruoli davanti, perchè mi è sembrato che in questo periodo la dose di improvvisazione della manovra (ben accetta quando rientra nei limiti perchè dona imprevedibilità) sia diventata eccessiva, ai limiti della confusione tattica.
      Per quanto riguarda la fase di non possesso, laasciala perdere. E’ evidente che tranne casi eccezionali ci siamo sempre schierati 442 con Tevez e la punta centrale fuori a dar fastidio. Quello non è in discussione o, se lo è, è un aspetto marginale. In ogni caso, visto che la discussione è incentrata su come affrontare la champions, se c’è da sacrificarsi e spaccarsi la schiena IN QUELLE SPECIFICHE OCCASIONI, Allegri deve pretenderlo. Non avendo una rosa come il RM o il Bayern, è un passaggio obbligato.
      PS: chiarisco SPERO UNA VOLTA PER TUTTE che il discorso non è legato al mio/nostro di vedere il calcio, ma a come la Juventus di Allegri è venuta via via consolidandosi e come sfruttare al meglio i margini di miglioramento a disposizione. Personalmente ed in linea di principio, come più volte detto, io sono contrario alle squadre impostate con il trequartista classico. In un calcio dove lo studio dell’avversario è stressato all’ennesima potenza, diventa l’ennesimo collo di bottiglia.

      • Angelo Parodo

        13 Marzo 2015 alle 11:52

        Mi sento in dovere di dare un ultimo contributo a questa discussione che mi ha veramente appassionato. Il c.d. “rombo” per me lo puoi fare anche con Vidal falso trequartista, a patto che lo stesso Vidal sia in forma strepitosa (cosa che in questo momento non è). In alternativa non credo proprio che lo stesso modulo possa essere riproposto con Pirlo vertice basso e un trequartista classico alla Pastore, proprio in quanto in fase di non possesso ci ritroveremmo con Pirlo e Pastore a coprire in mezzo, situazione poco auspicabile. Purtroppo la questione Tevez inciderà non poco sulle scelte della società, visto che l’Apache scade a Giugno 2016 e non si può contare su di lui nella programmazione futura. Per il presente o il futuro prossimo (da qui a fine stagione) occorre inevitabilmente chiarire la situazione tattica in fase di possesso palla, poichè un chiaro riferimento va dato e, ripeto, con l’attuale Vidal non è possibile cercare pseudo-adattamenti. Vidal deve giocare mezzala, non solo: se vogliamo ottenere qualcosina in Champions (almeno competere, anche se ci sono squadre per noi ingiocabili), dobbiamo avere un Vidal almeno all’80% del potenziale. Il nodo è proprio qui: con il rientro di Pirlo il “4-3-fate voi” è supportabile solamente con Vidal e Pogba al top (e schierati nel loro ruolo), altrimenti sarebbe meglio Marchisio nel ruolo di Pirlo e poi provare ad adattare il resto della baracca. Non dimentichiamo che il campionato non è ancora chiuso e la rotazione a centrocampo in questo periodo non è stata possibile a causa dei numerosi infortuni che hanno comportato un notevole dispendio energetico da parte di chi ha giocato sempre (lo stesso Marchisio è notevolmente appannato). Per questo, da qui alla fine, sarebbe opportuno fare qualche aggiustamento in chiave tattica, se necessario con il parziale “inquadramento” di Tevez in uno schema leggermente più rigido.

        • Cosimo Bontà

          13 Marzo 2015 alle 16:50

          Sono d’accordo. Le questioni che hai inquadrato sono quelle sulle quali si giocherà la qualificazione a Dortmund e l’auspicabile futuro immediato in champions

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