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Napoli – Juve 1-3: dopo quasi 15 anni i bianconeri vincono al San Paolo

Le giornate passano, i discorsi sui problemi della Juventus si sono esauriti, ma poi si arriva sempre alla cosa più importante: la partita della domenica. Allegri & Co. affrontano il Napoli di Benitez, la formazione sembrava già fatta, ma proprio poco prima dell’inizio del match Lichtsteiner accusa un fastidio, così a destra parte Caceres; poi tutto come contro l’Inter, ricordando che la Juventus non vince al San Paolo da quasi 15 anni.

Il match si avvia con la Juventus a fare la partita e il Napoli ad attendere per poi provare a innescare i suoi quattro uomini offensivi, abili a ripartire negli spazi aperti. Tanti errori da ambo le parti, si gioca soprattutto nel centro del campo e le squadre non riescono in una costruzione fluida della manovra. La prima occasione però la costruiscono gli azzurri: Hamsik lancia un pallone in verticale cercando l’argentino Higuain, Chiellini riesce a deviarne la traiettoria ma peggiora la situazione mandando in porta De Guzman che clamorosamente da pochi metri spara alto. Di altri squilli non ne arrivano, il Napoli sembra più ordinato col pallone, ma difficilmente si affaccia nella trequarti avversaria; la Juventus riesce a essere più aggressiva, ma poi si perde sempre negli ultimi passaggi vanificando tutto. Al minuto 29 Llorente riceve palla e riesce a tenerla all’interno dell’area di rigore, vede Tevez che gli viene incontro e prova a servirlo, il pallone in qualche modo arriva al calciatore argentino che calcia, colpisce Llorente e la sfera si impenna, giungendo al limite dell’area di rigore, dove, ben appostato, spunta un omone nero che fa 3 goal in 1: è il terzo super goal infatti che Paul Pogba fa vedere ai napoletani, e questa volta direttamente a casa loro. Per quanto riguarda il primo tempo c’è solo una occasione rimasta da far notare: la Juventus riparte, Evra serve centralmente Tevez che si inventa un filtrante bellissimo per Martin Caceres, sempre pronto a farsi trovare sulla destra; l’uruguaiano controlla e tira, ma spara su Rafael, bravo a bloccare.

Così ci si avvia a giocare la ripresa, che inizialmente non si differenzia tantissimo dal primo tempo. Ancora una volta la prima occasione è per il Napoli: Callejon riceve il pallone scavalcando la difesa, arriva al tiro, ma Chiellini si lancia in scivolata e manda il pallone in calcio d’angolo, compiendo quindi un grande intervento e salvando Buffon. Entra Mertens, esce Hamsik. Il belga sulla sinistra prima si fa vedere con una bella incursione che costringe Marchisio a far fallo e a prendersi virtualmente il giallo (l’arbitro sbaglia e ammonisce Caceres), poi Mertens si guadagna il calcio d’angolo da dove nasce il pareggio del Napoli. È il minuto 64, pallone messo nel mezzo, i bianconeri si addormentano, sfera che raggiunge il centro dell’area dove è posizionato Britos che di sinistro mette dentro. 1-1 e storia che si ripete, nella speranza che i calciatori della Juventus non si facciano prendere dalla foga come troppo spesso accaduto di recente. E infatti succede proprio il contrario, perché 5 minuti dopo la squadra di Allegri si affaccia nella metà campo del Napoli, si guadagna un calcio di punizione e, con una bella traiettoria calciata da Pirlo all’interno dell’area di rigore, Caceres si fa trovare pronto buttando il pallone in rete e rimettendo la Juventus in posizione di vantaggio. Proprio Caceres era il calciatore destinato a uscire da lì a pochi secondi dovendo lasciare il posto a Lichtsteiner. Martin è un giocatore eccezionale, un guerriero che non si tira mai indietro; corre e si fa sempre trovare pronto sulla destra, segna ed è sempre pericoloso sui calci piazzati, sbaglia e fa un autogoal clamoroso (seppur giustamente annullato) e poi si immola su qualsiasi pallone, anche col rischio di farsi male, come effettivamente è successo. Unico.

Il Napoli ovviamente non ci sta, prova a reagire e a mettere in difficoltà la difesa bianconera ma ci riesce relativamente.Nel frattempo Allegri non toglie più l’uruguaiano ma decide di passare al 3-5-2 inserendo lo svizzero al posto di Pogba. Successivamente esce Llorente ed entra Morata, mentre lo stesso Caceres verso la fine deve uscire, facendosi male dopo una brutta caduta. Non sembra nulla di grave, ma il tempo ci dirà. A questo punto il Napoli va in forcing, ma si rende estremamente pericoloso solo quando Ogbonna e Lichtsteiner non si intendono e il passaggio orizzontale del mancino difensore bianconero diventa un assist per Mertens che è bravissimo a lanciare a rete Zapata: l’attaccante napoletano non calcia immediatamente, effettua un controllo, sbagliato, con Buffon che gli viene all’incontro; il calciatore azzurro a quel punto sa di non poter più raggiungere il pallone e si lascia cadere, venendo ammonito per simulazione. Il tempo passa, i minuti di recupero sono 6, la Juventus non vuole buttare all’aria il match, Higuain viene innescato all’interno dell’area di rigore e dopo una partita anonima riesce, anche con un po’ di fortuna, a liberarsi davanti alla porta: Chiellini entra in scivolata e salva un goal che sembrava fatto. Juventus in sofferenza piena, ma con lo spirito battagliero. Spirito che permette al minuto 94 di recuperare palla con il Napoli completamente sbilanciato: Morata si avvia velocissimo nella metà campo avversaria e viene servito, prosegue la sua corsa e poi serve centralmente Vidal; il passaggio non lo libera per andare a tu per tu con il portiere, ma il cileno è bravissimo ad aggiustarsi immediatamente il pallone per calciare sotto l’incrocio dei pali di sinistro. È un goal meraviglioso, che chiude definitivamente la partita e permette alla Juventus non solo di vincere nella casa del Napoli dopo quasi 15 anni, ma di essere anche campione d’inverno!

Una squadra che ha corso, sbagliato, aggredito e sofferto, ma che, cosa più importante di tutte, ha vinto. Le bellissime prestazioni arriveranno, ma come testimonia questa sera, poi bisogna portare a casa i 3 punti, altrimenti è tutto inutile. Adesso Coppa Italia, con la speranza di vedere qualche calciatore impiegato di meno fino ad adesso. Coman, Ogbonna, Pereyra, forse Caceres e Morata possibilmente avranno l’occasione per mostrare quanto valgono, dando ad Allegri il modo di ruotare la formazione sapendo di poter contare su degli ottimi dodicesimi uomini.

Fino alla fine…

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