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Napoli – Juventus 3-2: Vedi Napoli e poi…CIAONE!

“Tutti dicono vedi Napoli e poi mori. Ma questo paese, Mori, dove si trova esattamente?”  (attribuita a Stefano Tacconi)
“Che cacacazzo stu ‘guaglione Maria! Ce ne dobbiamo liberare!” (da “Famiglia cristiana” – Squallor)

Aspettavo questo momento da un sacco di tempo, finalmente è arrivato.
Siamo in finale di Coppa Italia per la terza volta consecutiva, abbiamo eliminato il Napoli, ma soprattutto ci siamo liberati del Napoli fino alla prossima stagione.
L’auspicio, come dicevo nello scorso postpartita, è quello di vedere Napoli-Juventus all’ultima giornata, a giochi fatti in modo da mandare la primavera schierando “Alessandrelli” Neto in porta che, per inciso, da qui in poi non deve più lasciare la panchina.

Ma passiamo ai saluti.
Un ciaone grande come il vantaggio al Bernabeu a tutta la squadra del Napoli, che da subito stasera l’ha buttata sulla provocazione e che, come giusto che sia, ha subito la legge del contrappasso nella ripresa subendo la nostra melina e le nostre continue perdite di tempo da veri figli di buona donna. Tié, così imparate a stuzzicarci.
Un ciaone formato tuta da allenamento a Sarri, che non mi è mai stato simpatico (è quello che alle prime giornate in serie A con l’Empoli fece allusioni sui rigori che venivano concessi solo alle squadre con le maglie a strisce, tra le tante) ma che stasera, nel recupero, ha superato la sua uscita dello scorso anno contro Mancini ordinando ai suoi giocatori di non restituire la palla dopo che Neto l’aveva cacciata fuori perché Cuadrado aveva i crampi.
Che dire? Degno discepolo di Sacchi, uno che predicava e predica la cultura sportiva e bla bla bla ma che all’epoca un golletto su una palla non restituita non lo disdegnò.
Sarri voleva emularlo, credo, ma di tutto questo mi frega meno di zero.
Un ciaone anche a Giuntoli, che non ho più sentito dopo la recita briosa, frizzante e sbarazzina dello Stadium, ma che porto sempre nel cuore per l’allegria che ha portato in quella sera così piena di tensione.
E Reina un ciaone se lo merita? Certo che sì, grande come la nostra goduria per i 4 gol che si è fatto rifilare in 3 partite dal suo ex compagno di squadra Gonzalo Higuaín, credo però che non lo vedrà così come stasera non ha visto partire il tiro del gol dell’1-0.
Io poi aggiungo anche un cordiale vaffanculo per il tweet dello scorso anno al gol del Bayern Monaco.
Un ciaone infine, grande come l’urlo THE CHAMPIONS ai tifosi del Napoli, che anche stasera escono a testa alta. Però escono.
Ah, ciaone anche a un corrispondente da Napoli per Radio Sportiva (ricordo solo il cognome, Tarantino), ovviamente tifoso del Napoli. Alla domanda su come fosse l’atmosfera a pochi giorni dalla partita lui disse, parola più parola meno:
“Qui in città aspettiamo tutti la doppia partita, vuoi per la rivalità storica (?) con la Juve, vuoi per lo scippo di Higuaín!”
Dunque, sorvoliamo sulla rivalità storica perché il palmares parla da solo.
Su Higuaín io non so che concetto abbia di scippo questo signore, ma gli ricordo che il suo Presidente gli aveva messo un’etichetta con il prezzo sopra, la Juventus ha guardato il prezzo, ha tirato fuori i soldi e l’ha pagato.
Fine.
Se non voleva che andasse alla Juve non doveva metterlo in vendita.
Se ne faccia una ragione, sia lui che tutti i tifosi.
Ciaone al prossimo anno e mi raccomando eh, a testa alta!

Finita qui?
Eh no, manco per il cazzo come direbbe Marsellus Wallace.
Siamo in finale per la terza volta consecutiva, abbiamo giocato a sprazzi un’ottima partita, eppure siamo riusciti incredibilmente e stupidamente a complicare una partita che a mezz’ora dalla fine poteva tranquillamente prendere il binario di un allenamento defatigante.
Vincevamo 2-1, con 2 gol di Higuaín, il secondo dopo un’azione perfetta iniziata con una giocata fantastica di Alex Sandro e poi portata avanti da Dybala e Cuadrado, il Napoli era morto definitivamente…ma noi lo abbiamo voluto far risorgere, perché pareva brutto riposarsi nell’ultima mezz’ora!
In fondo sabato abbiamo il Chievo in casa e martedì l’andata dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona, perché risparmiare energie?
E allora c’ha pensato “Alessandrelli” Neto a riaprire la partita con quel bello stop a inseguire che ha portato al gol di Mertens (appena entrato, pensa te…), e poi la difesa 5 minuti dopo con il gol di Insigne che ha costretto gli altri a darsi una svegliata e a gestire gli ultimi 24 minuti più i 6 di recupero.
Bravi polli, avete anche fatto incazzare Allegri che ha urlato per tutto il secondo tempo sembrando Ian Gillan in “Speed king”.
Che fessi, che fessi!
Poi, scordatevi che faccia un discorso del tipo “Ma se queste amnesie capitassero contro il Barcellona ci stritolerebbero” perché:
1- Conto sul fatto che contro il Barcellona saremo concentrati per tutta la durata delle due partite, indipendentemente dal risultato che verrà fuori.
2- Ogni partita fa storia a sé.
3- Giocherà Buffon.
Detto questo, spiace per Neto (che tra l’altro aveva fatto 2 parate niente male), ma un errore come quello del secondo gol del Napoli è troppo grave.
Infine, le note liete: su tutti ovviamente Higuaín tornato al gol con una bella doppietta, ma ottime prestazioni di Khedira, Alex Sandro e Cuadrado.
E ora sotto con il Chievo e per la Coppa Italia ci si vede in finale!

Keep the faith alive e forza Juve!

PS. Ennesima vittoria di Allegri: fatelo firmare a vita, please!

1 Commento

  1. carlo

    6 aprile 2017 alle 14:51

    Grandi

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