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No, non mi sento “proud”

 

A distanza di due giorni, capire quello che sia successo nella finale di champions risulta ancora più di difficile interpretazione, o meglio, l’idea che se la siano fatta abbastanza sotto c’è, il problema rimane capire come e perché.

Escludendo la gara di esordio col Siviglia, è stato un percorso abbastanza lineare, da un girone seppur con qualche difficoltà se n’è usciti alla grande con un primo posto di cui si faceva fatica a ricordare l’ultima volta in cui era stato raggiunto.

Le successive gare col Porto degli ottavi sono state un passaggio semplice e quindi di poche indicazioni sul nostro futuro, che abbiamo capito essere abbastanza roseo dopo le gare col Barcellona e Monaco.

Si è arrivati alla finale con una carica incredibile, tifosi e squadra uniti e consapevoli che l’obiettivo fosse alla portata, vinto no perché noi siamo la Juve e qualcosa in finale è matematico succeda, e infatti è successo quello che meno ci aspettavamo, come crollare a livello mentale e questo faccio fatica nel digerirlo.

Avevamo in campo giocatori di spessore tecnico, morale e caratteriale, un allenatore che ha lavorato a lungo sulla testa di quelli che sempre hanno avuto la cagarella europea come mantra, si pensava fosse sufficiente e invece non è bastato.

Dopo un primo tempo di livello dove hai attaccato, subito il goal e rimesso in piedi la gara, mai mi sarei aspettato di vedere un secondo tempo di quel genere, dopo il fischio dell’arbitro tutto quello fatto di buono quarantasette minuti prima è stato dimenticato, ci si è rinchiusi dietro senza contrapporre un minimo di agonismo, senza riuscire a fare due passaggi consecutivi, abbandonandosi al pressing del Real con il mister che urlava come un pazzo nel tentativo di svegliarli.
Preso il 2-1 si è spento tutto, quando ancora mancavano 35 minuti per provarci ancora.

Non è la sconfitta in sé che brucia, ma per come è maturata, perché se te la giochi faccia a faccia la puoi accettare, non così arrendendosi alla prima difficoltà.

Diciamocelo chiaramente, la difesa del Real non è minimamente superiore alla nostra, unica e non marginale differenza che accetta “uno vs uno”, ha una squadra che attacca compatta e più stai alto più tieni i pericoli lontani dalla tua area. Non sono certo una roccaforte come la nostra, dato che hanno preso 17 goal in tutta la competizione, dubito questo sia un dato che verrà ricordato.

Fa ancora più male dopo aver passato settimane di fitte allo stomaco dalla tensione, pensare a chi ha sacrificato tanto per essere a Cardiff o a Torino, per non vedere poi una lacrima da chi era in campo alla fine della partita e peggio ancora per le dichiarazioni post.

No, non sono “proud”, delle solite esternazioni alla “ci riproveremo”, della figura fatta in campo e della mentalità italiana che ogni volta si palesa in tutta la sua imponenza capeggiata dalla BBBC, del noi siamo squadra da 1-0, del prima si difende e poi si attacca, che forse ti permette di vincere in Italia, ma dev’essere sfuggito che degli ultimi quattordici (14) trofei, fatta eccezione dello United, tredici li abbiano vinti squadre spagnole che tanto difensiviste non sono.

Penso con convinzione sia arrivata l’ora di cambiare quello che da sempre è il filo che caratterizza la Juve: il blocco italiano. Non che sia automatico per primeggiare in Europa, ci mancherebbe, ma davvero non ho più le forze di sopportare un atteggiamento così limitativo nei confronti di un attacco forte come il nostro  che non si vedeva da tempo. Mi auguro che l’allenatore sia libero di imporre le sue idee senza che l’ostracismo dei soliti noti ponga dei paletti, e altrettanto la società, perché se entra Lemina per Dybala qualcosa da correggere c’è.

Se anche in un’annata di questo livello nei “senatori” la fanno da padrone ansia e paura, mi spiace ma arrivederci e grazie.

 

8 Comments

  1. MATTEO

    5 giugno 2017 alle 21:45

    Permettimi di dissentire, almeno sull’analisi della partita. Ero a Cardiff, ero nella curva della Juve, assieme agli altri 15.000 della curva ho urlato e tifato convinto che avremmo raggiunto la vittoria. Abbiamo aggredito il Real, dopo 15 minuti potevamo già essere in vantaggio; alla loro prima azione ci hanno fatto goal con una deviazione che sembra marginale ma è stata decisiva. L’abbiamo raddrizzata con il goal più bello di quest’anno ed i tifosi della juve hanno sovrastato letteralmente il tifo madrileno, come nel pre-partita che porterò sempre nel cuore. Poi cosa è successo? E’ successo quello che ha spiegato bene Buffon; abbiamo esaurito le energie: abbiamo iniziato troppo forte. Non è colpa della difesa se nel secondo tempo il Real arrivava da tutte le parti: il centrocampo non filtrava, d’altronde erano 3 del Real contro 2 della Juve ed i 2 camminavano. Allegri ha sperato, urlando, che si potesse rimediare alla situazione; solo un cambiamento tattico poteva cambiare un finale che si intuiva già dai primi 5 minuti del secondo tempo (a dir la verità dagli ultimi 5 del primo: eravamo come un pugile alle corde solo che tutti speravamo fosse un calo nella fine del primo tempo). In sostanza tutti nella curva abbiamo visto che così non poteva funzionare e occorreva rinforzare il centrocampo, mandando in panchina Dybala. Vestivo la 21 ufficiale di Champions con il suo nome sulle spalle, ma gridavo sostituiscilo. Troppo tardi, sì troppo tardi. Il Real ha vinto per il suo centrocampo che ha fatto saltare i nostri schemi e per la nostra troppa foga agonistica del primo tempo che ha esaurito le nostre energie. Il 2-1 è stato fortunoso per come l’hanno ottenuto, la vittoria no. Il 3-1 ha impedito ogni possibilità di recupero perché Zidane ha fatto la scelta giusta. Tu critichi la sostituzione di Dybala: Zidane ha lasciato in tribuno James, ha tenuto in panchina Bale e Morata facendoli entrare quando la partita era già vinta. Noi, ed Allegri, pensavamo che il Real avesse nella fase difensiva il suo punto debole: Zidane invece ha vinto la partita con la fase difensiva, ci ha battuto con le nostre armi. NON c’è niente da rifondare, ma, e in questo sono d’accordo con te c’è da imparare, sempre, come tutte le persone di buon senso devono fare. Sono molto deluso ma al contempo sicuro che la vinceremo prima o poi e che forse, poi, non ci fermeremo come successo con Lippi. Sono e sempre sarò orgoglioso di essere uno juventino perché quello che è stato ottenuto, al contrario di quello che dice farsopoli, dai giocatori, dallo staff, dai dirigenti e dai presidenti della Juve è stato meritato, sempre, sul campo.

    • Salvatore

      6 giugno 2017 alle 00:46

      Analisi perfetta, si capiva benissimo già negli ultimi 5 minuti del primo tempo che eravamo in apnea e andava rinforzato il centrocampo. Si poteva però anche sostituire Barzagli con Marchisio arretrando Alves tra i 4 di difesa, cercando così di non lasciarsi schiacciare in area. Io comunque credo che la sconfitta nasca da ben prima di Cardiff. Eravamo in riserva da almeno 1 mese perché hanno giocato quasi sempre gli stessi in TUTTE le competizioni, Coppa Italia compresa. Allegri poteva fare a volte scelte più coraggiose, ma in questo la colpa principale è della società che non gli ha dato una rosa completo per nessun modulo, tantomeno il 4231. Finché non ci decideremo a presentarci con una rosa forte e qualitativa in tutti i reparti in Champions saremo sempre underdog che per vincere necessitano di un’impresa. Aggiungiamo che per filosofia societaria non siamo mai stati propensi a mettere l’obiettivo europeo al primo posto, a costo di sacrificare qualcosa in, Italia ed è più facile capire perché arriviamo sistematicamente alle finali in condizioni psicofisiche precarie

      • Bruno

        14 giugno 2017 alle 12:31

        E non gliela darà nemmeno quest’anno, se si rivelano vere le mosse che stanno facendo. Continueremo ad avere una panchina ai limiti del patetico (bastava confrontarla con quella del Real, dove Morata siede quasi sempre) e senza punte di riserva, nonché un centrocampo quasi inesistente al cospetto dei madridisti e non solo.
        Detto che, anche comprassimo CR7 (in una realtà alternativa) saremmo capaci comunque di perdere la CL, forse sarebbe il caso (una volta costruita una squadra ed una panchina con i controcosi ma, ripeto, è pura fantascienza) di puntare dritti alla CL, contentandosi di un piazzamento in campionato tra le prime tre…

        • Bruno

          14 giugno 2017 alle 12:40

          E basta con la BBBC, è ora di smantellarla…
          Penso ad uno striscione apparso al Forum di Assago sul finire di gara-5 con la corazzata-
          Milano che stava uscendo al campionato di fronte (con il massimo #respect) alla barca di Trento; striscione che recitava “Armani, ora mandali via tutti o vattene anche tu: figure di m**** non ne vogliamo fare più!”.
          Penso a questo striscioni e dico che AA deve avere il coraggio di cacciare chi non vuole restare (il banfone Bonucci), chi vuole(voleva) accasarsi ai Cartonati (Lichtsteiner) e chi non è all’altezza o vuole più spazio, ad iniziare da Lemina. Lato Allegri, Chiellini in panchina e spazio a Benatia (in panca per quasi tutta la stagione, incomprensibilmente) e Rugani; Caldara anche subito, ma Bergamo non è la Juve. Rimpolpare l’attacco e costruire un centrocampo degno, non aver rimpiazzato Vidal (andato al Bayern per fare collezione di Champions) è stata la peggio sciocchezza.

    • Marco Podda

      6 giugno 2017 alle 09:19

      Ci mancherebbe tu non possa dissentire. Concordo sull’analisi tattica, ma a mio avviso la parte mentale è stata la più determinante, perchè se non ci sei di testa le gambe girano male e ti annebbia ancora di più. Già nel primo tempo abbiamo preso delle infilate pericolosissime perchè la difesa non accompagnava avanti. Non ho criticato la sostituzione di Dybala, ho scritto che se al suo posto entra Lemina qualcosa a livello di rosa non funziona.

  2. Federico

    5 giugno 2017 alle 22:07

    Concordo con Matteo si vedeva bene che loro erano più freschi e in superiorità numerica in mezzo : bisognava togliere una punta e mettere Marchisio o Lemina ma Allegri non è il tipo di allenatore che cambia subito. Il prossimo anno serve un titolare in mezzo al campo, un vice Dybala e un esterno alto di valore . Poi o giochi a 3 e allora gioca Barzagli o giochi a 4 e allora il terzino lo fa un terzino.

    • Bruno

      14 giugno 2017 alle 12:26

      Certo che pensare di lottare con il Real mettendo Lemina, tra l’altro boicottato da tutti i tifosetti al pari del General e di Sturaro (assente il 3 giugno) è come pretendere di difendersi dalle zanzare tigre con il neutro roberts…
      E’ l’esclusione di Marchisio che mi fa girare le scatole, per far giocatore quel rottame di Khedira (tra l’altro al rientro) che ha palesato tutti i suoi limiti, fisici e di personalità.

  3. Rik

    6 giugno 2017 alle 13:45

    riguardo all’ipotesi “abbiamo sprecato troppe energie nel primo tempo”, io la capisco molto poco (quella motivazione è più adatta alla partita di monaco del 2016, li si che per 60′ ci siamo sfiancati per portarci sul 0-2 e concedere pochissimo).
    non mi sembra che per 40′ abbiamo corso il doppio di loro .. per 40′ abbiamo giocato alla pari, chiaramente per giocare alla pari loro dobbiamo sforzarci di più, però se vogliamo sperare di vincere un giorno queste finali bisogna tenere atleticamente e mentalmente 95
    minuti a quel ritmo.
    e poi come è stato detto, certe sbavature dietro c’erano state già nel primo tempo. l’approccio generale è stato certamente giusto, peccato che è durato poco, e peccato che in quel “approcio giusto” c’erano comunque diverse falle.

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