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Non abbiamo imparato niente

A quanto pare gli juventini non hanno ancora imparato bene come funziona la Champions League, o meglio l’anfora puttana (cit. Alessio Epifani).

Durante le quattro partite di semifinale sui social network si è cantata una dolorosa litania composta di due strofe “se c’eravamo noi” e “l’anno prossimo” e un ritornello “Evra spazzala”, adesso è la volta della finale e non vorrei leggere le stesse cose per tutto il tempo della partita e i giorni successivi.

Dev’essere che la memoria traballa a molti, oppure è molto più facile cullarsi e assolversi dicendo che è tutta colpa di Evra. Preparatevi perchè questa è una bella manciata di sale sulle ferite, i peccati della nostra Champions League sono molti di più.
Abbiamo pareggiato all’andata e al ritorno con quella che si classificherà ultima, con Hernanes che si è fatto espellere per una stupidata. A causa di questi due pareggi siamo andati a giocarci il primo posto a Siviglia, uno dei campi più difficili e infami di tutta Europa (cercatevi le statistiche, se volete). Giocarsi l’ultima partita con il pensiero “tanto ci basta un pareggio” equivale a mettersi un cappio al collo da soli, vedi all’estremo quello che è successo con il Galatasaray. Con il Siviglia Morata ha sbagliato mancando il gol, poi, immancabile come le tasse, è arrivato il gol dell’ex.
Perso così il primo posto del girone, al sorteggio per gli ottavi siamo stati abbinati a una che si è classificata prima, il Bayern Monaco. Due partite bellissime, giocate in maniera eccezionale, rovinate da una gestione sbagliata del finale. Non ho intenzione di rifare la cronaca di quello che è successo, ma non è stato Evra il solo a sbagliare.

Da queste premesse non capisco veramente come si faccia a teorizzare che bastava un rinvio in più a farci finire in finale: la Champions League non è una competizione meritocratica in senso assoluto. Essere i migliori aiuta ad arrivare in fondo ma non è la garanzia di successo. Quest’anno è arrivato in semifinale un Manchester City assolutamente inguardabile, una delle peggiori squadre che siano mai arrivate così in alto; il Bayern Monaco del guru Guardiola si è fermato per tre anni in semifinale, nonostante tutti continuino a raccontare che sia il gioco più bello mai visto.
Ogni singolo errore o evento casuale possono, in qualsiasi momento, compromettere un percorso sfavillante e impeccabile, e in un torneo a eliminazione diretta c’è pochissimo spazio per recuperare. In un campionato puoi perdere subendo un solo tiro in porta, magari su un contropiede (Juventus – Udinese) o incassare un gol casuale a tempo scaduto (Juventus – Frosinone) e avere tutto il tempo possibile per vincere ugualmente, in Champions no. Ogni singolo episodio è potenzialmente uno spintone verso il baratro, devi essere bravo ad assorbirlo immediatamente.
Un rigore non dato (come in finale l’anno scorso) o un fuorigioco visto o non visto (gol di Mijatovic nella finale con il Real) sono sentenze, sono un bivio che ti portano sulla strada della sconfitta ed è difficilissimo ritornare indietro. Attenzione, non sto dicendo che abbiamo perso per quelle decisioni, l’errore dell’arbitro è un evento che può succedere e che devi mettere in conto.

La Champions League non la vince “chi gioca meglio”, ma chi “se la gioca meglio”. Alle volte le due cose coincidono, ma molte altre volte no.
Potete provare a convincermi che il Chelsea nel 2012 era la squadra migliore, o che il Borussia Dortmund era superiore alla Juventus di Lippi ma non ce la farete mai. Questa mia convinzione purtroppo morirà con me perchè la storia dice che il trofeo se lo sono portato a casa loro. Quando siamo arrivati in finale nel 2003, abbiamo perso contro una squadra che è arrivata 11 punti dietro di noi in campionato (a 18 squadre, quindi con 4 partite in meno): assumetela come prova.

E l’anno prossimo si ricomincia da zero.
Perchè avrai una squadra già fortissima, più esperta, con nuovi inserimenti che alzeranno la qualità e altri che sostituiranno degnamente i partenti; ma si ripartirà da un sorteggio in cui noi saremo la testa di serie, ci ritroveremo ugualmente a dover andare in casa dell’ultima in classifica, con una squadra rimaneggiata per un paio di infortuni e una squalifica, con quegli altri che sputeranno sangue pur di ottenere un risultato positivo. E quando ci qualificheremo primi, ci ritroveremo con una delle big europee che per sbaglio saranno finite seconde per una partita gestita male. E mentre il Real si troverà a giocare contro l’outsider che per caso è riuscita a qualificarsi e la seppellirà sotto sei gol, noi ci troveremo a dover fare l’impresa dagli ottavi.
Per capire come ci si può rovinare in un attimo in Champions League basta vedere il Barcellona: avevano la stessa squadra ingiocabile dello scorso anno, non hanno ceduto nessuno dei titolari e in più hanno comprato Aleix Vidal e Arda Turan, eppure sono usciti contro l’Atletico Madrid che in stagione avevano già battuto due volte.

In Champions League, non c’è memoria e non c’è giustizia, il Destino (la Fortuna o il Caso) non ti restituirà mai nulla di quello che ti ha tolto in passato.
Il “se” non esiste, a meno che non vogliate anche voi considerarvi “campioni (o finalisti) morali”.

7 Comments

  1. Cico

    27 Maggio 2016 alle 18:57

    Un articolo spietatamente vero

  2. Marduk65

    27 Maggio 2016 alle 19:43

    …per questo non capirò mai chi baratterebbe uno o più scudetti per una di quelle coppe lì, e men che meno chi vorrebbe che tutti gli sforzi fossero concentrati sulla champions, trascurando il campionato.

  3. Francesco Calabrone

    27 Maggio 2016 alle 22:59

    COCCO BELLO,QUESTO NON E’GIORNALISMO!ECCO PERCHE’ E'(quoto il il predecessore) SPIETATAMENTE VERO! ANALISI SENSATA E’ CONDIVISIBILE.

    La Juventus purtroppo e proprieta di “manipolatori infami camuffati” da giornalisti che manipolano cervellini di pecoroni, e’ spesso si dicono onorati di essere loro lettori e seguaci, malgrado sulla Juventus vomitano odio, livore e merda in ogni loro scritto!

  4. Lorenzo Rocca

    28 Maggio 2016 alle 11:20

    Concordo, la Champions “la vince chi se la gioca meglio e non chi gioca meglio”. Visto la recente finale di Coppa Italia? Perchè c’è una logica che sottintende ogni cosa per cui gli effetti diventano comprensibili. Così l’ingresso di Morata a pochi minuti dalla fine e il suo gol ci hanno fatto vincere una partita. Ma dov’è la “logica” nella decisione di non far giocare prima Morata, alla luce dell’andamento della partita in precedenza?

    • Fabio Cocco

      28 Maggio 2016 alle 12:41

      Allegri, come tutti gli allenatori di alto livello, sa cambiare le partite in corsa. Non ragiona mai sugli 11 titolari ma sui 14 che scenderanno in campo.
      Ha previsto che il Milan sarebbe partito fortissimo, buttandola sul fisico e sul pressing, per questo ha messo Alex Sandro, Cuadrado e Morata nel corso della partita, quando il Milan è calato fisicamente, con più spazi a disposizione e gli ha fatto saltare gli schemi.
      Morata esterno sinistro a 4 non se lo aspettava nessuno e neppure Brocchi che non ha saputo prendere le contromisure (bloccare Calabria indietro invece di continuare a spingere come prima), come nel derby Ventura non ha immaginato che Alex Sandro avrebbe fatto l’ala sinistra (se ricordi i commenti immediati sul cambio furono “ha paura, mette un altro difensore per coprirsi”, in realtà stava mettendo un altro attaccante)

  5. Roberto Albanese

    28 Maggio 2016 alle 11:28

    se Evra, se Hernanes, se puntare al pareggio.
    Ma cari juventini , SE..non ci fosse stata una svolta epocale partita dal sig. A.Agnelli, non avremmo potuto godere come matti in questi utimi cinque anni.
    Ora il dato di fatto è : smetterla di criticare una governance che ha dimostrato con i fatti attedibilità e diamo fiducia incondizionata allo staff.
    P.S. Non facciamo come le altre pseudo-grandi del nostro panorama pallonaro che passano gli anni ad inventarsi scuse, e offese contro chi è più serio di loro.
    Roberto

  6. Mario

    10 Giugno 2016 alle 18:52

    La partita con il Bayern è stata determinata da una serie di fattori casuali (infortuni, errori dei nostri, errori dell’allenatore, errori arbitrali, giocate sfortunate) che ci si sono tutti rivoltati contro.
    Siamo partiti senza Marchisio e Dybala, con Mandzukic in non perfette condizioni.
    Ci è stato annullato un gol regolarissimo su una paperissima di Neuer. Avrei voluto vedere la concentrazione del portiere del Bayern, se il gol del 2-0 fosse stata tutta colpa sua.
    L’evento che ha determinato l’esito dell’incontro non è la mancata spazzata di Evra nel recupero del secondo tempo (il Bayern avrebbe ancora avuto il tempo di segnare un gol, se Evra avesse spazzato), ma l’errore di Cuadrado al 43′ del primo tempo.
    Cuadrado arriva solo davanti a Neuer. Ha almeno due opzioni da gol “sicuro”.
    La prima è fintare il tiro e spiazzare Neuer, come ha fatto con Lahm sul gol del 2-0.
    La seconda è appoggiare a Khedira, solo davanti alla porta a due metri da lui.
    Purtroppo, Cuadrado, nella foga dell’azione, tira “a botta sicura” consentendo il miracoloso salvataggio di Neuer (concentratissimo, anche grazie al guardialinee che ha fatto annullare il gol di Morata – vedi sopra).
    Se la Juve fosse andata al riposo sul 3-0, il Bayern non ce l’avrebbe mai fatta a rimontare.

    È stata una delle più belle partite della Juve in Europa di tutti i tempi, ed una delle più cocenti delusioni.
    A chi si lamenta della partita di Siviglia dico: molto meglio aver avuto questa terribile delusione agli ottavi che in semifinale o (argh) in finale. In fondo, la rabbia che ci ha consentito di lasciare tutte le altre squadre italiane a “zeru tituli” quest’anno (per la prima volta in 5 anni di vittorie) è anche figlia di questa eliminazione.

    Però, mi sia consentito questo appunto al mio allenatore (che adoro): un Morata come quello che si è visto a Monaco io l’avrei tolto dal campo solo se usciva in barella…

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