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Casualita’ o nuova soluzione tattica?

Faccio una breve premessa: già l’anno scorso in più di un’occasione ho sottolineato quanto ci fossero ormai due tipici schemi del gioco di Conte che tantissimi avversari avevano capito e che tendevano a neutralizzare con facilità, soprattutto per un motivo molto semplice: non esistevano alternative, e mi spiego meglio: se si battono 10 corner e 5 volte li metti diretti in area e altre 5 li batti corti, l’avversario non potrà essere certo al momento di un nuovo corner sul come posizionarsi per tentare di neutralizzare il tuo corner; idem per il rilancio con possesso palla dal portiere, che sia su rimessa dal fondo o su normale passaggio indietro: se 10 su 10 volte Buffon appoggia la palla a un centrale e questo poi cerca Pirlo o in alternativa il laterale, è chiaro che all’undicesima volta le probabilità che rifaccia quella giocata sono quasi certe, e infatti accadeva esattamente questo! Non credo di ricordare solo io, in particolare in Europa, i fischi dell’arbitro a farci ripetere le rimesse dal fondo perché il nostro difensore, pressato, toccava la palla prima che essa fosse uscita dall’area, eppure si insisteva sempre e solo con quel tipo di giocata dando quindi la tranquillità all’avversario di poter alzare il pressing senza rischiare più di tanto perché c’era la preossochè totale certezza che l’azione sarebbe partita in quel modo.

Dopo la prima giornata a Verona, Allegri disse una cosa (che con parole un po’ diverse ha ripetuto anche nel post partita di sabato scorso) che mi colpì, espresse cioè la volontà di migliorare la gestione della palla dandola più spesso in avanti e coinvolgendo meno frequentemente il portiere. Ecco che quindi non sono rimasto indifferente all’azione del gol di Marchisio ed ho provato ad analizzarla con l’aiuto di alcune immagini.

fig.1

fig.1

Inizialmente (fig.1Ogbonna che ha appena ricevuto palla da Buffon dopo che lo stesso Ogbonna gliel’aveva appoggiata dietro. Si nota chiaramente che, a squadre schierate, l’Udinese tenta di accorciare e va a marcare a uomo ogni possibile soluzione di Ogbonna: in basso nell’immagine si vede anche Pogba che sta per venire marcato mentre Evra (così come Lichsteiner dall’altra parte) è effettivamente molto alto e allineato quasi con le punte. Molte volte l’anno scorso abbiamo visto situazioni di questo tipo: a questo punto Ogbonna con tutta probabilità avrebbe o appoggiato al regista che doveva venire incontro (qui Marchisio, di solito Pirlo) o, essendo quest’ultimo marcato stretto, avrebbe riappoggiato al centro allo stesso Buffon mettendolo in difficoltà (a Parma ricordo che proprio con Ogbonna successe una cosa del genere nei primi minuti) o all’altro centrale che però aveva una punta avversaria a pochissimi metri.

Basta quindi fare un passaggio non precisissimo (chi non ricorda quello di Caceres a Barzagli in Juve-Real dello scorso anno?) che questa situazione può diventare mortale, soprattutto se di fronte hai gente alla C.Ronaldo o alla Drogba.

fig.2

fig.2-in blu il movimento della palla

Invece qui il nostro difensore fa una cosa che non ero abituato a vedere: alza la testa e lancia lungo a centrocampo, dove trova la “punta bassa” che viene incontro e ha l’intelligenza di appoggiare di testa su Evra liberissimo a sinistra (fig. 2). Notare Marchisio (in quel momento ancora fermo) marcato anch’egli strettissimo, e quindi impossibilitato a dare un passaggio sicuro a Ogbonna.

fig.3

fig.3

La terza immagine (fig. 3) è la più interessante per capire quanto il lancio di Ogbonna e il tocco di Tevez siano stati perfetti per creare una situazione che possiamo tranquillamente chiamare di “contropiede”, o comunque di difesa avversaria molto scoperta: si crea infatti un 4 contro 4 con Evra (in possesso), Llorente, Tevez e Pereyra contro 4 friulani. Largo a destra si vede Lichsteiener, anche lui già molto alto, che sta per essere preso dall’esterno avversario che lo attende in zona. In quel momento Marchisio, dall’alto di un’intelligenza tattica con pochi pari, capisce che scattando resterà liberissimo, e infatti il suo marcatore lo lascia andare, non so se per stanchezza o perché riteneva di aver esaurito il suo compito col pressing offensivo, fatto sta che poi il resto dell’azione la si può vedere tranquillamente anche su youtube: Tevez si sovrappone a Evra che gli cede palla, l’argentino si accentra, Pereyra taglia dentro portando via il suo uomo, e Marchisio si trova liberissimo sul limite dell’area a ricevere il passaggio orizzontale di Tevez.

Vedremo prossimamente se, in casi di pressing alto sui difensori centrali, sarà ancora scelta questa opzione del lancio lungo non di Bonucci ma di uno degli altri 2. In ogni caso l’aver segnato con una scelta di questo tipo inizierà a mettere qualche dubbio a qualche allenatore sul fatto che valga la pena rischiare una parità numerica sul pressing alto, parità che ovviamente resta poi tale anche dietro e che quindi diventa molto rischiosa se con un lancio di questo tipo si salta il primo pressing.

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Tecnica e Tattica