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Olympiacos – Juve: Atene crocevia decisivo per la Champions

Archiviato il primo pareggio in campionato contro il Sassuolo, dopo sei vittorie consecutive, la Juve si rituffa in Champions per cercare di dare una sterzata decisiva all’andamento del girone, con la seconda trasferta consecutiva dopo Madrid che vedrà di scena gli uomini di Allegri domani sera in terra greca.

Partita senza dubbio complicata, vuoi per l’ambiente, vuoi per la condizione non ottimale di alcuni uomini cardine (Pirlo e Llorente), vuoi per un certo (incomprensibile) “pessimismo” che circonda l’ambiente bianconero dopo il mezzo passo falso di sabato.

Tuttavia, proprio dalla partita di Reggio Emilia arrivano diversi dubbi sulla formazione che scenderà in campo allo stadio Karaiskàkis; almeno per chi scrive, perché magari l’allenatore ha già in mente l’undici titolare. Presumendo che il modulo iniziale sia ancora il 3-5-2, con la solita difesa composta da Ogbonna-Bonucci-Chiellini, i nodi principali riguardano il trio di centrocampo, potendo ipotizzare il rientro a sinistra di Asamoah e l’ovvia conferma di Lichtsteiner sulla destra.

Si diceva della forma fisica del metronomo Pirlo, uscito con la lingua penzoloni sabato sera, che potrebbe convincere Allegri ad inserire Marchisio al suo posto, affiancato a destra da Vidal che ha riposato in campionato ed a sinistra da Pogba. Altra incertezza riguarda l’attaccante da mandare in campo insieme all’intoccabile Tevez: infatti, anche Llorente viene da alcune partite piuttosto negative nelle quali non è ancora riuscito a trovare il gol, cosa che, evidentemente, lo sta condizionando non poco. Che sia l’occasione giusta per vedere Morata dal primo minuto?

L’Olympiacos, allenato dal grande ex madridista Michel, gioca con un 4-4-2 abbastanza classico in cui la fanno da padrone i nomi di Afellay, promessa olandese degli anni scorsi fermata da un terribile infortunio, il centravanti Mitroglu e, soprattutto, il francese – ex Barcellona – Abidal. L’insidia principale di domani sera è rappresentata dalla bolgia che di solito si crea negli stadi greci, al Pireo in particolare, che riesce a trasformare la tifoseria nell’autentico “dodicesimo uomo” capace di spingere la squadra a compiere imprese all’apparenza proibitive, prova ne sia la vittoria all’esordio per 3-1 sull’Atletico Madrid.

Bianconeri e biancorossi si sono incontrati otto volte, l’ultima delle quali – nella Champions del 2003 – arrideva alla Juve, impostasi per 7-0 sui rivali (vittoria più larga di sempre per la squadra torinese e sconfitta europea più pesante per i greci). Ad Atene i precedenti sono quattro, con un bilancio positivo per la squadra ospite fatto di due vittorie ed altrettanti pareggi.

Inutile sottolineare che una vittoria domani sistemerebbe un bel po’ il cammino della Juve nel girone A, oltre a scacciare le incertezze che sembrano aver improvvisamente colpito l’ambiente (si ribadisce, più esterno che interno) dopo il pareggio col Sassuolo. Allargando il discorso, si può affermare che, per centrare la qualificazione agli ottavi, servono 7 punti nelle prossime tre partite e poi giocarsi il match point per il primo posto il 9 dicembre allo Stadium contro Simeone.

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