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E’ pari

Il palcoscenico è il solito. Il Meazza abbastanza gremito, la curva nerazzurra in tiro per la visita della capolista con il solito megastriscione questa volta dedicato ad un fantomatico Paolo (Montero?!?), il funereo inno dell’Inter (ma di questo ce li hanno i diritti?) che accompagna l’ingresso dei giocatori.

Le due squadre scendono in campo con gli schieramenti attesi, confermando le indiscrezioni trapelate nei giorni imminenti la partita. A questo proposito, solo due annotazioni. Conte conferma Vucinic, facendo capire che anche quest’anno rinuncerà difficilmente al montenegrino. Poche novità nelle scelte tattiche della Juve, lo spartito del 352 delle prime due giornate viene sostanzialmente confermato. Mazzarri mette in campo Taider invece di Kovacic, lasciando intravedere la volontà di impostare una partita di attesa e ripartenza. Impressione invero disattesa a mio avviso analizzando  il proseguio della partita. Mazzarri infatti applica un assetto diverso da Napoli, alzando il baricentro in fase di non possesso per accorciare la distanza dalla porta avversaria. A Napoli invece, potendo contare su attaccanti con caratteristiche diverse, offriva più campo agli avversari per attaccare con contropiedi più “puri”.

Dopo la prima classica fase di studio, la partita entra nel vivo con un tiro di Nagatomo ben parato da Buffon, a cui risponde la Juve con un inserimento di Pogba servito da un lancio di Pirlo. Il francese colpisce fiaccamente e non impensierisce Handanovic. Il primo tempo non vede altre occasioni da segnalare, se non un tiro in transizione di Taider. Dal punto di vista del predominio territoriale, la Juve è in leggero vantaggio.

Il secondo tempo inizia con l’unica variazione di Isla al posto di Lichtsteiner.  Lo svizzero viene sostituito perché già ammonito, ma anche perché il suo primo tempo è risultato opaco. L’Inter entra meglio dopo l’intervallo, ottiene più campo e avanza approfittando del calo fisico della Juve (sei giocatori bianconeri  venivano da 180 minuti giocati con le proprie nazionali, al contrario dell’inter che ne ha sommato solo uno).

La partita si sblocca immediatamente dopo l’ingresso in campo di Icardi, che infila Buffon su assist di Alvarez dopo una palla persa stupidamente dalla Juve sulla propria trequarti. La pressione alta esercitata dall’Inter viene così premiata. Vista la china presa dalla gara, il recupero del risultato da parte della Juve sembra tutt’altro che scontato, invece i bianconeri rispondono immediatamente e ottengono il pareggio con il solito Vidal, che raccoglie un cross basso di Asamoah. Tutto avviene nel giro di centoventi secondi a cavallo della metà del secondo tempo. Conte capisce che la squadra ha un po’ mollato fisicamente e cerca di ricorrere ai ripari abbassando Vucinic e tenendo i  due esterni più bloccati. Vucinic è poi sostituito da Quagliarella, che giocherà all’incirca l’ultima mezzora con discreti risultati. La Juve comunque tiene. Pirlo viene sostituito solo al quarantesimo con Padoin; se ci fossero state maggiori alternative, probabilmente il professore sarebbe dovuto uscire prima, ma tant’è. Nei cinque minuti finali la Juve si mangia due gol: il primo con Isla in modo clamoroso (quanto sarebbe stato bello se fosse stato proprio lui a consegnarci la vittoria …) il secondo con Pogba che non entra con sufficiente cattiveria su un pallone vagante in area a pochi metri dalla porta avversaria.

La partita finisce così, con un pareggio che possiamo definire giusto per quanto visto in campo. Qualche pensiero conclusivo: Mazzarri mi ha stupito per come ha ridato fiducia all’ambiente e per come ha aggiustato il proprio canovaccio di gioco alle caratteristiche della rosa a disposizione. Per quanto riguarda la Juve, Tevez e Vidal sopra le righe, ma nell’insieme è parsa stanca e con poco movimento senza palla. Conte probabilmente sarà costretto a far girare pesantemente gli uomini in questo mese di fuoco che si è aperto con la partita di Milano.

Adesso testa a Copenaghen.

2 Comments

  1. Federico Dematteis

    15 Settembre 2013 alle 11:35

    Paolo Coliva, detto l’Armiere, fondatore degli Skins Inter.
    Figura di spicco della Nord nerazzurra…uno davvero tosto in poche parole.
    Bravo Cosimo bell’analisi!

  2. Cosimo

    15 Settembre 2013 alle 18:25

    Grazie Fede :)) A presto

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