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Diario di un’agonia annunciata

Tra poco finirà la pausa delle nazionali e finalmente tornerà il campionato, insieme alla nostra Juventus.
Tutto questo però mi è costato sudore e sangue, perché ormai ogni pausa senza campionato è diventata per me un calvario dell’anima.
Il lunedì seguente la partita vola via nelle analisi del dopo partita, le statistiche sui social, le solite lamentele, i piagnistei e le critiche costruttive. Il martedì già è diverso ma ancora si rimugina sulla partita.
Il mercoledì comincio ad innervosirmi con le conferenze stampa della nazionale, il ct prima, poi i giocatori.
E inizio a pregare che nessuno dei nostri si faccia male.
Il giovedì è ancora più duro perché non siamo nemmeno a metà salita e sono già stufo di aspettare: non si vede nulla di diverso dall’azzurro.
A fatica supero la serata facendo zapping avendo cura di evitare i canali tematici sul calcio dove imperano le nazionali.
Il venerdì? Non meglio. Di solito c’è la prima partita e qui si raggiunge il picco di fastidio: interviste, servizi, i giornali, tutto verte unicamente al momento della Nazionale, che al contrario a me dal 2006 smuove dentro quanto un pentolone di fagioli mangiato in fretta.
Nel pomeriggio vado dal medico di famiglia e in sala d’attesa, eterna, un anziano se ne esce con “certo che i giorni volano via velocissimi”, io mi giro e lo guardo con la stessa espressione con cui Arnold cazziava il fratello Willis nell’omonimo telefilm anni 80 (“che diavolo stai dicendo?”).
Arriva sera e cerco alternative in tv: il tempo non passa mai, sui social non entro nemmeno perché so già che si commenta solo la partita.
Sono pronto a farmi andare bene qualsiasi cosa, persino una replica del gfvip, ma poi butto un occhio alla partita e la telecronaca così arrembante e incalzante, come un intervista di Marzullo alle 2 di notte, sommata alla pochezza del gioco azzurro, mi riporta alla triste realtà. Dormo.
Il sabato non migliora le cose: tutto sul dopo partita, il tempo passa veloce come uno scatto di Montolivo e vorrei spingere le lancette avanti veloce come un time lapse ma è tutto inutile.
Sono fisicamente e mentalmente provato: la domenica è straziante.
Non c’è nulla, vanno in loop gli highlights dell’Italia, e vorrei dormire ininterrottamente fino a un ora prima di Juve-Lazio di sabato prossimo. Come se non bastasse arriva anche la richiesta di andare per negozi, visto che non ci sono partite, peggio di una coltellata al costato in un vicolo di Caracas alle 4 di notte.
Mi trascino agonizzante fino alla sera, ma dove di solito c’è il posticipo di serie A danno la replica dell’Italia.
Adesso mi farei andare bene pure un Jiangsu-Shangay ma alla fine opto per una retrospettiva sul cinema sovietico anni 50. Sento di essere quasi in cima al gpm della pausa nazionali, ora mi ripeto che è quasi tutta discesa.
Lunedì: pessimo. Si riparte con tutta la trafila del secondo pre-partita della Nazionale e ripiombo nello sconforto. Le lancette non sembrano spostarsi di un millimetro.
Mi faccio andare bene pure un catfight su Twitter pur di passare il tempo e una sessione a Football Manager ma non servono a molto.
Mi manca la Juve. Mi manca quel campionato poco allenante. Mi andrebbe bene pure una foto di Balzarini o di Romeo Agresti giusto per riassaporare l’aria pre-partita da Vinovo. Nulla.
Martedì, match day azzurro e ho sensazioni contrastanti: felice perché dopo questa ci sarà solo il campionato di cui parlare, infastidito perché dovrò trovare il modo per far scorrere il tempo anche se ormai guardo gli orologi e assomigliano a quelli tutti fusi in stile Dalì.
Decido per un gesto plateale: seguirò la partita.
Di una bruttezza rara, la noia mi assale tanto che preferirei essere a cena con Pacho Herrera in un ristorantino romantico in centro a Cali piuttosto che davanti alla tv. Dormo.
Mercoledì risveglio positivo, ci siamo: i nazionali di ritorno, nessun infortunato e si ricomincia a parlare di campionato, il dopo partita della Nazionale che svanisce, Juve-Lazio che sta arrivando e ricomincio a sentire la voglia di calcio giocato. Si ricomincerà a leggere ipotesi di formazione, i servizi da Vinovo con le news dagli allenamenti.
Ormai l’incubo è alle spalle e arrivare a sabato sarà molto più facile. Riavrò la mia Juve. Ti amo campionato…
Almeno fino alla prossima pausa.

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Opinioni

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    Ci sono molte domande cui è difficile dare risposta ma, tra i vari misteri del cosmo, quello che potrebbe essere più...

    Dimitri Cimolato8 dicembre 2017
  • Del bel gioco e del giocar bene

    Ebbene sì, anche se può sembrare solo una questione di lana caprina, fare un bel gioco e giocar bene sono due cose...

    Ossimoroju29ro3 dicembre 2017