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Quando c’è la salute…

Per carità, io vorrei veder riprendere il campionato anche domani. Se l’emergenza fosse finita, se ci fossero le condizioni… ma ci sono?
Non dimenticherei che, tra le 20 società di serie A, solamente 5 stanno al centro-sud, cioè in zone più sicure rispetto al contagio. Addirittura 3 tra le prime 4 in classifica sono domiciliate nelle regioni, e nelle città, che sono (o sono state) più colpite dall’infezione.
Il problema, checché ne dicano in Figc o in Lega calcio, non è inventarsi qualche supercazzola per provare a concludere questa stagione e/o assegnare improbabili scudetti in quarantena. Il problema è (o meglio, dovrebbe essere) quello di rispettare le vite di tutti, e cercare di fare in modo da non danneggiare e pregiudicare troppo le stagioni successive.

Le considerazioni economiche.
Il calcio è la terza o quarta industria del paese e vale tra il 5 e il 10% (se si considera anche l’indotto) del Pil nazionale. Le entrate tributarie che il mondo del calcio professionistico garantisce alla Stato sono importanti. Calcio professionistico che quindi tiene in vita quello dilettantistico e probabilmente anche diverse altre federazioni affiliate al Coni. I danni conseguenti al non portare a termine la stagione sarebbero davvero ingenti.
La Juventus per prima ha già quasi neutralizzato, grazie all’accordo con i propri giocatori e staff (che hanno, in pratica, rinunciato a tre mesi di emolumenti), gli effetti negativi sul bilancio per la stagione in corso. In sostanza, che la stagione si concluda o prosegua, per i conti della Juve cambia abbastanza poco.
Ma non è necessariamente così anche per le altre. Non è detto che le 20 squadre di A riescano a rimanere tutte in piedi, in salute e senza troppi danni. Inoltre, già solo guardando in serie B, la situazione futura sembra essere assai poco rassicurante. Figuriamoci nelle serie minori, già regolarmente falcidiate da fallimenti in grande quantità nelle stagioni normali: in quanti sopravviverebbero a uno stop definitivo?

Sarebbe un calcio vero?
Un’eventuale ripresa non potrebbe che essere falsata. Non sarebbe la prosecuzione e la conclusione di questa stagione, sarebbe un altro campionato.
Un campionato da giocare a porte chiuse. E sappiamo tutti che il calcio con gli stadi vuoti non è calcio vero, e credo non piaccia a nessuno. Peraltro, una partita a porte chiuse coinvolge alcune centinaia di persone (giocatori, arbitri e var, staff tecnici e medici, personale dello stadio, cameramen, giornalisti, etc.). Non basta. Addirittura, si parla di giocare in campo neutro (“un campionato sotto il Rubicone“, cit.). Si dovrebbe quindi giocare senza pubblico, lontano dal proprio stadio e isolati dal mondo esterno.
La condizione mentale? Senza il proprio pubblico, senza il proprio stadio, lontano da casa propria, senza poter uscire da sotto la campana di vetro, sapendo che la gente intorno magari continua ad ammalarsi e a morire, o ad avere comunque dei problemi. E la preparazione fisica? Si ripartirebbe da capo (dopo 3 mesi di stop, record assoluto), con la necessità di ritrovare la forma, il ritmo partita, la condizione, e con partite da giocare in piena estate, con caldo e umidità. Nel calcio si suda: fatica, caldo e umidità, unite al fatto di dover giocare sempre ogni 3 giorni, dopo una preparazione sommaria, con lo stato d’animo appena descritto. A chi gioverebbe?
E i giocatori che sono stati trovati positivi al virus, e sanno quello che hanno vissuto, giocherebbero tranquilli? E i loro avversari? E quelli che magari erano positivi ma non sono stati controllati o dichiarati? E se, dopo un paio di “partite” (per così chiamarle), ne venissero trovati positivi altri?
Il calcio è uno sport di contatto. Impossibile evitare il contatto fisico: si giocherebbe senza contrasti e mischie? E con quale ritmo? Magari dopo aver svolto allenamenti che non prevedono, per via del distanziamento sociale, il gioco difensivo. Non sarebbe solo un altro campionato, si tratterebbe proprio un altro sport.

Un altro sport, finto e falsato.
Tanto varrebbe farlo in smart working, alla PlayStation…

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