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Recompra o non recompra…

“Recompra o non Recompra, Questo è il dilemma.
Se sia più nobile restare nella città sabauda o tornare sulle sponde del natio Manzanarre?”
(Semi)Cit. Amleto Morata

Dall’arrivo del giovane attaccante spagnolo a Torino, lo scorso anno, questa nuova parola, RECOMPRA, è entrata nel vocabolario calcistico di ogni juventino (e anche in quello degli anti juventini).
La RECOMPRA appare e scompare sui giornali e dalle TV a seconda di come Alvaro si comporti in mezzo al campo: dalla siccità d’inizio stagione (infortunio al secondo giorno di ritiro e l’investimento effettuato per strapparlo al Real che pesa sulle spalle) si passa alla stagione delle piogge, che combacia con una escalation di prestazioni e gol pesanti in Champions League che porteranno la Juve fino alla finale di Berlino, con la RECOMPRA sulla bocca di tutti.

Andiamo con ordine:
RECOMPRA. Rigorosamente in spagnolo.

RE – COMPRA

RI- COMPRARE

Quindi comprare nuovamente qualcosa, qualcosa che era tuo e che hai venduto. Strano no? Che fai vendi una cosa e poi vuoi ricomprarla?

In realtà tanto strano non lo è se si tratta del piu forte talento che esprime la tua cantera da anni ma che fatica a trovare spazio nel oligarchico attacco Galacticos: CR7, Benzema, Bale, Isco, Di Maria… semaforo rosso per Alvaro. Poche presenze nell’ultima stagione a Madrid, quasi tutte subentrando dalla panchina. Un feeling mai nato con Ancelotti che comunque nella finale-derby che porterà le Merengues alla Decima lo butterà nella mischia nell’assalto finale.

Cosa fare dunque? A 22 anni, restare in disparte per l’ennesima stagione con spazi ancor più ridotti (arriva anche James Rodriguez alla corte di Florentino Perez) non è un opzione che Alvaro gradisce.
Il “mal di pancia” è noto a molti club europei che si muovono per convincerlo a partire. La Juve è uno di questi e in realtà, sottotraccia, è sul giocatore da mesi. Paratici incontra più volte Morata e la sua famiglia anche per conoscere, come da abitudine, l’uomo prima del calciatore.

E l’uomo Morata piace: pochi grilli in testa e tanta voglia di emergere.

La Juve ci prova, il Real ascolta le proposte che arrivano anche da altre società e da altri campionati, Wolfsburg su tutti. Alvaro però non ha dubbi e sposa la causa bianconera: il blasone e la storia dopotutto, per chi vuole vincere il più possibile, ha ancora il suo perché (capito Draxler?).

Il Real però non vuole privarsi facilmente del giocatore o per farlo vuole tanti soldi, forse troppi per le casse della Vecchia Signora. Si tratta quindi su cifre più basse, con l’inserimento della famosa clausola. Si chiude a 20 Milioni (l’acquisto fino a quel momento più oneroso della nuova gestione Agnelli) con recompra già fissata per estate 2016 ed estate 2017 per una cifra massima che varia dai 30 ai 35 milioni.

La differenza non eccessiva fra acquisto e recompra fa storcere un po’ il naso, in fondo se il giocatore dimostra il suo valore il Real può riprenderlo ad una cifra molto contenuta, paragonandola alle cifre per esempio sborsate nell’ultimo calciomercato. Ma probabilmente questo era l’unico modo per riuscire a portare a Torino un giocatore appetito sul mercato europeo togliendolo al Real Madrid, che è comunque ha già pagato sulla propria pelle la sua cessione: 2 gol dell’ex in semifinale di Champions, entrambi decisivi.

E ora? Siamo solo all’inizio della seconda stagione in bianconero, il momento della recompra è lontano, tuttavia ritorna ad essere attualissimo: il gol decisivo nella trasferta di Manchester è l’ennesima vetrina che il giocatore si concede.
E il presidente Perez, per la prima volta, parla della possibilità di riportare Alvaro al Bernabeu: “Morata? Il Real può riprenderselo. Il club bianconero sta valorizzando il giocatore ma il Real potrà riprenderselo. Come? Pagando 10 milioni in più rispetto a quanto ci ha dato la Juventus”.Parole che suonano come una minaccia per la Juve e i suoi tifosi.

Ma non tutto è perduto, in fondo l’ultima parola aspetta proprio ad Alvaro che, se volesse, potrebbe rifiutare il Real e restare alla Juve.
Ed è proprio sulla volontà del giocatore che la dirigenza bianconera sta lavorando: il prolungamento del contratto, con aumento sostanziale dell’ingaggio, sono già sul tavolo. Inoltre la possibilità di andare direttamente dai madrileni a negoziare l’annullamento della clausola non è da scartare, tutt’altro.

Arrivano anche le dichiarazioni dello stesso Alvaro nel prepartita di Genoa : “Vorrebbero riportarmi in Spagna? Non ci penso, la Juve è la mia squadra e io mi trovo benissimo qui. Non posso vedermi in un’altra società”.
Parole e musica per le orecchie dei tifosi bianconeri che danno una certa sicurezza.

In fondo, alla Juve, Morata sta conquistandosi quel ruolo da protagonista che nella filosofia dei Galacticos madrileni difficilmente potrà mai avere. Inoltre non ha gradito per niente i fischi ricevuti durante la semifinale di ritorno al Bernabeu dai suoi ex tifosi: “ci sono rimasto male, ho fatto solo il mio lavoro, non ho neppure esultato…”.

La stessa Juve sta puntando fortemente sul giocatore anche fuori dal campo, rendendolo uomo di punta a livello di marketing: è lui il giocatore in primo piano nelle campagne pubblicitarie delle nuove maglie da gioco (Alvaro è anche uomo Adidas). E gli ottimi risultati dello scorso anno lo hanno portato a diventare anche uomo copertina di PES16, uno dei videogiochi più famosi al mondo, ruolo condiviso con Neymar.

Insomma se sta diventando una star a livello mondiale lo deve anche alla Juventus.

Quindi sicuramente resterà?
Beh…il Real è sempre il Real, una società a cui è difficile dire no soprattutto per chi aveva il poster di Raùl in camera da bambino. Economicamente, aspetto sempre da tener in considerazione, Perez potrebbe garantire un ingaggio più importante nel breve e nel lungo periodo al giocatore di quanto possa fare la Juve.

Per quanto riguarda lo spazio in squadra, il prossimo anno si potrebbe verificare una vera e propria rivoluzione in casa Real soprattutto se resteranno a bocca asciutta per il secondo anno consecutivo: Benzema già quest’estate è stato vicino all’addio e una sua partenza libererebbe proprio il ruolo di centravanti tanto caro ad Alvaro.

In Spagna, inoltre, fanno pesare spesso a Perez il fatto che le fortune del Barcellona si basino sulla Masìa, la cantera del club Catalano, da cui sono usciti la maggior parte dei giocatori protagonisti degli ultimi anni. Per il Real, quindi, la filosofia degli “Zidanes y Pavones” potrebbe tornare ad essere la strada da percorrere: Top Player internazionali da affiancare a giovani provenienti dalle squadre giovanili merengue. Con Morata prenderebbero 2 piccioni con una fava…

Insomma, non ci resta che aspettare, goderci il nostro nueve e sperare che ci regali tante nuove soddisfazioni… per tanti anni ancora?

P.S. 

PREVISIONI 

Una alta pressione proveniente da Genova ,formatasi dopo l’infortunio muscolare sofferto da Alvaro, porterà ad un cielo sereno sgombro da RECOMPRA, per i prossimi 20 giorni, su tutta la penisola…

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