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Sampdoria-Juve 3-2: un film già visto quest’anno

La frase spesso pronunciata sui social o davanti alle telecamere da parte dei nostri giocatori: “È una sconfitta che ci farà crescere” non è più classificabile nemmeno nella categoria “Retorica spicciola”. Se la squadra imparasse davvero dai propri errori, prestazioni come quella di oggi a Marassi, sarebbero andate in soffitta da tempo immemore. E invece capita di commettere puntualmente gli stessi errori che portano risultati negativi.

Con il Benevento, il gol di Ciciretti sembrava aver gettato la squadra in una confusione tale da costruire sì decine di palle gol, ma anche da sbagliare puntualmente la soluzione decisiva: uno stop non riuscito, un tiro telefonato, un assist troppo lungo o troppo corto, un controllo impreciso che favorisce il ritorno avversario. Oggi la Samp non è passata subito in vantaggio, è stata a tratti domata dal giro palla dei nostri, eppure sono riusciti ancora una volta a sbagliare tutto quello che c’era da sbagliare, andando negli spogliatoi sullo 0-0 invece di un meritatissimo vantaggio. Il giorno in cui impareranno davvero a concretizzare la grande mole di gioco prodotta, forse l’uomo avrà costruito il primo centro abitato su Marte.

Tornati in campo dopo l’intervallo, si ripropone poi la solita Juve molle e distratta. E anche in questo caso, per capire cosa succeda in quei 15 minuti, avremmo forse bisogno di affidarci a qualche branchia della psicologia che oggi non è stata ancora studiata. Il gol del’1-0 di Zapata ha davvero dell’incredibile se si pensa a cosa la squadra Campione d’Italia e vice-Campione d’Europa riesce a combinare in meno di 30 secondi: Asamoah non getta via una palla sanguinosissima al limite dell’area, Bernardeschi si mette in mostra per un assist a campanile a Zapata (forse avrebbero dovuto spiegargli che gli assist deve farli a Higuaín) che non viene minimamente ostacolato da Lichtsteiner e sul cui colpo di testa Szczesny non prova nemmeno un accenno di intervento. Al minuto 52 ci sarebbe tutto il tempo per rimediare tanto che la difesa blucerchiata ci concede un contropiede 3 contro 1, che solo la già menzionata atavica incapacità di finalizzare dei nostri riesce a buttare alle ortiche. A questo punto va in onda un altro film già visto. La squadra molla totalmente, esce dalla partita e la Sampdoria che è una squadra con una cifra tecnica e tattica al di sopra della bassa media della Serie A, ce ne rifila altri due in meno di venti minuti. I successivi gol di Dybala e Higuaín sono solo il rimpianto di cosa avrebbe potuto essere il pomeriggio genovese, se la squadra non fosse caduta nei suoi soliti difetti.

L’arbitraggio di Guida è stato mediocre (inconcepibile l’ammonizione a Bernardeschi) e la sua ottusità nel non voler consultare il Var, in occasione del tocco di mano di Strinic al termine del primo tempo, anche peggio. Questo però non venga utilizzato come alibi. Non aver chiuso il primo tempo in vantaggio ed essere crollati nel secondo, rientrano nel dominio di responsabilità di chi indossava la maglia bianconera. E se si ricade sempre negli stessi errori, forse anche chi siede in panchina, nonostante gli indubbi meriti che ha avuto nei trionfi degli ultimi anni, qualche considerazione deve cominciare a farla.

Occorre un cambiamento che permetta di liberare tutto il potenziale (che c’è ed è tanto) anche a discapito di qualche esclusione eccellente (un Mandzukic così giù di corda è proprio imprescindibile?). Mercoledì a Torino arriva il Barcellona, e vincere sarebbe fondamentale per trasformare la trasferta di Atene in un viaggio mordi e fuggi per visitare il Partenone e Piazza Syntagma e non in una sfida cruciale per il passaggio del turno, in mezzo alla gara interna contro l’Inter e alla trasferta di Napoli. Se considerate i prossimi impegni quindi, comprenderete ancora di più la necessità di invertire radicalmente il trend, perché sbagliare da adesso in poi significherebbe compromettere la stagione in maniera quasi irrimediabile. A oggi nulla è compromesso, ma è necessario ricomporre i cocci dopo il tonfo di oggi e alla svelta. Indurre alla squadra una scossa elettrica davvero forte è doveroso, se si pensa che le soluzioni (conservative) adottate finora hanno prodotto un inizio di stagione non certamente esaltante: a quante altre partite gettate al vento dovremo assistere, dopo oggi, Bergamo e quella casalinga con la Lazio? Non so se tre indizi fanno una prova, ma i segnali sono preoccupanti.

4 Comments

  1. Davide

    20 novembre 2017 alle 02:40

    Da appassionato di tattiche e schemi, vorrei un opinione da chi ne capisce di calcio in merito al modo di giocare della Juventus. Nello specifico vorrei che qualcuno si togliesse per 10 minuti la maglia del tifoso e l’amarezza e la rabbia per la sconfitta, per le occasioni spercate, per gli errori arbitrali, per i giocatori tenuti in panchina, per modulo e interpreti inadeguati, per giocatori fuori ruolo, per l’atteggiamento distratto, per il mercato inadeguato, per gli strascichi di Cardiff, per la stagione che inizia a marzo (ecc…) e per tutte quelle componenti che puntualmente saltano fuori dai commenti di giornalisti e tifosi nei post-partita come questo. Vorrei che qualcuno riuscisse con lucidità e senso logico a concentrarsi su un altro tema e darmi le risposte a queste domande:
    Quale spartito tattico gioca la Juventus? Quali schemi di gioco si vedono nei 90 minuti? Se dovreste definire le caratteristiche esclusivamente tattiche di questa squadra, quelle che danno l’identità e la precisa impronta di gioco, quelle che i calciatori generalmente dopo anni imparano a memoria, quei movimenti e quegli automatismi che ogni allenatore si porta come bagaglio e insegna ai propri calciatori e che anche quando tutto gira male la squadra comunque prova sempre ad applicare perchè QUELLO è il proprio modo di giocare?

    Ecco, secondo me questo è il punto. C’è qualcuno che ci ha capito qualcosa di quale sia il modo di giocare della Juventus di Allegri?…Nessuno?…Allora concentriamoci su questa cosa e lasciamo perdere tutto il resto. Il nostro vero problema è che il mister non è uno di quegli allenatori che hanno dietro un bagaglio tattico complesso e che cercano di creare un gioco di posizionamenti di linea alta e pressing, inserimenti dei centrocampisti, triangoli, sovrapposizioni, raddoppi, pressing sul portatore e recupero delle seconde palle.
    In generale a lui non iporta nulla di movimenti e sincronismi ma solo di giro palla, cambi di gioco, e giocata del singolo in fase offensiva. Di attesa dietro la linea della palla, vittoria dei contrasti e diagonali di recupero in fase difensiva e poi sarà solo un discorso di gestione della partita.
    A mio avviso è un modo di giocare efficace quando hai fior fior di campioni e sono motivati ed in forma, puoi sempre fare belle partite e portare a casa il risultato. Quando campioni, forma e motivazioni scarseggiano…Ecco che questo modo di giocare “ELEMENTARE” produce le prestazioni opache e indolenti a cui assistiamo da 3 anni a sta parte. Purtroppo Allegri è un discreto allenatore ma nel calcio europeo tutto ritmo e velocità di oggi occorre quel qualcosa in più che lui non potrà mai darci perchè il suo gioco è basico, povero di idee e troppo legato allo stato dei giocatori. Avere più qualità in rosa non serve a niente se la sua applicazione è dovuta soltanto alla luna buona del singolo calciatore.

  2. Davide

    20 novembre 2017 alle 02:57

    Dimenticavo, per chi ancora lo osanna chieda ai milanisti o si vada a vedere quanta qualità aveva e come giocava il Milan di Allegri con in rosa:

    Nesta, Thiago Silva, Gattuso, Zambrotta, Boateng, Pirlo, Shedorf, Inzaghi, Robinho, Ronaldinho, Cassano Pato, Ibrahimovic.

    Purtroppo è una scena già vista!…”Vincere è l’unica cosa che conta fin quando il disgusto non ti fa spegnere la TV”

    • Rik

      20 novembre 2017 alle 17:37

      sono d’accordo su molti punti … è quello che io indentifico come il motivo delle clamorose debacle europee .. sbracare con delle imbarcate di 3-4 gol, dopo un tempo piu che buono, io lo giudico così: per un tempo, finchè sei fresci e concentrato a 1000 sopperisci alla mancanza di automatismi … quando sei un pò stanco, vai in difficoltà andando in svantaggio, ti sciogli come neve al sole perchè non ci sono appunto automatismi a cui aggrapparti quando la lucidità per “inventare” non c’è più.

  3. Rik

    20 novembre 2017 alle 16:51

    ma era la “squadra di riserva giusto”? in questo caso, forse, capierei .. se in champions vedremo buffon, de sciglio, alex sandro, matuidi, marchisio, dybala, douglas costa, tenuti a riposo per essere al 300% contro il barcellona, allora aspetto a giudicare questo risultato.

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