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«Sarri! Chi era costui?»

Un’estremizzazione che annebbia le menti dei tifosi e di alcuni dirigenti – cosa che mi preoccupa di più. È sport, non ha senso. Non si può essere scontenti di un secondo posto“. Parole e musica di Maurizio Sarri.

Comincia oggi l’esperimento, voluto da Nedved e Paratici (Agnelli mi sembrava di parere diverso), di trapiantare un corpo estraneo all’interno del meccanismo Juventus. Funzionerà?

Nell’attesa del suo esordio sulla panchina bianconera, cosa possiamo dire su Sarri, che non sia già stato detto dai giornali?

Sul “Sarri personaggio” direi di sorvolare: è semplicemente improponibile. Una scelta in totale controtendenza rispetto al progetto di crescita internazionale del brand Juventus.

Sulla carriera del “Sarri calciatore” non c’è proprio nulla da dire: è inesistente.

La carriera di “Sarri allenatore” invece, sfrondata dalla retorica spicciola del Comandante e del bel gioco, può essere interessante.
Fino al momento in cui si è seduto sulla panchina del Napoli la sua carriera è stata abbastanza “contraddittoria”: Sansovino, Sangiovese, Pescara (dimissioni), Arezzo (esonerato), Avellino (dimissioni prima di iniziare il campionato), Verona (esonerato), Perugia (esonerato) e Grosseto (subentrato nelle ultime 11 giornate): non un gran che come curriculum. L’Alessandria nel 2010-11 viene considerata essere la sua prima esperienza “di successo” nel calcio che conta qualcosa: si conclude però con la sconfitta nelle semifinali dei playoff e l’addio ai sogni di promozione.
Da lì passa sulla panchina del Sorrento, in Lega Pro, dove viene esonerato a dicembre.

Arriva quindi sulla panchina dell’Empoli, in Serie B, nel 2012. Alla fine della prima stagione si qualifica ai play-off ma perde la finale con il Livorno e niente promozione in A. L’anno successivo arriva secondo, dietro un Palermo imprendibile, ed ottiene la promozione diretta in A, senza passare dai play off. L’anno dopo conquista il 15° posto in Serie A e la salvezza. A fine campionato si dimette, nonostante avesse ancora due anni di contratto.
Tanto per fare un confronto, l’anno successivo Giampaolo, su quella stessa panchina, arrivò 10°.

Sta di fatto che, grazie alle prestazioni con l’Empoli, si guadagna la chiamata sulla panchina del Napoli.
In verità, Mihajlovic, Emery, Montella, Spalletti e Prandelli sono le prime scelte e Sarri arriva tra lo scetticismo dei tifosi: col senno di poi possiamo parlare di una scommessa vinta?

Di nuovo, al netto della retorica sul “bel gioco” e sulle vittorie morali, il confronto tra Napoli-Sarri e Juve-Allegri è abbastanza impietoso: nei 3 anni in cui Sarri siede sulla panchina del Napoli Allegri fa incetta di trofei, non lasciando al rivale neanche le briciole.
Si dice: in campionato, con quel divario di rose, più di così non si poteva fare. Probabilmente è vero, ma anche “meno di così”, in campionato, era difficile fare. I rivali del Napoli di questi anni infatti sono stati Roma, Inter, Milan e Lazio: arrivare davanti a queste miserie non è stata certo un’impresa titanica; arrivare dietro sarebbe stato un fallimento.

Siccome parlare di “Sarri allenatore” è ormai diventato uno scontro ideologico, passiamo la parola ai risultati.

Lasciamo perdere la Juventus: guardiamo i risultati del Napoli contro se stesso e contro le sue “vere” rivali.

-Napoli 11/12 – Mazzarri – 5° Serie A – Vincitore Coppa Italia (Juventus) – Ottavi di ChL (Chelsea)
-Napoli 12/13 – Mazzarri – 2° Serie A – Ottavi di Coppa Italia (Bologna) – Sedicesimi EL (Viktoria Plzeň) – Finalista Supercoppa Italiana (Juventus)
-Napoli 13/14 – Benitez – 3° Serie A –  Vincitore Coppa Italia (Fiorentina)- Gironi di ChL – Ottavi EL (Porto)
-Napoli 14/15 – Benitez – 5° Serie A – Semifinali Coppa Italia – Semifinali EL (Dnipro) – Vincitore Supercoppa (Juventus)
-Napoli 15/16 – Sarri – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Inter) – Sedicesimi EL (Villareal)
-Napoli 16/17 – Sarri – 3° Serie A – Semifinali Coppa Italia (Juventus) – Ottavi ChL (Real Madrid)
-Napoli 17/18 – Sarri – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Atalanta) – Sedicesimi EL (RB Lipsia)
-Napoli 18/19 – Ancelotti – 2° Serie A – Quarti Coppa Italia (Milan) – Quarti EL (Arsenal)

In questo stesso periodo il Milan vinceva 2 Supercoppe (Allegri e Montella) e la Lazio 1 (S. Inzaghi), oltre ad aggiudicarsi anche 2 Coppe Italia (Petkovic e S. Inzaghi). Come si vede quindi non era impossibile battere la Juve e il Napoli di Sarri ha ottenuto risultati in linea con quelli di chi si è alternato su quella panchina, senza però l’acuto di almeno una vittoria.

Ne avrebbe avuto l’opportunità? Sicuramente nelle stagioni 15/16 e 17/18 poteva fare meglio in Coppa Italia e in Europa League, ma dove credo che abbia clamorosamente toppato è stato nel momento decisivo del campionato 2017-18.

Il Napoli aveva appena vinto a Torino 0-1 grazie a un gol su calcio d’angolo di Koulibaly. L’inerzia era quindi a favore del Napoli, che inseguiva la Juve ad un solo punto. La Juve era attesa da due trasferte difficili (Inter e Roma) mentre il Napoli aveva un calendario in discesa (Fiorentina, Torino, Sampdoria e Crotone) e il favore di tutti : il sorpasso sembrava cosa fatta.
Invece, proprio a Firenze, in albergo, la testa dei giocatori del Napoli va in tilt e lo scudetto riprende la via di Torino. Ricordo distintamente che quel giorno, sentendo quelle dichiarazioni di resa, ripensai a un video di Conte, carpito (o messo in giro ad arte?) nell’aprile 2012 durante un allenamento (quello del “dovranno cag.re sangue” per intenderci): il Milan era davanti alla Juve di ben 4 punti ma l’approccio di Conte alle ultime partite fu quello giusto, quello vincente e, “casualmente”, vinse. Possiamo dire lo stesso di Sarri?

E veniamo infine all’esperienza al Chelsea. Non so che idea abbiate voi di quello che è successo quest’anno al Chelsea con Sarri, ma credo che qualche titolo di giornale di quei giorni, preso a caso dal web, possa aiutare a ricostruire l’annata del mister toscano.

3 gennaio, dopo il deludente 0-0 casalingo contro il Southampton: Sarri chiede rinforzi: “Abbiamo un problema in attacco…” (Morata, Pedro, Giroud, Batshuayi, Willian, Hazard). Arriverà anche Higuaín.

22 gennaio: La rosa del Chelsea contro Sarri, considerato noioso e prevedibile. E qualcuno sussurra: “Neanche sa come mi chiamo!”
L’Evening Standard cita una fonte interna al club che parla di una evidente insoddisfazione da parte dei calciatori per quasi tutto ciò che riguarda il Sarri-ball. Tutto troppo ripetitivo, prevedibile e a tratti persino noioso. Per non parlare degli effetti della mancanza di turnover…

21 marzo: Chelsea, tifosi contro Sarri: abbonamenti in vendita.L’ultima protesta contro l’ex tecnico del Napoli è arrivata online, con la messa in vendita di centinaia abbonamenti. […] Lo stesso calcio che ad inizio stagione era stato ribattezzato Sarri-ball, sinonimo di spettacolo, ma che oggi è giudicato un noioso e ripetitivo esercizio di pallone. Soprattutto inefficace, come dimostrano i recenti risultati: quattro sconfitte negli ultimi otto turni di campionato, sconfitta nella finale di Coppa di Lega, eliminazione dalla Coppa d’Inghilterra.

28 Marzo: Sarri ha imparato dalla Juve: meno bello e più efficace, il Chelsea lo tenga.Nelle settimane scorse e di certo anche in quelle che seguiranno, la dirigenza del Chelsea ha pensato più volte di mandarlo a casa, presumibilmente in Italia. Ma c’è un fatto che, pur disturbando Sarri, non può essere sottaciuto: il suo calcio non piace più a tutti. O piace meno agli inglesi. O non entusiasma quella parte del pubblico londinese che adora l’alta intensità. A volte la manovra di Sarri è effettivamente noiosa (la palla scorre lenta e i passaggi sono prevedibili tanto da favorire il posizionamento degli avversari), altre troppo difensiva (è successo con il Manchester City in Coppa dopo la batosta in campionato), altre ancora monocorde. Tuttavia i meno ortodossi tra i critici del calcio hanno salutato queste novità con un certo favore. Secondo una loro ben nota teoria, non sempre si può vincere giocando bene. Quest’anno, invece, e mi riferisco soprattutto alle Coppe, l’allenatore è diventato più realista. Accetta anche la prestazione parziale, magari sottotono, quella in cui a risolvere è il singolo o l’episodio provvede ad aiutare.

20 aprile: (Fonte Gazzetta) Premier, Chelsea: Sarri visto dall’Inghilterra. “Testardo e noioso”.La situazione è davvero strana. – racconta John Cross, prima firma del calcio del Mirror — Sul piano dei risultati Sarri sta rispettando i programmi. Penso che il fattore più importante sia la mancanza di feeling con i fan. I tifosi del Chelsea sanno che possono sbarazzarsi dei manager. Lo hanno già fatto e possono farlo ancora. Poi ci sono altri problemi. Sarri non ha utilizzato per diverso tempo i giovani, ha rimediato qualche ko pesante e in trasferta il rendimento è stato mediocre. Le sue parole riguardo i fischi dei fan non sono piaciute”.
Henry Winter, grande firma del Times, sintetizza il problema in una parola: “Sarri è testardo. C’era molta attesa nei suoi confronti. Il gioco del Napoli aveva affascinato l’Inghilterra, ma al Chelsea ha deluso. Dal punto di vista tattico, l’inserimento di Jorginho e lo spostamento di Kanté a destra è la scelta che gli viene rimproverata sin dall’inizio“.
Matt Barlow, cronista del Daily Mail, spiega: “Sarri prometteva, ma il suo calcio nel Chelsea si è rivelato lento e noioso. Jorginho e Higuain non convincono, la posizione di Kanté fa discutere e ha aspettato troppo prima di lanciare i giovani”.
Tony Banks, giornalista del Daily Express, da diverse stagioni segue i Blues: “Sarri resterà fino a giugno, poi si vedrà. I tifosi non sono convinti del gioco e neppure una parte dei calciatori.

E veniamo ai risultati. L’esordio non è dei migliori: sconfitta 2-0 nella FA Community Shield ad opera del Man. City. Poi, il 18 febbraio perde in casa 0-2 contro il Man. United e viene eliminato agli ottavi dalla FA Cup. Il 24 febbraio perde ai rigori la finale di League Cup contro il Man. City: a proposito dell’evoluzione del Sarri-ball, riguardatevi il catenaccio con cui affronta la partita. Per carità, è comprensibile: solo due settimane prima aveva perso 6-0 in casa del City ed incassato una severa lezione di tattica da Guardiola, è perciò più che giustificata e ragionevole la scelta del “primo non prenderle”. Sta di fatto che, al momento del dunque (la sua panchina era più che mai in bilico), tutti i bei discorsi sul bel gioco sono andati a farsi friggere e il risultato è diventato l’unica cosa che conta. Chiude la stagione raggiungendo l’obiettivo minimo in campionato (la qualificazione alla ChL) e la vittoria (da favorito) della EL.

Ad ogni modo: ha fatto meglio o peggio rispetto ai suoi predecessori?

2011/12 – Villas Boas-Di Matteo – 6° Premier – Vincitore ChLVincitore FA Cup
2012/13 – Di Matteo-Benitez – 3° Premier – Vincitore EL
2013/14 – Mourinho – 3° Premier
2014/15 – Mourinho – 1° PremierVincitore League Cup
2015/16 – Mourinho-Holland-Hiddink – 10° Premier
2016/17 – Conte – 1° Premier
2017/18 – Conte – 5° Premier – Vincitore FA Cup
2018/19 – Sarri – 3° Premier – Vincitore EL (PAOK, MOL Vidi, BATĖ Borisov, Malmö, Dinamo Kiev, Slavia Praga, Eintracht Francoforte e Arsenal gli ostacoli superati per arrivare alla vittoria finale).

Insomma, al netto della esaltante narrativa giornalistica nostrana (che, a quanto sembra, è istantaneamente finita nel momento in cui ha firmato per la Juve), non sembra aver ottenuto risultati straordinari, se confrontati coi suoi predecessori su quella panchina.
Nei fatti, lo stesso Chelsea ha ritenuto che il gioco espresso e i risultati ottenuti non meritassero la conferma e l’ha rispedito in Italia. Se non volete chiamarlo “esonero” chiamatela “risoluzione consensuale” o come meglio vi pare, il succo è lo stesso. Spero solo che la Juve non abbia davvero dovuto pagare una penale per aggiudicarsi un allenatore di cui il Chelsea si voleva disfare, perché sarebbe oltre il colmo.

Quindi, cosa aspettarsi dalla Juventus di Sarri?

La premessa per cui è stato scelto lui è la seguente: “La rosa non è stata adeguatamente sfruttata da Allegri. Grazie ad un gioco diverso, il suo tipo di gioco, sarà possibile ottenere risultati migliori soprattutto in Champions League, dove si pratica un tipo di gioco diverso: il gioco di cui Sarri è il miglior interprete dopo Guardiola”.

Questo è, a detta di tutti, il motivo che ha portato la dirigenza Juve a scegliere Sarri e non un qualsiasi altro Pinco Pallino (l’esonero di Allegri invece è un’altra storia). Di conseguenza, coerentemente, le aspettative per i prossimi 3 anni sono: campionati non solo vinti ma anche dominati, conditi da molteplici partite spettacolari; Coppe Italia vinte ad abundantiam e risultati migliori di Allegri in Champions League. In numeri: 3 scudetti, 3 Coppe Italia, Supercoppe a piacere, almeno 1 vittoria della Champions League.

Con queste premesse e aspettative mi sembra doveroso augurare un gigantesco “in bocca al lupo” a Sarri: ne avrà bisogno.

Cosa mi aspetto io, invece? Per parte mia, essendo un uomo semplice, un risultatista convinto e un TIFOSO della Juventus (non di Allegri, non di Sarri, non di un qualsiasi giocatore presente, futuro o passato: della JUVENTUS!), mi basta che la Juve vinca qualcosa e sarò contento.

Solo, a questo punto della storia della Juventus mi sarei aspettato un nome che potesse rappresentare sul campo l’idea gestionale di “alzare l’asticella”: non venitemi a raccontare che Sarri, oggi, possa essere questa cosa qui. Sarri, oggi, è solo l’ennesimo allenatore che la Juve potrà far diventare “grande”, nulla più.

Se diventerà “il Sacchi della Juve” sarò ben felice di essermi sbagliato. Fortunatamente (per lui) alla Juve esiste(va?) un solo metro di giudizio: i risultati ottenuti sul campo e su quelli sarà giudicato.

Le premesse non sono certo delle migliori, ma ora e sempre #FinoAllaFine Forza Juventus!!!

15 Comments

  1. Luca

    18 Giugno 2019 alle 12:12

    premetto che non conosco la carriera di Sarri pre-empoli (nel senso che non ho idea di che rose a disposizione avesse, ne ho mai visto partite delle sue squadre), però ho ben presente i suoi ultimi anni, da quando è andato in serie A.
    quando si prende un allenatore i numeri statistici contano relativamente (altrimenti perchè prendere Lippi nel 94? ) ma sopratutto conta quello che si vede sul campo. un allenatore valorizza la rosa? ha un sistema di allenamento che porta pochi/tanti infortuni? valorizza i (pochi o tanti) talenti a disposizione?
    a mio parere molti dei giocatori in mano a Sarri all’empoli e al napoli hanno reso spesso al di là del potenziale teorico, o comunque di piu di quanto dimostrato precedentemente. e già è un ottima cosa.
    SOPRATUTTO ha dimostrato di saper valorizzare alla grandissima attaccanti “atipici”- attaccanti che non passano molto tempo in area, ma bravi a proporsi, dialogare in velocità, con un gioco organizzato che portava l’attaccante in questione a tirare molte volte a partita. e considerando l’atipicità di Cristiano Ronaldo è un’altra ottima cosa (se non uno degli aspetti piu interessanti).
    se penso alla maggiore pecca del suo napoli direi che era quello di essere una squadra che se non arrivava in porta col gioco non sapeva sbloccare partite chiuse. ma quello è un problema legato ai giocatori, non avendo cambi spacca partita alla Cuadrado/Douglas Costa/Cancelo, o dei fenomeni a trovare spazi dove non ci sono (Ronaldo/Dybala) ovviamente è tutto molto piu difficile .
    penso proprio che i nostri dirigenti hanno visto in lui delle caratteristiche NECESSARIE per giocare in modo piu funzionale a far rendere Ronaldo, e non vederlo sbracciarsi e sbuffare facendo 1 solo tiro a partita.
    certamente il nostro nuovo mister ha evidenziato anche dei limiti, ma sono convinto che l’ambiente Juve può far fare dei salti di qualità proprio in quegli aspetti (gli stessi Conte e Allegri hanno migliorato alcune lacune evidenti nelle loro esperienze precedenti).
    non guidico i nostri dirigenti degli “incompetenti”, tutt’altro, per cui se c’è stata questa scelta dopo una lunga gestazione, è stata valutata adatta ai nostri obiettivi. poi è anche ovvio che è una scelta che mette molta CURIOSITA’, ma sentenziare che le premesse non sono delle migliori lo trovo prematuro.

    • Ossimoroju29ro

      18 Giugno 2019 alle 15:55

      Ciao Luca.
      Ognuno ha le proprie opinioni e le tue non mi permetto di discuterle: per me è una scelta azzardata, per te no. Ne prendo semplicemente atto.
      Una cosa però credo sia giusto sottolinearla perché mi pare oggettiva. Nel ’94 la situazione era questa: il Milan di Berlusconi dominava da anni e la Juve non riusciva a cavare un ragno dal buco (da 9 anni non si vinceva lo scudetto); avevano tentato la via del “bel gioco” con Maifredi ed era andato tutto in vacca; avevano perfino riprovato con l’usato sicuro (Trap) ma non aveva funzionato nemmeno quello; la dirigenza di quella Juve era allo sbando e contestata. Agnelli decise così di azzerare tutto e ripartire. Dirigenza azzerata, quadri tecnici azzerati, rosa rivoluzionata e arrivò Lippi. Dimmi se vedi una sola analogia con la situazione di oggi.
      Se proprio vogliamo trovare analogie allora dobbiamo guardare alla Juve al momento in cui arrivò Conte. Le situazioni del primo Lippi e Conte sono per molti aspetti effettivamente paragonabili.
      Oggi invece siamo in una situazione tipo Lippi-bis. In quella occasione Moggi scelse Capello, ossia una certezza, non una scommessa.
      Questo per dovere di realtà.

  2. matteo

    18 Giugno 2019 alle 13:05

    Ho sempre apprezzato Allegri e sono sempre stato, e resto, un “risultatista” convinto. Ma che Allegri avesse “finito un ciclo”, come si usa dire, mi sembra piuttosto evidente dal basso rendimento della squadra (e in particolare di molti suoi elementi di spicco) già da parecchio tempo (e devo dire che, nonostante i risultati positivi, guardare le partite della Juventus ultimamente non mi divertiva, anzi mi irritava e annoiava abbastanza).
    Detto ciò, non era facile trovare un allenatore “migliore” per definizione, e ovviamente era impossibile trovarne uno che ti garantisse risultati migliori di Allegri (il che significa continuare a vincere scudetto e una coppa nazionale e in più vincere la UCL…): neppure Guardiola ti dà questa garanzia, come neppure CR7 te la dà sul campo. Questo è un ovvio dato di fatto, dimenticato da molti tifosi che vedono questa stagione come un fallimento e da tutti quelli che la Juventus non la tifano e amano parlare del suo “fallimento”.
    Dunque, se Allegri aveva esaurito il suo ciclo e uno migliore per Grazia divina non esiste, la scelta di Sarri personalmente non la giudico così negativamente: è uno che ha fatto tanta gavetta e che il calico lo conosce sicuramente, le cose si possono vedere sotto tante luci diverse, a seconda del messaggio che si vuole dare: si può anche dire che il Napoli in tre anni ha fatto ripetutamente il suo record di punti (e il Napoli del celebrato Ancelotti è obiettivamente stato non all’altezza di quello di Sarri, in condizioni non certo più difficili), o che al Chelsea -nonostante un ambiente piuttosto ostile- è riuscito alla fine a vincere l’Europa LEague e ad arrivare terzo in una Premier League dive obiettivamente Liverpool e City erano irraggiungibili.
    Il mio dubbio personale, piuttosto, riguarda la capacità di gestire uno spogliatoio impegnativo come quello bianconero e la tensione dei momenti topici di una stagione (che alla Juventus non durano una settimana ma quasi tutto l’anno). Su questo ho qualche riserva, ma per fortuna alla Juventus conta sempre più la società che i singoli uomini e confido che anche in questo caso il nuovo allenatore saprà apprendere presto. #finoallafine

    • Ossimoroju29ro

      18 Giugno 2019 alle 16:10

      Ciao Matteo.
      L’esonero di Allegri però è un’altra storia. Come ho scritto più di un mese fa (trovi l’articolo nel sito), c’erano delle questioni che andavano risolte: non si poteva tenere Allegri perché ormai ai ferri corti con parte di questa rosa. La scelta era 1) esonerare Allegri 2) cambiare parte della rosa. Si è scelto di esonerare Allegri e capisco perfettamente i motivi. Quello che contesto è la scelta di Sarri e non di un altro.
      In questo momento storico, secondo me, meglio sarebbe stato scegliere un allenatore “sicuro” e ridurre al minimo i rischi. Hanno scelto diversamente, vedremo che succede.

      Sulla questione “record di punti”… Garcia ha fatto il record di punti con la Roma. Sarri ha fatto il record di punti col Napoli per 3 volte. Mazzarri ha fatto il record di punti col Torino. Buffon ha fatto il record di minuti senza subire gol. Sirigu ha fatto il record di imbattibilità col Torino. Conte ha fatto il record di punti con la Juve. Se fosse servito per vincere lo scudetto, quest’anno la Juve avrebbe aggiornato l’ennesimo record di punti. Evidentemente, i campionati di A di questi anni (presumo per la cronica assenza delle milanesi e la presenza, nelle 20 squadre, di compagini imbarazzanti; ma sono solo ipotesi) si prestano ad aggiornare record che resistevano da che sono al mondo. È un merito o semplicemente un fatto contingente/strutturale? Per me, la seconda.
      Ovviamente, bisognerebbe fare ben altre indagini statistiche per chiarirlo ma, a naso, penso di essere nel giusto.

  3. Paolo

    18 Giugno 2019 alle 15:48

    Un articolo da sottoscrivere col sangue.
    Sarri è una scelta incomprensibile, ma come hai detto giustamente anche io tifo la Juventus, quindi non Allegri, né Sarri, né tantomeno le mie idee. Quindi Forza Juventus!!
    37sulcampo

  4. Matteo C.

    18 Giugno 2019 alle 23:14

    Io sono d’accordo totalmente con Matteo e non è per l’omonimia.
    Dissi le stesse cose, quando arrivò Allegri (che, ricordo a tutti, era a piedi in quel momento e non era considerato un fenomeno), ossia per me Sarri è il miglior allenatore ad oggi disponibile. Ma scusate, se fossero stati disponibili Guardiola o Klopp secondo voi avrebbero avuto dubbi. E non parlatemi di Pochettino che già il nome è indicativo (si è trovato in finale per fortuna).
    Concludo motivando perché per la prima volta non sono d’accordo con Ossimoro.
    Questa squadra già l’anno scorso aveva una rosa per fare un goal in più dell’avversario, non per prenderne uno in meno, come da filosofia di Allegri. Sarri aprirà la strada ai primi campionati vinti con il miglior attacco, non con la miglior difesa, oppure lui e la Juve perderanno; comunque andrà, sarà un passaggio necessario ad una nuova filosofia che porterà tra max 2 anni a Guardiola o Klopp.

    • Ossimoroju29ro

      19 Giugno 2019 alle 12:23

      Ciao Matteo.
      Va bene anche se non sei d’accordo con me, non c’è problema. Anzi, discuto più volentieri con chi NON è d’accordo con me, se ci manteniamo su toni di rispetto reciproco!
      “Sarri aprirà la strada ai primi campionati vinti con il miglior attacco, non con la miglior difesa, oppure lui e la Juve perderanno”. Ecco, questo potrebbe essere un grosso problema. Storicamente i campionati si vincono con la miglior difesa, indipendentemente dal tipo di gioco praticato. In Serie A sono passati anche Sacchi e Lippi, per dirne due, e hanno vinto con la miglior difesa. Sarri riuscirà dove nessuno è mai riuscito prima d’ora? Ha le stimmate del Galileo, dell’Einstein del calcio? Non mi pare.
      Certo, se “non vincere” è un effetto collaterale del tutto trascurabile, allora a posto, non ci saranno problemi.

      PS. Man.City 23 gol subiti, Liverpool 22, Chelsea 39, Tottenham 39. Casualmente, le prime 4 migliori difese della Premier occupano i primi 4 posti della classifica. Sempre altrettanto casualmente, le due migliori difese occupano i primi due posti della classifica, separate da un solo punto. L’abisso in classifica che c’è fra la seconda e la terza/quarta è dovuto alla differenza nei gol subiti. Arsenal e United hanno segnato più del Chelsea, ma sono arrivati dietro. Sarri cambierà tutto questo? Cambierà IL calcio?

      • Luca

        19 Giugno 2019 alle 16:28

        ma scusami, le statistiche della premier le guardi a metà? e non consideri “come” giocano city e liverpool? a meno che secondo te liverpool e city giocano in maniera piu difensiva delle altre (non sarei d’accordo, ma ognuno vede il calcio a proprio modo) o permettimi di dirti che hai fatto una considerazione molto imprecisa e superficiale.

        • Ossimoroju29ro

          20 Giugno 2019 alle 16:08

          “Non consideri come giocano City e Liverpool?” non è una statistica, è una domanda, ancorché retorica.

          Su come giochino City e Liverpool non ho detto una parola. Giochino come vogliono, sta di fatto che sono risultate essere le due miglior difese della Premier 2018/19. Sono o no le due difese che hanno incassato meno gol? Sì o no? Sì, ed è un numero incontestabile.

          I numeri sono statistica e quelli sono corretti (Se non ci credi puoi andare a vedere la classifica della Premier e verificare personalmente).
          La STATISTICA dice che le prime 4 migliori difese occupano le prime 4 posizioni del campionato inglese 2018/19. LA STATISTICA dice che le prime 2 migliori difese occupano le prime 2 migliori posizioni del campionato inglese 2018/19. LA STATISTICA dice che questo dato è comune a tutti i campionati, non solo attuali ma anche nel passato; non solo in Premier ma anche in altre nazioni.
          Da questa STATISTICA si potrebbe presumere che una buona difesa sia una condizione necessaria (e anche sufficiente?) per vincere il campionato. QUESTA dicesi “CONSIDERAZIONE”, che puoi liberamente giudicare attendibile o no. Se però non la giudichi attendibile, dovresti portare degli elementi (STATISTICHE) altrettanto valide a sostegno della tesi opposta. Dire “eh ma non vedi come giocano?” non è una statistica, è una considerazione molto superficiale e anche imprecisa, soprattutto considerando che City e Liverpool giocano in maniera molto diversa tra loro.

          • Luca

            21 Giugno 2019 alle 11:59

            peccato che sorvoli proprio quei “numeri incontestabili” che fanno pensare che City e Liverpool hanno avuto (soprattutto? o facciamo ANCHE .. personalmente non ritengo mai di avere le verità assolute in tasca) come punto di forza ANCHE degli attacchi formidabili..ripeto, da quando le statistiche si considerano a metà e non contano le statistiche dei gol fatti?
            dici che in Premier è sempre così, ma sorvoli anche sul fatto che il Man UTD lo scorso anno ha subito praticamente gli stessi gol del City, ma è arrivato a 19 punti di distacco, e la statistica che fa capire dove è stata la differenza è proprio nei gol fatti.
            o che dire guardando ad esempio in Francia e Spagna? negli ultimi 2-3 anni avere la migliore difesa non basta nemmeno a essere in lotta per lo scudetto, si può arrivare secondi ma con netto ritardo dalla prima, e la statistica che salta all’occhio in maniera clamorosa è la differenza sui gol fatti.
            come ho detto, io non ho verità in tasca, ma presi in esame vari campionati degli ultimi 3 anni (considerando TUTTE le statistiche, sia gol fatti che gol subiti), immaginare un cambio di tendenza non è per nulla fantasioso, i segnali ci sono…sarà una tendenza smentita il prossimo campionato? chi lo sa, vedremo sul campo cosa accadrà.
            continui a sostenere che non è assolutamente così, e che City e Liverpool (guardando SOLO una statistica, e non prendendo in esame il resto) sono la prova che è “tutto come sempre”, che la cosa piu importante è prendere meno gol, ma io vedo solo considerazioni su dati parziali, e quando si considerano solo dati parziali il rischio di essere imprecisi è altissimo

          • Ossimoroju29ro

            21 Giugno 2019 alle 12:52

            L’unica squadra che fa apparentemente eccezione è il Real Madrid, che nonostante pessime difese si è sempre classificato ai primi posti della Liga e ha vinto lo stesso lo sc… no, niente, (vado a memoria) negli ultimi 10 anni ne ha vinto uno per sbaglio (forse 2), come l’Atletico, in cui per altro non aveva né il miglior attacco, né la miglior difesa, né la miglior differenza reti. In che modo questo dimostrerebbe la tua tesi mi sfugge.
            L’anno scorso lo United era la seconda miglior difesa ed è arrivato… secondo. La prima miglior difesa è arrivata… prima. In che modo questo dimostrerebbe che ho torto francamente mi sfugge.
            United 2017/18 28 gol subiti, 68 segnati: secondo. United 2018/19 54 gol subiti, 65 segnati: sesto. Non mi pare difficile capire quale sia stato il problema dello United quest’anno. Sembrerebbe che aver subito molti più gol rispetto all’anno prima gli abbia causato un pesante arretramento in classifica, ma dici che questo contraddice la mia tesi… boh.
            Finiamo così.
            “Gli ultimi 3 campionati di Premier” non rappresentano una STATISTICA, al massimo rappresentano un DATO che non fornisce nessuna INFORMAZIONE. Per calcolare l’indice di correlazione che metta in relazione GOL SUBITI-GOL SEGNATI-POSIZIONE IN CLASSIFICA (NON “punti fatti”: “posizione in classifica”) una delle condizioni INDISPENSABILI è che la base numerica su cui si effettua l’analisi sia la più ampia e la più diversificata possibile. 3 campionati non sono un numero ampio, “solo la premier” non è diversificata, “una squadra” fa ridere. Oltre al fatto che cambi le variabili dell’analisi a tuo piacimento (la “posizione in classifica” NON È “i punti fatti”), confondi DATO e STATISTICA. Infine non cogli la differenza tra “nesso causale” e “correlazione”. Insomma, parli di cose che evidentemente non conosci.

            Però insisti pure nell’accusarmi di essere impreciso e di usare dati parziali a sostegno della mia tesi, non c’è problema: detto da te è un complimento.

      • Matteo C.

        21 Giugno 2019 alle 00:32

        Anch’io preferisco i contraddittori ed odio gli yes man.
        Anch’io so che solitamente vince la miglior difesa, ma è il solitamente che va ribaltato. Se in squadra ho Ronaldo e Dybala, io devo trovare il modo di farli giocare e renderli sinergici. La juve con i giocatori che ha, deve fare 100 goal a stagione, cercando di prenderne il meno possibile. Ma non può fare appena 70 goal e prenderne 30, ma soprattutto non può difendere un goal di vantaggio. Dobbiamo renderci conto che l’era della BBBC è finita, ora ne inizia un’altra basata sul gioco offensivo.
        Se non funzionerà, perderemo, ma sono convinto che perderemo poco.
        Ogni anno faccio almeno 4 volte un viaggetto a/r di 1000km totali per vedere la juve dal vivo (compreso Cardiff) e tutte le altre partite le guardo alla tv. E lo farò ancora, perché la dirigenza è composta da vincenti: i vincenti guardano sempre avanti, mai indietro,e preferibilmente da un posto rialzato per avere una visione più ampia.
        Nessuno è infallibile, ma loro lo sono più degli altri.
        Fino alla fine.

  5. Luca

    21 Giugno 2019 alle 16:13

    “L’anno scorso lo United era la seconda miglior difesa ed è arrivato… secondo. La prima miglior difesa è arrivata… prima.”
    cosa dire se non: FANTASTICO. se la classifica, e i dati sui gol fatti e gol subiti, della premier dell’anno scorso non ti mette il minimo dubbio che la differenza tra chi ha vinto lo scudetto e chi non è mai nemmeno stato in lotta non è esclusivamente la difesa (il ragionamento è infallibile, perchè come può capire chiunque quell’abisso di distacco è ovviamente derivato da 1 gol in meno subito, non certo dai 40 in meno fatti), la discussione può ritenersi ampiamente conclusa.

      • Luca

        23 Giugno 2019 alle 09:02

        Fantastico e geniale 🙂 per te il Barcellona degli ultimi 10 anni, il city di Guardiola, il Liverpool di Klopp, sono la dimostrazione del solito trionfo del calcio che pensa “prima sistemiamo la difesa” … al contrario “dell’inconcludente Real” di questo ultimo decennio, che avrebbe vinto solo uno scudetto (per caso)…
        E poi sarebbero altri a sostenere cose campate per aria …

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