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Sassuolo – Juventus, una trasferta tra mille inquietudini

Settimana di schiaffi, ovvero di ceffoni in pompa magna. Mentre si gigioneggia davanti alla porta di Ter Stegen, avendo lasciato il cinismo e la rabbia sull’aereo, i blaugrana non scherzano, loro hanno Messi. Tra Barça e Juve, la differenza sta tutta nella “pulce”. Morale della favola, 3 papagni sul muso di Gigi e tutti a casa a leccarsi le ferite.

Non finisce qui. Anzi, Lionel Messi è in un certo modo emanazione reale di che cosa sia il calcio quando l’arte se ne impadronisce.E sta bene così. Ma di che cosa si impadronisce un personaggio kafkiano, nel senso retrivo e oniricamente da incubo, come Pecoraro per menare scoppole a suon di richieste esagerate e prive di fondamento? Siamo solo all’inizio di una lunga diatriba legale e le sberle già non si contano.

Diamo fastidio, che bella novità. Noi vinciamo e gli altri, i perdenti non ci èmulano; trovano più conveniente percorrere la strada della distruzione sistematica. D’altra parte, “In Italia ti perdonano tutto, tranne il successo” diceva Enzo Ferrari. E qui mi fermo.

In questo bell’ambientino, la truppa bianconera tenta un recupero tecnico rispetto all’uscita sfortunata di Champions League, ovviamente del tutto rimediabile, nonchè un grosso alleggerimento mentale dalle scorie accumulate martedì scorso. La società in completa sintonia con Allegri è già impegnata a  tenere isolata la squadra. Il Sassuolo attende con i soliti coltelli tra i denti.

Non è mai stata una trasferta agevole, quella di Reggio Emilia. Talvolta è addirittura sembrata una sentenza definitiva di un fallimento o di momenti niente affatto semplici. La gara di domenica all’ora di pranzo ha tutte le sembianze di un altro tranello in terra emiliana. Il Sassuolo affidato a Bucchi, dopo che Di Francesco è volato all’ombra del Cupolone, è partito timidamente, realizzando 1 solo gol in 3 partite e racimolando 1 solo punto. Ma mai fidarsi, alla vista delle maglie bianconere, si ringalluzziscono anche gli storpi. Nota di colore: Berardi non ci sarà a causa di un infortunio rimediato nell’ultimo match contro l’Atalanta.

Da sottolineare i 2 ex sulle fasce Lirola e Peluso, in uno schieramento 3 – 5 – 2 che avrà in avanti Falcinelli e Politano (al posto di Berardi).

Turn over quasi obbligato in casa Juve. Con Khedira e Marchisio in “riparazione” il centrocampo a 2 con Pjanic e Matuidi è una necessità. Molto facilmente toccherà a Rugani e a Chiellini al rientro presidiare il centro della difesa, con Lichtsteiner e Alex Sandro (sotto esame!) laterali. In avanti spazio a Cuadrado (e se fosse la volta di Bernardeschi?), Dybala e Mandzukic, con Higuain alla ricerca del gol e di se stesso.

Non c’è altro obbligo che fare i 3 punti. Per ritrovare un pizzico di serenità, scacciare qualche strega sottoforma di procuratore e restare in testa alla classifica. Non si vuole mica che dopo anni e anni, con tutto il “pannello” esibito a Crotone, i “prescritti” ci stiano davanti?

1 Commento

  1. Francesco

    17 settembre 2017 alle 09:59

    Grande articolo come sempre Marco!#FINOALLAFINE!

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