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5 passi nella leggenda: lo scudetto dei tifosi

Qualche settimana fa ascoltavo alla Ds Giancarlo Dotto pronunciare le seguenti parole: ” …per i tifosi della Juventus anche se non capisco come riescano ancora a provare gioia per un quinto Scudetto consecutivo.” Alzi la mano ora chi, almeno una volta nella vita, non abbia dovuto sorbirsi un “ragionamento” simile a quello di Dotto. Magari con parole e forma diverse, a seconda delle latitudini: “noi quando vinciamo uno scudetto, festeggiamo per una settimana, mica come voi che dopo poche ore in Piazza San Carlo rientrate subito a casa” mi hanno spesso detto amici romanisti. “Che gusto c’è a vincere in maniera così facile?” è la domanda tipica che mi hanno rivolto invece amici granata.

Controbattere a simili farneticazioni sarebbe molto, troppo semplice, mostrando loro l’indice e il pollice curvi a formare uno zero, sinonimo dei trofei vinti dalle loro squadre in questi anni per noi di puro godimento. Ancora più semplice sarebbe invece ricordare loro quanto sia bello vincere, stravincere e continuare a farlo alla faccia del loro sentimento antijuventino. Di quanto sia bello vincere alla faccia di tutti i media italiani che ad ogni estate ci vendono mezza squadra, che blaterano su una presunta superiorità estetica nel gioco espresso dalle altre squadre italiane che di volta in volta cercano di contenderci, che vivisezionano alla moviola ogni episodio potenzialmente favorevole alla Juve dedicando intere pagine di giornale o trasmissioni tv, salvo poi dedicare pochi minuti o poche righe a quegli episodi potenzialmente a noi sfavorevoli oppure a vantaggio degli avversari diretti. Questi sono aspetti che considero ormai una “conditio sine qua non”, senza cui verrebbe meno buona parte della gioia che provo a ogni fine aprile/inizio maggio. Aspetti che uniti alle condizioni in cui di volta in volta arrivano le nostre vittorie, mi fanno sembrare come l’ultimo trionfo sia sempre migliore di quello precedente e di come il prossimo possa essere ancora più bello.

Se non ci credete riavvolgete il nastro di questi cinque anni e pensate a ciascuno dei campionati conquistati:
1) 2011-12. Calciopoli e i cinque anni di gestione Cobolli-Blanc hanno distrutto tutto. Agnelli e Conte riescono a infondere quel clima e quella mentalità dei tempi d’oro, a un organico che sembra finalmente competitivo. La squadra acquisisce consapevolezza giornata dopo giornata, mostra di gran lunga il miglior gioco in Italia, è sfortunata in qualche episodio arbitrale ma ai posteri (as usual) rimarrà solamente l’episodio di Muntari. Il punto di non ritorno sembra essere costituito dalla gara di Marassi contro il Genoa: 0-0, -4 punti in classifica dal Milan e scudetto che sembra ormai un miraggio con un calendario non proprio agevole. Da lì i ragazzi di Conte riusciranno a costruire la propria rimonta: 10 vittorie nelle ultime 11 partite, 2 mesi a tavoletta che convoglieranno nel trionfo di Trieste del 6 maggio. È il primo scudetto post-calciopoli, il numero 30, quello da imbattuti, quello che potrà solo sembrare ineguagliabile.
2) 2012-13. L’allenatore Antonio Conte, ritenuto il principale artefice del successo dell’anno precedente è implicato nella vicenda calcio scommesse. Arriva una squalifica di 4 mesi da parte della giustizia sportiva, 2 mesi per il vice Alessio, mentre Pepe e Bonucci inizialmente coinvolti non subiranno alcuna squalifica. La Juve, pur senza il suo allenatore e con l’impegno della Champions che non c’era l’anno precedente, parte fortissima e vince 9 delle prime 10 partite. All’undicesima arriva la prima storica sconfitta allo Stadium contro l’Inter che si porta a -1 dai bianconeri. Sconfitta che non scalfisce la consapevolezza dei nostri che continuano a condurre la classifica fino all’ultima giornata.
3) 2013-14. Nelle prime partite la squadra vince a fatica diverse partite (contro Torino, Hellas, Chievo) a dispetto della Roma di Garcia, in testa alla classifica con un ottimo gioco. I nostri subiscono un’incredibile rimonta da 0-2 a 4-2 nel giro di pochi minuti a Firenze, scivolando a -5 dai giallorossi in classifica. Dopo due anni di successi sono già arrivati i funerali per la squadra di Conte che, si rialza e mette in fila 12 vittorie consecutive (tra cui il 3-0 dello Stadium contro la Roma nello scontro diretto) che permetteranno di ribaltare la classifica mettendo 8 punti di distacco tra le due squadre. I punti di distacco rimarranno tali fino alla matematica conquista del terzo titolo consecutivo, impreziosito dal record europeo di punti nei maggiori campionati: 102.
4) 2014-15. La stagione si apre con un evento del tutto inaspettato: dopo due giorni dall’inizio del ritiro Antonio Conte e la Juventus risolvono consensualmente il contratto. Al suo posto arriva Allegri tra lo scetticismo generale e gli insulti di qualche pseudo tifoso a Vinovo. Anche stavolta tutti ci danno per morti, essendo andato via colui che veniva considerato il protagonista assoluto dei tre precedenti anni, senza tener conto delle qualità tecniche e morali del gruppo. La squadra parte subito forte con sei vittorie in altrettanti incontri, compreso lo scontro diretto allo Stadium contro la Roma del violinista Garcia. Il punto di svolta arriva alla penultima del girone d’andata: la Roma non va oltre il pari nel derby, mentre i nostri espugnano il San Paolo dopo 15 anni e si portano a + 3 in classifica quando l’Italia pallonara stava già assaporando il sorpasso della Roma ai danni della Juve. Non sarà lo scudetto dei record, ma i nostri sono rimasti in testa per tutto il campionato, conquistato con quattro giornate d’anticipo dopo l’incredibile caos del 15 luglio.
5) 2015-16. È cronaca recente. Le partenze di Vidal, Pirlo e Tevez sembrano troppo pesanti da poter essere rimpiazzate dai nuovi arrivi. A Sassuolo tutto appare perduto, ma è proprio da lì che parte la cavalcata. Da meno 11 a più 12. Record di Buffon. Serie impressionante di vittorie consecutive, punteggio record nel girone di ritorno, difesa imperforabile, valorizzazione di tutti i nuovi arrivi, gioco di squadra e un’immutata voglia di vincere.

E il prossimo scudetto? Difficile, quasi impossibile ipotizzare nuovi stimoli o nuove situazioni che possano impreziosire il sapore di un altro scudetto, ma a naso, considerando gli ultimi anni, sento di poter dire che sarà ancora più bello.

2 Comments

  1. paolo

    28 Aprile 2016 alle 08:41

    In fondo ,per vincere gli scudetti , “basta” vincere le partite. Elementare. A Napoli chiamano in causa ” i nuovi fuoriclasse”, ovvero gli arbitri disonesti, e si dimenticano di aver perso 4 partite chiave nel girone di ritorno…

  2. Borderline Keroro

    28 Aprile 2016 alle 14:01

    devo ammettere che, in effetti, non è che questo quinto scudetto io l’abbia festeggiato più di tanto.
    Anche perché mi ruga il cazzo vedermi accostare i prescritti che millantano anche loro un simile record.
    Per la cronaca: il grande Torino, invece, è un onore averlo accanto.
    E poi ho già la testa al sesto scudetto consecutivo (e settimo e ottavo…), alla finale di coppa Italia, la Supercoppa, e la CL che DEVE per forza arrivare. E magari più d’una e consecutiva con contemporanea vittoria di campionati e coppe Italia.
    Lo so, non mi basta mai.
    Per fortuna sono juventino.

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