Connect
To Top

SETTE

Un gran bel numero, il SETTE.

Nel cinema abbiamo, oltre al celeberrimo Seven, i magnifici sette, i sette samurai, i sette nani di Biancaneve, i sette uomini d’oro, le sette spose per sette fratelli, i sette chili in sette giorni… e sono sette anche gli anni in Tibet e le bellezze di Pasqualino.
La storia ci ha consegnato i sette savi dell’antica Grecia, i sette re di Roma, le sette meraviglie del mondo… e, in tempi più recenti, i sette fratelli Cervi.
Per convenzione, sono sette i giorni della settimana, le vite dei gatti, le note musicali, le arti, le camicie che si sudano, le sorelle, le grandezze fondamentali, i gruppi di alimenti… ma ci sono anche il settebello a carte, le sette leghe dei famosi stivali e le sette voci di una vecchia trasmissione di Pippo Baudo.
Se si parla di religioni, troviamo i sette sacramenti, i sette peccati capitali, le sette virtù, le sette leggi universali, i sette doni dello spirito santo, i sette chakra, i sette cieli del paradiso, i sette sigilli, le sette opere di misericordia, i sette pilastri della saggezza, le sette divinità della fortuna… ed erano sette anche i veli della danza di Salomè, i fratelli Maccabei, le beatitudini dell’apocalisse e i flagelli dell’apocalisse stessa.
In geografia si citano i sette colli di Roma, i sette Emirati arabi uniti, i sette lidi di Comacchio, le sette croci del Pasubio, i sette comuni di Asiago… ma anche i sette mari, i sette continenti e le relative sette cime.

Nel calcio troveremo invece quelli, sempre i soliti, che ci racconteranno di aver vinto sette Champions League o quegli altri (quasi tutti per la verità, compresi molti fra quelli che condividono i nostri stessi colori di tifo) che ci rinfacceranno di aver perduto sette finali (delle nove giocate) in quella stessa competizione.
Ecco, ora noi abbiamo SETTE leggendari scudetti consecutivi da sbattergli in faccia. Perché “da sbattergli in faccia“? Ecco perché…

Una dozzina di anni fa ci hanno tagliato la testa eliminando il miglior gruppo dirigente dell’epoca. Hanno goduto nel vedere quasi tutti i nostri campioni andarsene. Ci hanno portato via titoli vinti meritatamente sul campo e sbattuti in serie B senza prove di alcunché. Hanno denigrato i nostri giocatori, quelli grazie ai quali l’Italia ha vinto il suo ultimo titolo mondiale. Ci hanno deriso quando per 4 anni siamo stati guidati da incapaci e hanno festeggiato quando finanziariamente eravamo alla canna del gas. Hanno tentato di eliminare (senza riuscirci) l’allenatore della nostra rinascita e hanno poi goduto quando se n’è andato. Quindi, hanno deriso il nuovo allenatore, quello che in quattro anni ci ha condotto a 4 doppiette campionato-coppa in Italia e riportato ai vertici in Europa. Hanno sperato che, alle partenze di molti dei protagonisti dei successi di questi anni, corrispondesse un “inevitabile” ridimensionamento. Si sono vantati dell’arrivo in casa loro di nuovi investitori (?) esotici che, nelle loro fantasie, avrebbero dovuto sovrastarci. Sono arrivati a insinuare che con le nuove tecnologie non avremmo più vinto, per poi ridursi a inventare ridicole polemiche pretestuose. Hanno perfino provato ad azzoppare la società, cercando di eliminare il Presidente con accuse insensate e infondate.

Intendiamoci, questi sono solo alcuni. Di motivi per festeggiare ce ne sono tanti altri…
Forse non tutti (anche in virtù del’accanimento mediatico verso i nostri colori) ci stiamo rendendo conto di cosa stia succedendo in questi anni indimenticabili. Probabilmente, alcuni fra noi (i più giovani, beati loro) capiranno tra qualche decennio la misura delle imprese compiute da questa straordinaria squadra, da questo gruppo, da questa società. Qualcuno ci ripenserà con nostalgia. E forse qualcuno, ancora oggi troppo critico ed incontentabile, rimpiangerà di non essersi goduto queste vittorie e questi campioni quando era il momento di farlo. Peccato.
Alla Juventus si sa da sempre quanto sia difficile vincere e quanto lavoro sia necessario per ottenere questi risultati, affatto scontati. Ed è ancora più difficile ripetersi, vincere per la seconda volta, per la terza, per la quarta, per la quinta, per la sesta, per la settima volta. Consecutiva. E non è neppure detto che sia finita qui.
Le nostre avversarie di questi anni, Roma e Napoli hanno vinto rispettivamente 3 scudetti in 91 anni e 2 scudetti in 92 anni. Totale: 5 scudetti in 183 anni. Noi SETTE scudetti negli ultimi SETTE anni.

E allora, questi SETTE leggendari scudetti consecutivi festeggiamoli con gioia. Godiamoceli fino in fondo.
Quindi, sbattiamoli in faccia agli avversari con orgoglio. Tanto, state pur certi che non capiranno (o faranno finta di non capire). Problemi loro.

1 Commento

  1. 36 sul campo

    15 maggio 2018 alle 10:36

    …ma siamo sicuri che tutti gli juventini abbiano capito e sappiano apprezzare questo ciclo leggendario?

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

L'editoriale di Nino Ori

  • In quattro e quattr’otto (anni)

    Qualche giorno fa, l’amico Michele Fusco ha postato sui social network l’immagine del tabellone di fine partita di Fulham-Juventus 4-1, definendolo...

    Nino Ori27 marzo 2018
  • La madre di tutte le paure

    A giudicare da quanto si legge un po’ ovunque, pare che di paure la tifoseria juventina ne abbia molte. Certo, in...

    Nino Ori15 gennaio 2018