Connect
To Top

Siviglia – Juve 1-0: primo posto addio

Non è la fine del mondo passare un girone di Champions League da secondi, anche perché nel passato recente e più lontano abbiamo vissuto serate europee dalle conseguenze ben più dolorose, ma la delusione per aver gettato alle ortiche l’occasione di sorteggio più benevolo è sicuramente tanta.

E’ una sconfitta che sa di beffa per mille e più motivi, facendo così salire ancora di più l’amaro in bocca. Basti pensare che la Juve è finita seconda nel girone dietro ad una squadra che ha battuto meritatamente due volte tra andata e ritorno. Basti pensare a come il Manchester City ha ribaltato la propria partita nel giro di 3 minuti contro un Borussia che non perdeva in un match ufficiale proprio dalla gara d’andata contro i Citizens. Oppure pensare al gol di Llorente ad esempio, il più classico gol dell’ex, regalato dal Dg bianconero al Siviglia proprio negli ultimi giorni di mercato. O ancora pensare a Morata, proprio lui che l’anno scorso ci trascinò a Berlino a suon di gol, e che anche quest’anno era stato decisivo nei primi due match di Champions, in assoluto il protagonista in negativo della serata con 3 nitide occasioni sciupate davanti al portiere.

Premessa fondamentale: mi dissocio totalmente da coloro i quali stanno pubblicando di tutto e di più contro di lui, facendo il male di chi come detto, ci stava regalando un sogno impensabile pochi mesi prima. Lo spagnolo in questo momento non è lucido, è sotto pressione e la cosa è ben evidente a chi cerca di osservare le partite con un po’ di attenzione: aveva anche offerto un paio di accelerazioni e di sterzate tipiche del suo repertorio, segno di una condizione fisica non proprio scandente, ma dopo il primo gol letteralmente divorato a 3 metri dalla porta ha finito per incupirsi ed uscire totalmente fuori dalla partita per poi rientrarci al 91’ quando si è divorato un altro clamoroso gol. Troppo nervoso, troppo in ansia da gol. Sarà compito di Allegri recuperare psicologicamente un calciatore dall’indubbio valore tecnico.

Sparare a zero contro Morata però non serve a nulla, è stupido e controproducente e la Juventus che si è arenata a Siviglia deve far scattare qualche campanello di allarme non solo per lo stato di totale sfiducia in cui versa lo spagnolo.
Prima di tutto per il black out avuto dopo i primi 10 minuti del secondo tempo in cui sembrava poter controllare l’incontro come spesso successo nelle ultime settimane, alternando momenti sornioni a fasi di gioco in cui far male sfruttando i cross di Alex Sandro e un Dybala ( anche sfortunato nella traversa colpita a 9’ dalla fine) che si sta calando sempre di più nel ruolo che Allegri gli ha ritagliato tra le linee di attacco e centrocampo. Poi il Siviglia, proprio quando dalle tribune si alzavano i primi mugugni di contestazione per un inizio di stagione non proprio positivo, ha cominciato a prendere fiducia e campo per passare in vantaggio con il colpo di testa di Llorente su calcio d’angolo e qui scatta un altro campanello d’allarme: due dei tre gol presi in Champions sono arrivati proprio da angolo così come in campionato ci ricordiamo di marcature quantomeno rivedibili contro Chievo, Frosinone e Torino. Sarebbe forse il caso di capire come migliorare i meccanismi di difesa in queste particolari situazioni di gioco?
A quel punto si è fatta durissima, col centrocampo che si era già eclissato e l’impossibilità di inserire forze fresche vista l’ecatombe di infortuni: andare a giocarsi il primo posto nel girone contro la squadra detentrice delle ultime due Europa League con 14 giocatori non ha certamente aiutato e anche qui bisognerebbe cercare di lavorare affinché questa situazione non si ripresenti.

Ora non resta che sperare nel sorteggio e buttarsi a capofitto sulla prossima partita di campionato contro la Fiorentina: le speranze di rimonta in campionato passano anche attraverso una buona prova positiva contro una squadra che sta facendo bene da inizio stagione, perché vincere aiuta a vincere e accresce l’autostima, mentre un’ulteriore sconfitta a pochi giorni di distanza potrebbe avere conseguenze non certo positive sul cammino futuro.

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Champions League