Connect
To Top

Siviglia-Juve: largo ai factotum della città

Dunque, da dove cominciare?
Dalla fine, dai 3 gol, dai 3 punti, dagli 11 punti in classifica che valgono la qualificazione matematica e dal primo posto che dovremo “difendere” tra 2 settimane contro la Dinamo Zagabria.
Come sempre partitaccia da Champions League per noi, iniziata non male ma malissimo con la solita botta di sfiga che risponde al nome di “Primo tiro in porta = gol subito” e la solita confusione da metà campo in su.
Ma il calcio è strano e a volte può succedere che la tua arma principale possa rivelarsi dannosa, vero cari giocatori del Siviglia?
Bello il pressing asfissiante, bello il rompere i coglioni ai giocatori avversari, stuzzicarli, provocarli e giocare sempre sul filo del rasoio. C’è un problema però, a volte può sfuggire la situazione di mano e nel giro di 10 minuti uno di voi si becca 2 cartellini gialli (giusti) e un altro stende Bonucci in area con conseguente calcio di rigore.
Lo so, è strano, siete una squadra spagnola e come tale volete fare un po’ come la casa delle libertà, ma stasera non è  così che va, per cui al riposo sull’1-1, in 10 e zitti.

Sarò sincero, speravo in un secondo tempo diverso, in cui avremmo provato davvero a vincere e speravo anche che non saremmo caduti nella loro trappola (leggasi buttiamola in caciara), ma i miracoli non avvengono dall’oggi al domani e quindi anche nei secondi 45 minuti, nonostante la superiorità numerica, si sono visti i soliti limiti soprattutto a livello caratteriale.
Forse il clima dello stadio ci ha intimiditi, o forse è il gioco avversario, comunque anche stasera squadra troppo statica, pochi movimenti senza palla, giocatori che ancora devono conoscersi e capirsi, oltre che ambientarsi in questa nuova realtà (vero Pjanic?).
Avrei scritto e sottolineato tutto questo se la partita fosse finita all’84°, ma purtroppo per Sampaoli &C (tra l’altro espulso pure lui) ne mancavano ancora 10 e in quei 600 secondi abbiamo piazzato 2 gol che cambiano tutto e mi fanno scrivere un postpartita completamente diverso.
Perché va bene, giochiamo male, siamo a novembre e non vediamo miglioramenti, dopo tutti questi soldi spesi girano le palle vedere zero gioco, salviamo solo i 3 punti, in campionato può andar bene ma in Europa…

…in Europa cosa?
In Europa siamo primi, 3 vittorie in trasferta, di cui questa su un campo dove aveva vinto solo il Barcellona, qualificazione in tasca e primo posto. Da Febbraio comincia un altro torneo e noi ci saremo, non importa con chi ma ci saremo.
Ecco, a quel punto però un minimo di gioco e, magari, una squadra meno rimaneggiata (piccolo dettaglio, mancavano Barzagli, Dybala, Higuaìn, Chiellini è entrato alla fine…), oltre a una mentalità davvero da “Giochiamocela fino alla fine”, saranno ben accetti, ma fino ad allora siamo pragmatici e puntiamo al risultato.
Perché in fondo, come diceva il buon Trap, il nostro calcio è prosa, non poesia.

Largo ai factotum della città e Forza Juve!

PS. Non ho parlato dei singoli giocatori, ma una parola la spendo volentieri per lui, il vero protagonista della serata, Leonardo Bonucci. Sempre preciso in difesa, pur in una serata dove aveva accanto un ancora troppo timido Rugani (va detto che non ha giocato tante partite quest’anno e comunque nel finale è migliorato), propositivo nel finale e uomo giusto al punto giusto nel momento giusto per la staffilata di sinistro che ha portato alla vittoria.
Questa vittoria è soprattutto sua. Grazie Bonni!

1 Commento

  1. Lorenzo Rocca

    24 Novembre 2016 alle 13:18

    Quando penso a Evra che a Monaco…
    Godi, fanciullo mio,…. altro dirti non vo’…

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Champions League