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Siviglia-Juve: perseverare sarebbe diabolico

Esattamente come un anno fa, il primo posto (o comunque buona parte di esso) nel girone di Champions League la Juve se lo gioca nella trasferta di Siviglia.

Inutile ricordare quanto accadde dodici mesi addietro, e quanto costò quella infausta serata nel sorteggio degli ottavi che frappose sulla strada dei bianconeri la corazzata di Guardiola.

Le premesse della vigilia non sono delle migliori (e quando mai in Europa), attesa la pesante defezione in attacco di Higuaìn; assenza che va ad aggiungersi a quelle di Dybala e del lungodegente Pjaca.

Le scelte di formazione e di modulo saranno quindi pressoché obbligate per Allegri, tenuto conto che anche gli uomini in difesa sono contati, in particolar modo al centro dove agirà presumibilmente la coppia Bonucci-Rugani.

I padroni di casa sono quanto di peggio potesse capitare in questo momento alla formazione juventina, visto il cammino in campionato e nella competizione europea che sta connotando la stagione degli uomini di Sampaoli.

All’andata il tecnico argentino “sorprese” il mister bianconero adottando una tattica attendista, malgrado sia conosciuto come un allenatore votato più al gioco offensivo che a quello difensivo.

Per questo diventa assai problematico ipotizzare quale partita il Siviglia interpreterà fra le mura amiche, considerato il vantaggio in classifica sulla diretta concorrente che gli può consentire di non gettarsi all’arrembaggio e, magari, lasciare il pallino del gioco agli avversari.

Per la Juve invece i calcoli sono banditi, anche perché la tradizione europea insegna che, ogni qualvolta si è provato a “giocare” per due risultati su tre, puntualmente in campo si verificava quello non previsto.

Per cui giochiamocela.

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