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Stagione 2019-2020 – secondo ciclo

Eccoci.

Il secondo mini-ciclo è passato e siamo ancora primi, sia in campionato, sia in Champions. Per di più, siamo l’unica squadra (tra i maggiori campionati) ad essere ancora imbattuta. Miglior difesa del campionato (con un terzo delle reti subite solo nella partita con il Napoli).

Quindi tutto ok? Non proprio. Ma andiamo a vedere com’è andato questo ciclo di 7 partite.

Juventus-Bologna

Dopo la sosta della nazionale, qualificata con tre turni d’anticipo a Euro 2020, si torna a Torino, sperando che le scorie degli impegni tanto ravvicinati siano state smaltite.

Infatti, anche se a 13 giorni dalla partita con quelli là, in mezzo ci sono state minimo due partite delle varie nazionali e, come sappiamo, molti “titolari” della Juve hanno giocato.

Sabato sera, 19 ottobre, si gioca contro il Bologna di Mihailovic con Buffon in porta, Cuadrado, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Rabiot a centrocampo, Bernardeschi trequartista e Higuain e Cristiano Ronaldo davanti.

Rigore negato alla Juve per fallo su De Ligt al 10° minuto, poi la sblocca Ronaldo con un’accelerazione pazzesca, guadagnando un metro sul difensore Bani in pochissimi passi e fulminando Skorupski sul proprio palo.

Neanche il tempo di godersi il vantaggio (cosa che capita spesso, ultimamente: da capire perché) e pareggia Danilo (quello rossoblù). Sarri si fa ammonire per proteste proprio per un fallo che avrebbe viziato il gol del pari felsineo. Sta iniziando a capire cosa vuol dire sedersi su quella panchina.

Nella ripresa, partita decisa da Pjanic dopo un batti e ribatti in area. Brivido nel finale: prima la traversa e poi un Buffon superlativo negano il pareggio a Santander.

Si soffre, ma si marcano tre punti: 2-1.

Juventus-Lokomotiv Mosca

La nuova formula con il trequartista, visto il perdurare dell’assenza di Douglas Costa, è quello che convince di più Sarri e quindi anche in Champions la Juve si schiera con il 4-3-1-2, ma con una sorpresa: Bentancur al posto di Ramsey, potenziale titolare nel ruolo.

Secondo me l’uruguagio ha enormi potenzialità e soprattutto è costante durante tutto l’arco delle partite, che non è poco. Ma è troppo mezz’ala per fare il trequartista, e troppo regista per fare la mezz’ala. Deve, ma ne ha il tempo, ancora capire cosa farà da grande.

Rispetto alla partita giocata con il Bologna, Szczesny si riprende il posto tra i pali e Matuidi quello sul centro-sinistra. Davanti al citato uruguagio, in coppia con CR7 c’è Dybala.

Si parte bene, ma i russi piazzano il pullman (nel loro caso la locomotiva) davanti alla porta e agiscono solo di rimessa.

Dopo un po’ di occasioni sprecate dagli attaccanti bianconeri, proprio uno di quei contropiedi è letale: De Ligt manca il colpo di testa, Bonucci, alle sue spalle, è posizionato male e Miranchuk lo supera, servendo Joao Mario.

Il tiro del portoghese (in prestito ai russi da quelli di Milano) viene respinto da Szczesny: sulla ribattuta però si avventa Miranchuk che beffa la difesa juventina. Partita in salita.

All’inizio del secondo tempo, “all-in” di Sarri: Higuain entra per Khedira a comporre il tridente con Dybala e Cristiano. La mossa raccoglie i suoi frutti: Paulo, in due minuti, ribalta il risultato.

Partita con percentuali mostruose di possesso palla e tiri, anche grazie all’atteggiamento passivo dei russi: finisce così, 2-1

Lecce-Juventus

Sabato 26 ottobre torna il campionato, con la trasferta di Lecce. CR7 non convocato, Sarri porta in panchina il giovane Han e ripropone il 4-3-1-2, con Bernardeschi alle spalle dei due argentini.

Anche il Lecce difende bene e la Juve sblocca solo su rigore al 50°: Dybala ci porta avanti, ma dopo i soliti 5 minuti il Lecce, sempre su rigore, trova il pareggio.

A prescindere dal rigore (anche se il presidente dell’Associazione Arbitri Italiana Marcello Nicchi dirà che non era da assegnare), pare quasi che le squadre avversarie della Juve, una volta in svantaggio, invece di andare in bambola si galvanizzino.

Come era successo con il Bologna, Juve raggiunta: ma stavolta il cambio in attacco non c’è e nonostante l’assalto finale e il palo di Bernardeschi, si rimane sul punteggio di 1-1.

Juventus-Genoa

Il trittico di partite di serie A continua ospitando i genovesi rossoblù all’Allianz.

Rientra Cristiano, per un 4-3-1-2 che vede Buffon in porta, Cuadrado, Bonucci, Rugani e Alex Sandro sulla linea di difesa, Khedira, Bentancur e Matuidi a centrocampo e Bernardeschi alle spalle di Dybala e di Cristiano Ronaldo.

Dopo il vantaggio di Bonucci e il pareggio fortunoso di Kouame (ma sempre pochi minuti dopo il vantaggio), la Juve nella ripresa ci prova in tutti i modi, aiutata dalla superiorità numerica per l’espulsione di Cassata.

Ristabilita la parità numerica (Rabiot, subentrato a Matuidi, anticipa la doccia), al 93° minuto un guizzo di CR7 viene fermato fallosamente in area da Sanabria. È lo stesso portoghese che trasforma e fissa il punteggio finale sul 2-1.

Torino-Juventus

Premettendo che faccio parte di quella numerosa schiera che pensa che i derby non vadano giocati, ma vinti, nella stracittadina si palesa un’evidente stanchezza negli uomini di base della formazione bianconera.

Primo tra tutti Pjanic, che è un po’ appannato rispetto alle ultime uscite (stiamo comunque giocando ogni 3-4 giorni) e forse per quello Sarri gli affianca Bentancur nel ruolo di mezz’ala. Novità, De Sciglio fa rifiatare Alex Sandro.

La partita non si sblocca, il Toro è gagliardo e rintuzza gli attacchi bianconeri, fino al 59°, con l’ingresso di Higuain per Dybala. Il Pipita cambia l’inerzia della partita, servendo l’assist che permette al giovane De Ligt di marcare il suo primo gol in bianconero.

Finisce così, tre punti e goduria assoluta. Torino è bianconera ancora una volta. 1-0.

Lokomotiv Mosca-Juventus

Temevo la trasferta a Mosca, più per una questione di temperature, ma tutto sommato ci va abbastanza bene.

Ci presentiamo con Szczesny in porta, Danilo, Rugani, Bonucci e Alex Sandro in difesa, Khedira, Pjanic e Rabiot alle spalle del trequartista Ramsey; in attacco Higuain e Cristiano Ronaldo

La partita inizia in discesa, perché una punizione nello specchio di CR7 (finalmente!) provoca una papera del portiere brasiliano naturalizzato russo che agevola il tap-in di Ramsey.

Ma, come troppo spesso accade, neanche dieci minuti dopo il solito Miranchuk la butta dentro, aiutato dal palo che respinge un suo colpo di testa.

Inizia una partita di attacco, non come all’andata ma quasi, nella quale i cambi sono ancora risolutivi: entrano Douglas Costa per Khedira e Dybala per CR7; è proprio il brasiliano che, con una serpentina spettacolare e con un’intuizione di Higuain che triangola con un colpo di tacco, piazza il pallone tra le gambe del portiere e fissa il punteggio sul 2-1.

Qualificazione agli ottavi con due giornate di anticipo.

Juventus-Milan

Ultima partita del ciclo, ancora fatica a sviluppare il gioco armoniosamente.

Iniziano la partita Szczesny, Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro, Bentancur, Pjanic, Matuidi, Bernardeschi, Higuain e Cristiano Ronaldo.

Il Milan gioca bene (sembra che contro di noi diano tutti sempre un po’ di più, ma ce lo dobbiamo aspettare) e occupa bene il campo.

Facciamo fatica ad alzare il ritmo e Szczesny è costretto a un paio di interventi decisivi per bloccare i tentativi rossoneri. Nel secondo tempo Sarri richiama Ronaldo e inserisce Dybala, e ancora una volta ha ragione.

Una splendida azione manovrata (tentata più volte durante la partita) mette l’argentino nelle condizioni di battere Donnarumma.

Vinciamo, ancora a fatica, ancora con un gol di scarto, ma vinciamo. 1-0

 

Che cosa ci lascia questo ciclo? Sicuramente una Juventus vincente, anche se a fatica. Come dicevo, primi sia in campionato che in Champions e con una difesa che nonostante tutto se la sta cavando.

Chi si aspettava il “sarriball”, come lo chiamano in Albione i tifosi, è sicuramente rimasto deluso. Per me, come in tutte le cose, ci vuole equilibrio.

Ma mi piacerebbe vedere questa squadra esprimere, non dico sempre, non dico per tutti i 90 minuti, ma qualche volta, quella ferocia di cui spesso parla il mister. Vedremo. Secondo me siamo ancora molto sotto le nostre potenzialità e qualche neo di mercato si sta riflettendo sul campo.

Il terzo mini-ciclo riprenderà con la trasferta di Bergamo e si concluderà con la finale di Supercoppa Italiana il 22 dicembre (partita aggiunta dalla lega al posto del match contro la Samp, a sua volta spostato al 18 dicembre). La finale si disputerà in Arabia Saudita come lo scorso anno, con notevoli novità sull’ostracismo arcinoto che da quelle parti hanno nei confronti del sesso femminile.

Infatti, le donne straniere che entreranno nel Paese non dovranno più indossare l’abaya, il tradizionale indumento femminile, grazie al decreto del 27 settembre 2019 che ne abolisce l’obbligo di utilizzo. Un’altra importante novità riguarda la possibilità di acquistare i biglietti in tutti i settori dello stadio, senza nessuna distinzione di genere.

Ecco, queste sono cose importanti, non altre.

E forza Juve, fino alla fine.

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