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Terzo Tempo J3S – Il centrocampo

Massimiliano Allegri è alla ricerca della chiave di volta che servirà a reggere l’architettura di questa stagione e uno dei passaggi chiave sarà stabilire come schierare il centrocampo.

L’anno scorso avvenne una di quelle svolte quasi epocali nella carriera dell’allenatore livornese, con il passaggio ai due mediani dietro i quattro attaccanti del 4-2-3-1. Quest’anno il dubbio è quello opposto, ovvero tornare al centrocampo a 3 per dare maggiore copertura alla fase difensiva.

Le ultime due partite, vittorie fondamentali per il prosieguo della stagione, hanno evidenziato pregi e difetti dei due schieramenti; sia a Napoli che ad Atene la Juve ha utilizzato entrambi i sistemi di gioco, passando dal centrocampo a 3 a quello a 2, o così sembrava leggendo i nomi degli undici in campo. In questo articolo utilizzeremo alcune azioni di Olympiakos-Juventus per fare delle considerazioni.

Partiamo col vedere alcuni automatismi ormai acquisiti dai bianconeri, movimenti garantiti (oltre che dalla qualità degli uomini a disposizione) dall’avere 4 calciatori di caratteristiche offensive come nel 4-2-3-1.

Minuto 13 del primo tempo, la Juve ha recuperato palla a centrocampo, Khedira scarica sulla destra verso De Sciglio:

Come vedete nell’immagine sopra, Dybala e Cuadrado sono allineati ma già prima che De Sciglio tocchi il pallone parte lo schema: il numero 10 viene incontro al pallone mentre il colombiano è già in posizione per scattare verso l’esterno. De Sciglio di prima metterà la palla al centro per Dybala che lancerà Cuadrado nello spazio tra i difensori, disorientati da velocità e precisione dell’esecuzione.

La partita con i greci, inoltre, ha mostrato delle similitudini con quella di campionato a Napoli. In entrambe la Juve ha scelto di partire con la costruzione bassa dell’azione allargando al massimo l’ampiezza dei reparti, per disinnescare il pressing di azzurri e greci; pressing che, in modi diversi, ha messo in difficoltà i bianconeri, come vedremo più avanti. Nel primo tempo di Atene, però, la Juve è riuscita spesso a trovare il modo per superare la prima pressione avversaria, proprio come a Napoli.

Minuto 36 del primo tempo:

Il pressing di 3 avversari è aggirato da Szczesny e compagni occupando in ampiezza tutto il campo.

Il pallone viaggia sulla destra ma osservate cosa accade in mezzo al campo: Dybala si abbassa formando, insieme a Matuidi e Khedira, il classico triangolo regista/mezzali del centrocampo a 3. Tenete a mente questo particolare.

Superata con tenacia la prima pressione greca, la palla giunge al centro a Higuain, anch’egli abbassatosi a dare man forte ai compagni, Dybala sta risalendo il campo (tenete a mente anche quest’altro particolare, ce la fate vero?) e l’uomo più avanzato della squadra è Khedira, lanciato in uno dei suoi tipici inserimenti. Lo scambio delle posizioni è una delle armi tattiche studiate da Allegri per scompaginare le maglie delle difese, ecco perché in tempi non sospetti il Mister disse ai microfoni dei giornalisti che il 4-2-3-1 è uno schieramento che richiede un sacrificio intenso da parte di tutti e che si può attuare solo con uno stato di forma adeguato.

L’azione è proseguita sulla sinistra grazie al cambio di gioco fatto da Higuain su Alex Sandro e, nonostante l’Olympiakos sia tornato in difesa in maniera compatta, il terzino brasiliano riesce a trovare Dybala in area libero di servire Higuain il quale, ostacolato dai difensori, non trova lo specchio della porta. Se vi dicessi di tenere a mente anche questo particolare avrete già capito dove voglio andare a parare, e allora posto subito la domanda che mi frulla in testa da martedì: ha senso giocare a due in mezzo se poi Dybala (o Douglas Costa) deve comunque fare tre lavori per collegare i reparti? È in grado di farlo sempre?

Al di là di questo dubbio, quella fin qui descritta è una splendida azione in grado di mostrare come tutta la squadra si muova sincronicamente, conosca benissimo i movimenti da attuare e, cosa fondamentale, ha il bagaglio tecnico per metterli in pratica. Godetevi l’azione nella sua interezza:

 

Nel secondo tempo, in una delle poche occasioni in cui la Juve è riuscita a costruire un’azione degna di questo nome, Douglas Costa propone alla platea il bis dell’azione gol del S. Paolo. Benatia, appena ammonito, recupera palla subito fuori area e serve il brasiliano, anch’egli in posizione di mezzala come Dybala nel primo tempo:


Nello svolgere dell’azione Dybala e Costa correranno a incrociarsi, disorientando gli avversari e consentendo a Higuain di avere tantissimo spazio per servire l’accorrente Cuadrado

L’azione perfetta di contropiede non viene portata a termine per una posizione di fuorigioco di Dybala.

Ora però veniamo alle note dolenti. Così come a Napoli, nel secondo tempo la Juventus non riesce a imporre il proprio gioco, buttando spesso a casaccio il pallone in avanti e perdendone presto il possesso. A differenza di venerdì scorso, però,  anche la fase di non possesso è risultata tutt’altro che irreprensibile.

Minuto 3 del secondo tempo:

L’Olympiakos recupera palla dopo un improbabile colpo di tacco di Douglas Costa, prova a manovrare coi centrali e il belga Engels (bravino il ragazzo), trova libero da marcature il compagno avanti a sé. In questo momento Khedira, Matuidi e Alex Sandro si accorgono di aver lasciato troppo spazio ai greci e tutti e tre (!!!) si lanciano in avanti per arginare la falla, sbagliando tempi e modi di intervento. Si intravede già in questo frame la voragine che stanno lasciando dietro di loro, infatti:

È l’azione in cui Benatia decide che è il momento di giocarsi la carta del fallo tattico, beccandosi l’inevitabile cartellino giallo ma salvando la squadra da un pericoloso contropiede in inferiorità numerica. Errore gravissimo della mediana bianconera e primo campanello di allarme suonato per Allegri.

Minuto 11 del secondo tempo, altra situazione di pericolo nata da un errato posizionamento dei centrocampisti:

Nel riguardare l’azione ho avuto un flashback, è la medesima situazione di gioco della partita casalinga con la Lazio, quando Milinkovic Savic e Luis Alberto si infilavano tra difesa e centrocampo liberi di fare i propri comodi e lanciare Immobile a rete. Anche in questo caso, gli avversari arriveranno con discreta facilità al tiro, costringendo Szczesny al secondo intervento decisivo della partita, dopo la parata di piede sul colpo di testa ravvicinato nel primo tempo. Secondo campanello di allarme per Allegri.

Non passa che un minuto e i nostri ne combinano un’altra. Questa volta è Dybala il protagonista in negativo. Barzagli imposta l’azione di uscita dall’area passando il pallone all’argentino il quale corre all’indietro per staccarsi dalla zona di influenza dell’avversario che si appresta a contrastarlo, non accorgendosi di quello alle spalle. I greci riconquistano palla creando un nuovo pericolo in area bianconera. Di campanelli iniziano a suonarne un po’ troppi.

 

Nelle due partite in questione il grande assente è stato Mario Mandzukic ma, mentre a Napoli i suoi compagni si sono comportati egregiamente, martedì l’enorme mole di lavoro al servizio della squadra che svolge il croato non è stata altrettanto adeguatamente surrogata, e il motivo ce lo ha detto Allegri qualche tempo fa: “Non c’è in rosa uno dalle caratteristiche di Mandzukic.” Azione simbolo di questa assenza è questa, la terza in appena due minuti di gioco:

Alex Sandro sale a opporsi al laterale biancorosso mentre Douglas Costa tenta di coprirgli le spalle occupandosi dell’inserimento di un avversario, sbagliando però la tempistica, consentendogli di arrivare al cross nonostante non gli difetti certo la velocità.

L’Olympiakos produce il massimo sforzo in questo frangente di partita ma non riesce a pareggiare, mentre Allegri capisce che è il momento di inserire Pjanic per Dybala, tornando al centrocampo a 3. L’ultima partita del girone di Champions, dunque, è quella che meglio descrive il leitmotiv stagionale. Una volta ripresa la tenuta difensiva della squadra, siamo davanti a un vero e proprio puzzle a cui l’allenatore bianconero sta aggiungendo un pezzo alla volta. A questo punto del rompicapo sembra mancare un incastro che metta insieme due grosse parti di disegno. Da un lato c’è l’enorme potenziale offensivo a disposizione, dall’altro la necessità di non sguarnire eccessivamente la fase difensiva soprattutto nella seconda parte di stagione, quando gli impegni si faranno via via più proibitivi. Quali saranno gli uomini più adatti a trovare l’equilibrio tanto caro ad Allegri?
Qual è la tessera mancante del puzzle?

Io non sono un allenatore e infatti non ho la risposta, ma sono abbastanza certo che non tarderemo a vederla in campo, con la speranza che sia necessario trovare altro spazio nella sala trofei del J-Museum, da qui alla fine della stagione sportiva.

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