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Torino – Juventus 0-1: T’amo, o pio bove!

Sembrava una domenica pericolosa.
La terza partita in 9 giorni, i postumi di una trasferta difficile, quella di Firenze, e di un match di Champions League pieno di rimpianti e di giocatori con i nervi a fior di pelle.
Era obbligatorio vincere, o quantomeno non perdere per non far andare in fuga il Napoli che nel pomeriggio avrebbe affrontato la non troppo temibile Spal.
Eravamo con i giocatori contati: tra infortunati cronici, convalescenti, influenzati, acciaccati e moribondi Vinovo più che un centro sportivo è diventato nei giorni scorsi un lazzeretto, e Allegri si è dovuto inventare una formazione con giocatori apparentemente improvvisati in certi ruoli.
Tipo quando da ragazzi, per l’ultima del campionato, si mescolavano  i ruoli mandando il portiere e i difensori in attacco così, per far divertire un po’ anche loro. Oppure come quando il Napoli, una trentina d’anni fa, all’ultima di campionato contro l’Ascoli mise in attacco il portiere di riserva (giusto per dire che ognuno ha la sua storia)… insomma, apparentemente una roba del genere.
In realtà pareva più che altro una mossa dettata dalla disperazione quella di Allegri: non c’è più nessuno in attacco?
Vabbè, mettiamo Asamoah in difesa e spostiamo Alex Sandro in attacco e speriamo bene!
In fondo, Alex Sandro è in netta ripresa (certo, c’è da dire che era proprio uno zombie, ma tant’è…), poi in questo caso dovrebbe solo stare in attacco che alla fase difensiva ci pensa Asamoah, hai visto mai che…

Cosa?
Oh, ma improvvisiamo una formazione in occasione di un derby?
Nientemeno che contro il VecchioCuoreGranata dopo i (soliti) proclami delle loro (vecchie, anzi matusa) glorie riguardo la loro indubbia superiorità?
Allegri, ma ti sei bevuto il cervello?
Ah già, è vietato contestarti ma oggi sarà un miracolo se vinceremo!

Così leggevamo stamani poco prima dell’ora di pranzo, da fino alla fine a fino alla noia!
Ma i pessimisti cronici non avevano fatto i conti con una variabile: il Toro.
Eh si, perché al di là dei proclami, delle minacce, delle mummie ripescate con la solita puntualità, dei deliri riguardo alla loro superiorità morale, al fatto che “Il torinese vero tifa Toro” e bla bla bla, l’esito del derby della Mole ormai è più scontato della trama di un film porno.
In fondo, se negli ultimi 18 scontri, 1 è stato vinto dal Toro, 2 sono stati pareggiati e 15 vinti dalla Juve un motivo dovrà pur esserci.
(E ricordiamolo, il derby perso 3 anni fa sembrava quasi per zittire Marco Civoli, che tutte le domeniche sere domandava a chi gli capitasse a tiro: “Ma il Torino, quest’anno, riuscirà finalmente a vincere il derby?).
E non è tanto il divario nettissimo tra le due squadre, che in fondo in una partita secca può sempre assottigliarsi e anche annullarsi, quanto per il fatto che alla fine ognuno rimane ciò che è.
E allora viene davvero da citare il Carducci, questo mio postpartita è un vero e proprio canto di ringraziamento verso questa compagine sportiva unica, che ci regala emozioni indimenticabili e che, come oggi, ci da una mano giocando una vera partita da Toro.
Cioè facendo schifo e permettendoci di ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo.
Certo, c’è sempre un prezzo da pagare e si chiama “rischio infortuni”: in fondo i loro eroi sono gente come Glik, che si vanta di aver quasi stroncato la carriera a Giaccherini, per non parlare delle bandiere Bruno e Policano e il derby è l’occasione buona per saziare la loro voglia di spaccare qualche nostro giocatore.
C’ha provato Ansaldi entrando in modo sciagurato su Pjanić, con il risultato paradossale che il nostro ora sta passando da simulatore, c’è riuscito involontariamente Sirigu causando l’infortunio di Higuaín dopo pochi minuti di gioco, ma potevano fare di peggio.

Comunque, venendo a noi, è stata una partita tutto sommato tranquilla, gestita alla grande nonostante le tantissime assenze e l’obbligo dei 3 punti da conquistare visto chi doveva affrontare il Napoli poco dopo.
È stata l’occasione dunque per vedere Alex Sandro in versione esterno offensivo, e l’esperimento è andato decisamente bene visto il gol realizzato e le buone giocate che c’ha regalato durante il match. È un Alex Sandro finalmente rinato, lontano anni luce da quella pessima copia che vedevamo al suo posto fino a poco tempo fa, speriamo sia solo l’inizio e che da ora in poi torni sui livelli che gli competono.
È stata anche l’occasione per rivedere il desaparecido Rugani in difesa e anche lui ha offerto un’ottima prova limitando al massimo Belotti e giocando in modo molto ordinato e preciso.
Titolare era anche Sturaro che… si, è in netta involuzione rispetto a qualche tempo fa, non è un giocatore da Juventus ma comunque oggi ha offerto una buona prova in fase di contrasto e recupero palloni; purtroppo poi, a volte, il pallone gli è rimasto tra i piedi e in quel caso ha azzeccato pochi passaggi, evitando però di fare danni.
Non pervenuto Szczęsny, che si è allungato un paio di volte in 95 minuti ma per il resto è stato uno spettatore non pagante, così come Douglas Costa, a cui forse oggi non andava di giocare.
Infatti Allegri l’ha richiamato in panchina gettando nuovamente nella mischia Dybala: finalmente un ritorno di quelli pesanti!
Che dire?
Mezz’ora o poco più, troppa voglia di strafare che lo ha portato a mangiarsi un paio di gol, ma anche tanto impegno e un’ottima gestione della palla negli ultimi minuti che ha tenuto la squadra in attacco, spegnendo così la partita.
Non pervenuto purtroppo pure Higuaín, infortunatosi dopo pochi minuti.
Ottima prova di Bernardeschi, entrato al suo posto e capace di sfoderare colpi di gran classe (vedi l’assist per il gol di Alex Sandro) e tanto impegno anche in fase di ripiego: purtroppo anche lui si è infortunato, incrociamo le dita per i tempi di recupero.
Ah, in difesa ennesima prova di carattere di De Sciglio, non sto più neanche a ricordarvi cosa dicevano di lui la scorsa estate…

In conclusione, altri tre punti, altra giornata che se ne va, il divario dal Napoli rimane invariato a 1 punto.
Ci aspetta una settimana per preparare la doppia sfida contro l’Atalanta, vediamo di recuperare qualcun altro e speriamo di trovare tanti VecchiCuoriGranata che provino ad ostacolarci.
Nooo dai, così sarebbe troppo facile vincere!
Keep the faith alive e forza Juve!

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