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#TorinoJuve 1-3: granata non lo è mai stata

Se fossi uno neutrale dovrei dire che è stato davvero un bellissimo derby. E probabilmente lo è stato davvero, forse il migliore per intensità degli ultimi vent’anni, nei quali li abbiamo vinti più o meno tutti. Non fosse però che non sono affatto neutrale, bensì un fiero gobbodimerda, e quindi vi racconterò tutt’altro, perché che sia stato un bel derby non me ne può fregare di meno. Vi devo e vi posso solo raccontare di quanto sto godendo.

Godo perché vinciamo di nuovo in casa loro, perché ci arrivavano nelle condizioni e con la squadra migliori degli ultimi vent’anni, ma non gli è bastato. Di nuovo, un’altra volta. Erano pure andati in vantaggio, immeritatamente, col primo tiro in porta dopo che noi ne avevamo sbagliati tre belli grossi, ma non gli è bastato. Di nuovo, un’altra volta.

Godo perché si erano presentati di nuovo con tutto l’armamentario di retorica sul cuore granata, la gente del Toro, il popolo, i magazzinieri, il figlio di, il tifoso che parla di arbitri. Ah, per la cronaca, Rocchi ci ha provato come ha potuto, abbiamo visto anche un remake del contatto Iuliano-Ronaldo con rigore per noi ovviamente (e giustamente) non fischiato, ammonizioni generose di qua e generosità nei falli visti e non visti di là. Ma non gli è bastato. Di nuovo, un’altra volta.

Godo perché gli abbiamo sbattuto in faccia di nuovo, per l’ennesima volta, come tutto ciò di cui loro si riempiono la bocca da anni noi lo mettiamo semplicemente in campo, senza stare a farla troppo lunga. Una Juve maschia, che domina, prende goal e continua a giocare, pareggia, soffre (toh, possiamo farlo anche noi, senza tutta la retorica del cuore granata) quei dieci minuti in cui serviva, la ribalta grazie a un centravanti mostruoso che capitalizza niente meno che un lancione lungo di Chiellini trasformandolo in oro.

Godo perché il 9 loro è buono, sì, però per segnare ha dovuto aspettare che l’ex sbarbatello Rugani fosse fuori posizione. Dopo solo una gran lotta, ma la palla in area non l’ha vista più. Rimane buono eh, quel 9, ma il nostro lo è vagamente di più. Al netto di clausole per allocchi.

Godo perché potranno continuare a fare retorica sulla loro sfortuna, quel tiro di Ljajic che poteva cambiare la partita e invece… E anche quel pallone che sbatte sul tacco di Mandzukic per l’1-1, forse casualmente, forse no. Meglio se sì. Spiace eh.

Godo perché a un certo punto il loro allenatore ci credeva davvero e fa tre cambi tutti insieme mettendo non so più quante punte per vincere la partita. E due minuti dopo arriva Gonzalo: puntuale, rapace, animalesco, killer, gobbissimo. Godo perché erano già pronti a celebrare il fenomeno che azzecca i cambi, quando invece quell’incapace di Allegri si porta a casa il terzo goal con Dybala in versione Lioneliana e Pjanic che finalizza, guarda caso i due cambi fatti al momento giusto.

Godo perché a un certo punto mi è capitato di pensare che se noi possiamo mettere Dybala e Pjanic per vincere la partita (ma senza di loro non la stavamo perdendo e la stavamo giocando comunque meglio, checché ne diranno ora) a loro altro che Acquah, Boye e Martinez tutti insieme: forse per vincerla Sinisa doveva mettere Renato “Socrates”, il magazziniere, il nipote di Agroppi, la zia di Ormezzano, Mario Giordano, e la cugina di Piero Chiambretti. Ma non avremo mai la controprova, quindi magari mi sbaglio.

Godo perché ancora una volta, per una settimana intera loro hanno fatto quello che gli riesce meglio: piangere preventivamente sull’arbitro, blaterare di Torino granata, inondare le vie della città della loro insulsa retorica, allenarsi per una settimana pensando a LA partita mentre noi, in scioltezza, si vinceva il girone di Champions League. E anche noi abbiamo fatto quello che ci riesce meglio: andare in campo, fare la Juve, vincere il derby e pensare già alla Roma. Lunedì non ci sarà festa a Vinovo coi tifosi, noi qui si è vinta solo una partita importante e già si pensa a quella dopo che lo è ancora di più.

Sarà forse per questo che, al netto di tutto, ancora una volta il derby è nostro, la città è nostra, la Mole è bianconera. E vi svelo un segreto: Torino, granata non lo è mai stata.

3 Comments

  1. Davide

    11 dicembre 2016 alle 19:55

    Meraviglioso articolo, adesso me lo rileggo.

  2. stefano, gobbodimerda

    12 dicembre 2016 alle 14:37

    E’ vero, sei un gobbodimerda.
    E te lo posso assicurare perché so cosa vuol dire esserlo.

  3. GRAZIEMAMMASONOGOBBO1969

    12 dicembre 2016 alle 17:07

    Figurati io…..

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