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Un orco per la Champions

Due finali in tre anni non possono essere un caso.

La crescita europea della squadra è troppo evidente. In soli 4 anni siamo passati dai pareggi stentati contro Shakhtar Donetsk e Nordsjælland (ho dovuto fare copia/incolla da Wikipedia per scrivere giusto il nome di questa squadra sconosciuta) alle vittorie contro Real Madrid (2014/15) e Barcellona. Perfino le due eliminazioni contro il Bayern Monaco sono state completamente diverse per come sono maturate: annientati senza riserva la prima volta, combattendo fino al 120′ la seconda.
Sicuramente passare da Quagliarella a Higuain aiuta, ma non venitemi a dire che anche quella Juventus non aveva giocatori tali da poter fare più di 5 punti in 4 partite con Copenaghen e Galatasaray.
Insomma, la crescita è talmente evidente che non vale la pena perdere tempo ad argomentarla.

Può essere solo frutto dei nuovi arrivati? Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci e Marchisio c’erano anche allora, e se volete dire che Pirlo, Vidal e Tevez non avevano “mentalità vincente” andate pure avanti, io non vi seguo. I nuovi arrivati hanno contribuito, ok, ma il cambio di mentalità è stato complessivo.

Era la società a non avere mentalità vincente? Faccio fatica a credere che gente come Nedved e Agnelli ne fosse sprovvista, ma in ogni caso in sede sono sempre gli stessi, a parte Calvo. Forse potremmo dare la colpa a lui…

Un’altra cosa apparentemente inspiegabile era la doppia faccia che la Juventus aveva in campionato e in Coppa: da una parte leoni, dall’altra coglioni. Situazione apparentemente inspiegabile e che ha ridato voce e forza alla litania antijuventina del #FinoAlConfine.

Col senno di poi, invece, gran parte del problema era questa cosa cosa qua:

 

Fate i bravi: avete ascoltato il video o vi siete fermati al fermo immagine? Trattasi solo di un minuto uno, ascoltatelo per favore.

Conte era fermamente convinto che nessuna squadra italiana sarebbe potuta arrivare in finale di Champions per molti, molti, moltissimi anni. “Quando emetto sentenze spesso c’azzecco”. Giusto o sbagliato che fosse (sbagliava ovviamente), lui ne era fermamente convinto. Questa sua convinzione veniva evidentemente trasmessa alla squadra ed i risultati ne erano la conseguenza. Vi ripropongo quindi (repetita iuvant) un mio vecchio pallino, un brano liberamente tratto da un discorso di Julio Velasco (uno degli allenatori più vincenti di sempre nella storia dello sport), che dice più o meno questo:

A volte succede che la consapevolezza porta alla rassegnazione. Però la rassegnazione è deleteria. A volte un po’ d’incoscienza, quell’idea che arrivo io e cambio tutto: questo ci vuole, la fiducia che si può cambiare. Noi allenatori dobbiamo convincere i nostri giocatori che è possibile vincere.
C’è una cosa che io ho verificato negli anni con i gruppi: noi possiamo raccontargli quel che vogliamo, ma loro sanno quello che noi sentiamo dentro. Se noi sentiamo dentro che non è possibile vincere, noi possiamo fare la migliore arringa prima della battaglia, come quelle dei film, ma è tutto inutile. Loro sentono che noi non ci crediamo, indipendentemente da quello che diciamo. Allora bisogna crederci, noi per primi. Se invece l’avversario è sempre più bravo e più bello… “Eh, io avrei voluto quel giocatore”. Ma tanto gioca contro! Quindi io devo vedere le virtù dei miei, mi devo innamorare dei miei giocatori, mi devono piacere quelli. Se un allenatore non vede l’erba del suo giardino più verde di quella del vicino non farà strada, anche se è bravissimo, anche se conosce perfettamente la tecnica e la tattica, perché non potrà convincere i giocatori che ce la possono fare. Ecco, noi dobbiamo credere in questo: se ci crediamo convinciamo gli altri, se non ci crediamo non possiamo convincere nessuno
“.

Pensate al Conte di campionato e al Conte di Champions: vincente, cattivo e convinto nel primo caso, lamentoso e pieno di scuse (alibi?) nel secondo. Come se fosse vittima di un incantesimo. E la squadra era vittima essa stessa di questo incantesimo.“Di giorno in un modo, di notte in un altro. Questa sarà la norma finché non riceverai il primo bacio d’amore e dell’amore avrai la forma.”

Quando si è seduto sulla nostra panchina Conte appariva come il Cavaliere senza macchia e senza paura che avrebbe riportato la Juve in cima al mondo: invece è andata a finire come sappiamo.

Quando è stata la volta di Allegri di prendere per mano la Vecchia Signora in molti hanno storto il naso, schifati, come alla vista di un orco…

Perché conquisti l’amore imperituro della Vecchia Signora ormai manca solo il lieto fine.

9 Comments

  1. Rik

    11 maggio 2017 alle 09:08

    preferisco pensare alla crescita complessiva della squadra piuttosto che all’ennesimo (secondo me inutile) confronto tra gli allenatori …
    5 anni fa molti dei nostri non avevano mai giocato in champions, e che a quella juve mancassero esterni e attaccanti di qualità internazionale era evidentissimo.
    difesa e centrocampo erano già ottimi (nonostante qualcuno continuasse in errori di scarsa concentrazione che con l’esperienza ha imparato a evitare) ma che fosse una squadra incompleta per l’europa lo capiva chiunque.
    se poi si vuol dimenticare che nei primi due anni abbiamo comunque giocato alla pari senza nessuna paura contro campioni in carica (chelsea) e futuri campioni di quell’edizione (real madrid) giusto per screditare un allenatore, è un giochino che secondo me porta a poco.
    ripeto, meglio guadare alla crescita complessiva di una squadra (società, dirigenza, allenatori, giocatori) che sa imparare dai propri errori.
    a mio modo di vedere se si può parlare di “svolta” quella c’è stata dopo lo 0-2 casalingo negli ottavi dell’anno scorso col bayer monaco…li si che c’era già una squadra completa (arrivata seconda pur battendo il city due volte, proprio per pareggi contro il borussia inpronunciabile e sconfitta assurda a siviglia..niente di nuovo..) che invece che giocarsela era entrata in campo imtimidita, impaurita, tutta indietro ad aspettare chissà cosa .. una volta compromessa la situazione (non avrndo niente da perdere) ha iniziato a giocare con coraggio , rischiando di ribaltare addirittura il risultato già in casa. coraggio dimostrato anche al ritorno (“spazzala ca…”), e finalmente da gennaio di quest’anno questo coraggio è diventato una costante e ci ha portato a superare sorprese e superpotenze europee giocando meglio di loro!
    con ciò non voglio toglier nessun merito ad Allegri, in finale 2 anni fa è arrivato Allegri (non “il successore di Conte”), a giugno 2017 sarà Allegri, con tantissimi meriti personali per “come” (con personalità e sicurezza dei propri mezzi) si è arrivati fino in fondo, a giocarsi alla pari la finale contro un super Real Madrid.
    io credo che si possa benissimo elogiare Allegri per i suoi tanti meriti senza dover fare ogni volta confronti con Conte, anche perchè ad esempio io credo che sia sbagliato anche confrontare questa rosa con quella di due anni fa (figurarsi la rosa con isla e quagliarella).
    negli ultimi due anni abbiamo mirato a degli obiettivi di mercato scegliendo il meglio e ce li siamo portati a casa, mentre fino a 2 anni fa non abbiamo (non potevamo) mai mostrato i muscoli e portato via di forza giocatori decisivi da altre squadre.
    anche per questo penso sia piu bello, ma anche più corretto, guardare alla crescita complessiva della società Juventus, che ha progressivamente migliorato la rosa e i cui componenti hanno fatto a volte sbagli da cui hanno saputo imparare e tutti questi passi ci hanno portato alla “corazzata” attuale.

  2. Ossimoroju29ro

    11 maggio 2017 alle 10:07

    Ho adorato Conte giocatore. Letteralmente. L’ho amato come allenatore, in modo viscerale. Ho tifato perché diventasse il Ferguson della Juventus. Credo sia uno dei top 5/6 al mondo. Probabilmente è nei primi 3.
    Ciò non toglie che ha dei difetti, e non vedo perché non dovrei/potrei dirlo. Non voglio star qui a farne l’elenco, perché non è questo il tema del post.
    Il tema del post è mettere in luce un fattore che spiega “perché” la Juve di Conte (e la prima di Allegri) avesse questo doppio volto: padroni in campionato, coglioni in Europa.
    Che Conte non credesse nella possibilità che una squadra italiana potesse arrivare in finale di ChL è un fatto. Incontestabile.
    Che il definire un obbiettivo “irraggiungibile” porti ad un calo di motivazioni è un altro fatto, altrettanto incontestabile.
    Che un calo di motivazioni porti a prestazioni scadenti è anche questo incontestabile.

    Questo era un limite di Conte. “Quanto” abbia inciso sulle prestazioni della squadra in Champions League è invece opinabile. Per me, molto. Per altri, poco.
    Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini-Asamoah-Pogba-Pirlo-Vidal-Lichtsteiner-Tevez-Llorente la Juve 2013-14, quella di Copenaghen, Galatasaray e Benfica.
    Buffon-Lichtsteiner-Bonucci-Chiellini-Evra-Pogba-Pirlo-Marchisio-Vidal-Tevez-Morata la Juve dell’anno dopo. Per me si può anche sostenere che i cambi Asamoah-Evra e Llorente-Morata abbiano cambiato radicalmente faccia alla Juve di Coppa, però mi sembra più verosimile che sia stato il cambio di mentalità e di convinzione nei propri mezzi a farci fare il salto di qualità.

    Quello che non mi spiego è perché se dico che “Allegri è più bravo di Del Neri” nessuno si sente il dovere di dire: sbagliato fare confronti. Se faccio un confronto Allegri/Spalletti poi non parliamone. Mentre se dico “Allegri più bravo di Conte” la prima obiezione è: sbagliato/inutile fare confronti. Ecco, questa cosa non la capisco.
    Capirei se uno dicesse: non è vero (e argomenta perché), ma perché non posso/devo fare un confronto? Che c’è di male?

    • Silvia

      11 maggio 2017 alle 18:17

      Hai ragione, non vedo cosa ci sia di male nel metterli a confronto, soprattutto il primo anno quando il nostro ex allenatore aveva fatto capire che con quella squadra non avrebbe più potuto ottenere risultati….figuriamoci lottare per la Champions!
      Anch’io ho “adorato” Conte (calciatore prima e allenatore poi…)in modo esagerato, continuavo a considerarlo il mio capitano, un mito,rappresentava la mia juventinita’ condensata in una persona, infatti quando se ne è andato (anche se la mia convinzione è che la scelta non fosse unilaterale) ho pensato che nessuno e sottolineo NESSUNO avrebbe fatto quanto lui (figuriamoci meglio) per la Juve, nemmeno fosse arrivato Guardiola (per dirne uno a caso)! Quando è arrivato Allegri , infatti, ero assolutamente indifferente, lui o un altro non sarebbe cambiato nulla…invece dopo la prima stagione, è bastato analizzare i dati oggettivamente e si è vista la differenza, non voglio elencare i pregi del nostro attuale mister (già fatto in modo esaustivo), ma bisogna ammettere che grazie alla sua tranquillità nell’affrontare le cose, la lucidità, la fiducia che riesce a trasmettere ed il fatto di non voler essere protagonista assoluto di ogni vittoria, ha cambiato le teste di molti giocatori, quindi la mentalità.
      Ringrazierò sempre Conte per quanto fatto (ottimo allenatore con grossi limiti caratteriali)e se un giorno (lontano) dovesse mai tornare alla Juve, non potrà più avere (da parte mia) gli stessi sentimenti…non sarà più il mio capitano, ma uno dei tanti, da lui pretenderò grandi risultati e non gli perdonerò nulla, tantomeno una mancata finale di Europa League da giocare in casa.
      Come spesso diceva lui…le chiacchiere stanno a zero…e lui di parole sull’amore verso la nostra maglia ne ha spese anche troppe…per poi dimenticarsi dopo poco…il numero di scudetti vinti dalla Juve, sono comunque contenta per quanto sta facendo ora in Premier e gli auguro di continuare, anche se non mi stupirei se un giorno(non quest’anno) me lo ritrovassi allenatore dei prescritti …allora si che potrei dargli dell’infame!

  3. Silvia

    11 maggio 2017 alle 14:04

    Assolutamente d’accordo! Anch’io ho “amato ” Conte (giocatore e allenatore) in modo pazzesco, non mi rendevo nemmeno conto, era il mio capitano, il mito, la mia juventinita’ condensata in una persona, quando se ne è andato (anche se non penso sia stata una decisione unilaterale) mi è crollato il mondo…ho pensato nessuno e ripeto NESSUNO avrebbe fatto meglio di lui…nemmeno fosse arrivato Guardiola (per dirne uno a caso…).
    Poi è arrivato Allegri, non l’ho mai attaccato e nemmeno apprezzato, poi a fine stagione ho realizzato (dati oggettivi) che era riuscito a fare molto meglio del nostro ex allenatore, non voglio ripetere quanto già scritto (in modo esaustivo), ma sicuramente il carattere tranquillo, lucido ,l’intelligenza e l’assenza di protagonismo di Allegri ha contribuito notevolmente al salto di qualità della squadra.
    A mio parere si può (non è un dovere farlo) paragonare i due allenatori, soprattutto il primo anno, quando la Rosa a disposizione era la stessa, Conte ottimo sul campo con grandi limiti caratteriali, ci ha ricordato chi siamo e gli sarò per sempre grata,ma se mai un giorno (lontano) dovesse tornare alla Juve, non proverò per lui lo stesso “amore”, gli stessi sentimenti….non sarà più il mio capitano, ma uno dei tanti ….dal quale mi aspetterò grandi risultati e non gli perdonerò più una mancata finale di Europa League….da giocare in casa!
    Concludo dicendo : Grazie mister Allegri !

  4. Rik

    11 maggio 2017 alle 18:05

    prima di rispondere faccio una premessa: il mio allenatore è Allegri! tifo Allegri, e spero che tra 5 anni Allegri sia definito più vincente di Conte.
    detto questo, voglio farla molto semplice: è possibile paragonare il lavoro di Sarri con quello di Zidane? secondo me no. perchè uno dispone di una rosa di alto livello in tutti i ruoli, mentre l’altro ha 6-7 ottimi giocatori e altri che invece a volte possono essere dei punti deboli.
    la Juventus fino all’anno scorso era incompleta. 4 anni fa aveva 3-4 ruoli un pò “scoperti”, che rappresentavano possibili punti deboli della squadra, e alcuni degli ottimi titolari con poca esperienza internazionale.
    di anno in anno la squadra è stata migliorata, con acquisti di valore internazionale assoluto, e quest’anno finalmente abbiamo un 11 titolare (e 3 riserve) che ha pochissimo da invidiare al barcellona o real madrid.
    la PRINCIPALE DIFFERENZA è questa. anche come mentalità, perchè oltre al fatto che quelli “inizialmente inesperti” hanno capito meglio come giocarsela, pian piano è arrivata gente di grande talento ma anche con grossissima esperienza in vittorie europee.
    questo non vuol dire che Allegri non ha meriti, o che è “scontato” quello che sta raggiungendo.
    arrivare in finale con questo ruolino è un capolavoro SUO. ci sono altre squadre che hanno rose altrettanto affidabili, eppure i loro allenatori non hanno saputo farle rendere come potrebbero.

    però dire che Conte addirittura “demotivasse” la squadra in Champions mi sembra assurdo. la sua follia era giocarsi certe partite con peluso, ogbonna, isla (erano questi in campo a copenaghen, non quelli detti sopra). quando abbiamo incontrato il chelsea campione in carica, o il real madrid futuro campione non mi siamo sembrati molto “coglioni”. pur avendo rose inferiori abbiamo dimostrato gran carattere. non potevamo dominarli, come adesso abbiamo fatto contro barcellona o monaco, ma avevamo già dimostrato di volercela giocare.

    • Ossimoroju29ro

      11 maggio 2017 alle 19:04

      Per me è invece perfettamente possibile paragonare il lavoro di Sarri con quello di Zidane, così come quello di qualsiasi altro allenatore. In fondo lo stai facendo anche tu implicitamente, dicendo che Conte aveva a disposizione delle risorse inferiori a quelle a disposizione di Allegri, e questo spiega la differenza di rendimento tra l’uno e l’altro (o tra Sarri e Zidane). Implicitamente stai dicendo che Conte ha fatto rendere al meglio una rosa inferiore e ha ottenuto risultati addirittura superiori a quelli potenzialmente ottenibili da quella rosa. Idem per Sarri-Zidane.
      Io invece contesto proprio questo: la differenza di risorse a disposizione tra la stagione 2013/14 e 2014/15 non spiega la differenza di rendimento. La differenza era minima (Evra e Morata) e non in grado di spiegare il salto di qualità. Lo spiegano invece le scelte e l’approccio. Opinione mia eh, che non pretendo sia condivisa.

      E sì, secondo me Conte avviliva la rosa in Champions. La sconfitta contro il Bayern Monaco aveva segnato profondamente le sue convinzioni (o sbaglio?) e questa sua rassegnazione la metteva in campo. “Se noi non sentiamo dentro che è possibile vincere, è tutto inutile” (J. Velasco.)

      Adesso ti faccio un’altra domanda (giusto per fare conversazione eh, senza astio o rivalsa, solo per il piacere del confronto di idee).
      Conte quando è arrivato ha cambiato radicalmente l’atteggiamento della squadra ed è convinzione unanime che sia merito suo, giusto? Non ci sono dubbi in proposito.

      A nulla rileva che quell’anno arrivarono 4 titolari: Lichtsteiner (Motta), Pirlo (Aquilani), Vidal (Almiron), Vucinic (Iaquinta). In porta tornò Buffon (Storari) dopo l’operazione alla schiena, e sono 5. Più Giaccherini e Caceres. Col senno di poi quei 5 innesti avrebbero cambiato il volto di qualsiasi rosa, o no? Però io sono fermamente convinto, e l’ho anche detto in radio, che Conte era l’uomo giusto al posto giusto, perché a quella squadra mancava la grinta, la cultura del lavoro, la voglia di rivalsa e un po’ di verace juventinità. Conte ha portato tutto questo ed è questo che ha fatto fare il salto di qualità ad una rosa che pure era molto migliorata.

      Tra l’ultima rosa di Conte e la prima di Allegri gli innesti sono stati Evra e Morata, però hai perso Asamoah per infortunio e ceduto Vucinic. Eppure il cambio di rendimento è stato sostanziale. Perché come nella situazione precedente il vero cambio è stato nella testa dei giocatori, nella convinzione di potercela fare.
      Non parlo della rosa di oggi, che è più forte di quella dell’ultimo anno di Conte; parlo di quella che ha ereditato Allegri a luglio del 2014, che era pressoché identica a quella di Conte.

      Francamente non riesco a capire, e lo dico con la massima serenità, perché non si possa dire che Allegri in quello è stato molto più bravo di Conte: è riuscito a convincere i giocatori che valevano tanto quanto quelli dei top club europei. In questo modo è riuscito a farli rendere in Europa tanto quanto in Italia. È riuscito là dove Conte aveva fallito. Mia personalissima opinione, a supporto della quale però porto una spiegazione che viene da fonte autorevole: Julio Velasco appunto. Può essere che ci sbagliamo entrambi, ma non lo credo.

      • Rik

        12 maggio 2017 alle 00:00

        mai detto che Conte abbia ottenuto in europa risultati superiori alle potenzialità della rosa, perchè inventarsi significati impliciti? .. ti chiedo molto serenamente, se ho appena detto che era un pazzo a giocarsi partite (quelle “incriminate”, in cui ha compromesso passaggi di turno) con quelle formazioni, cosa fa pensare che ci fossero significati nascosti?
        alla domanda riguardo al primo anno di Conte: io sono (forse tra i pochi?) assolutamente convinto che i 4-5 innesti nella rosa hanno fatto fare un bel salto a quella squadra. altrettanto ovviamente Conte è stato determinante nello stravolgere la mentalità di quella squadra (un dato su tutti: stessi difensori, da un anno all’altro si passa da prendere un sacco di gol in modo stupido, a diventare una squadra con difesa imperforabile lavorando tantissimo sull’intensità e concentrazione) ma senza 4-5 innesti di buona qualità (Pirlo su tutti) non so se si sarebbe potuto già lottare per lo scudetto.
        riguardo al primo anno di Allegri ci troviamo in disaccordo, e credo che resteremo così perchè la vediamo in maniera differente. come ho detto anche prima, secondo me alla rosa di Conte per migliorare in ambito europeo mancava tremendamente qualità/esperienza sulle fasce, e gente che la buttasse dentro con più continuità. secondo me evra e morata erano proprio quello che servivano e hanno offerto prestazioni MOLTO superiori ai titolari dell’anno prima, la squadra aveva due pedine potenzialmente (e anche effettivamente) molto più decisive.
        ma credo che su questo resteremo su due punti diversi perchè abbiamo opinioni diverse sull’apporto portato da quei due giocatori. e ci sta.
        ad ogni modo ritorno, sempre più serenamente, al mio pensiero originario: chi se ne frega di chi è più bravo, io tifo perchè Allegri diventi il più vincente! 😉

  5. Sandro 46

    11 maggio 2017 alle 18:28

    Stefano, hai centrato il problema, si vince prima con la testa (anche nella vita). Complimenti!

  6. Paolo

    12 maggio 2017 alle 17:19

    Sono d’accordo su tutto, Stefano.
    Nessuno nega i grandissimi meriti e la bravura di Antonio Conte (che ho adorato come nessun altro allenatore prima, ma le cui polemiche, le diatribe dialettiche e soprattutto i musi lunghi dell’ultima stagione mi avevano alla lunga stancato), ma allo stesso tempo è innegabile che Allegri abbia dato alla squadra un cambio di mentalità decisivo in Europa.
    Secondo me l’innesto di Morata in luogo di Llorente ha avuto effetti devastanti soprattutto nelle partite di Champions, dove il canterano (per il quale ancora stravedo) segnò gol decisivi, perciò ritengo che Alvaro abbia cambiato in meglio, e di parecchio, il potenziale offensivo della squadra.
    Ma ciò non toglie che la squadra dell’anno precedente fosse decisamente più forte di Benfica, Copenaghen e Galatasaray. Le considerazioni fatte da Conte nel video erano la diretta conseguenza della sua convinzione che la Juventus non fosse in grado di competere con i ‘top team’ europei visti i risultati ottenuti in coppa con squadre di secondo (e terzo) piano. E questo non poteva non incidere sul morale della squadra.

    Dire che Allegri in Champions League sia stato molto più bravo di Conte non è un reato di lesa maestà, ma una semplice constatazione della realtà.

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