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Vale tutto

Siamo nell’epoca in cui i fatti non esistono più e le libere opinioni sono tutto. Ognuno può sostanzialmente dire ciò che vuole e automaticamente diventa vero, non importa se sia basato su fatti reali, accaduti davvero, se le opinioni vengono smentite e demolite. Questo fenomeno non riguarda solo il calcio, ma anche la politica e la società, basta vedere quanto efficaci sono le bufale inventate di sana pianta e fatte circolare sui social network.

Vediamo due esempi molto recenti applicati alla Juventus.

Veniamo da una settimana delirante nella quale il maggiore quotidiano sportivo italiano ha inventato di sana pianta un virgolettato di Buffon sulle squadre che si scansano, sul tema abbiamo già pubblicato gli articoli Virgolettare la spazzatura e Lettera aperta ad Andrea Monti. Ieri sera è arrivata l’ulteriore smentita da parte di Leonardo Bonucci in diretta a La Domenica Sportiva, ma non è bastato perché oggi siamo sommersi da titoli come “Scansato il Chievo” “a scanso di equivoci” “Juve scansa-polemiche” “Pjanic non si scansa” ecc.
È inutile discuterne ancora: come ampiamente previsto, nell’immaginario collettivo è entrata ormai l’idea che le avversarie di solito si scansano,  che noi ne siamo consapevoli, e nonostante il Chievo ieri abbia fatto di tutto per far credere il contrario, i giornalisti nostrani sono riusciti a inculcare nella testa della gente ancora di più questo concetto. Mi arrendo, però voglio fare prima un giochino: per molti la prova è stata la partita Juventus – Sampdoria, in cui Giampaolo ha fatto un turnover di cinque giocatori perchè provati fisicamente dal derby giocato pochi giorni prima. Il 23 ottobre l’Empoli ha giocato l’importantissima sfida in casa con il Chievo, alla ricerca di punti pesanti per la salvezza, con questa formazione: Skorupski; Laurini, Bellusci, Costa, Pasqual; Krunic, Mauri, Croce; Saponara; Maccarone, Marilungo.
Lo stesso giorno di Juve-Samp si è giocata Napoli-Empoli 2-0. I toscani si sono presentati con questa formazione, in grassetto i cambi: Skorupski; Veseli, Bellusci, Costa, Dimarco; Krunic, Diuosse, Buchel; Saponara; Mchedlidze, Pucciarelli.
MA COME? SEI CAMBI? MA NON È POSSIBILE! PRESTO, UFFICIO INCHIESTE, FIGC, CARABINIERI, POLIZIA, GUARDIA DI FINANZA, PROCURA DELLA REPUBBLICA, PALAZZI, GUARINIELLO, TRIBUNALE DI NAPOLI, SANTA INQUISIZIONE, FATE QUALCOSA!!! L’Empoli è notoriamente una succursale del Napoli e poi si scansano! Intanto Sarri è un ex dell’Empoli, e ha molti amici là dentro, poi ci sono gli affari fatti tra le due società nelle ultime stagioni: il portiere Sepe che una stagione va l’altra torna, Hysaj, Valdifiori, e Tonelli e chissà cosa ci sarà sotto ancora…
E Roma-Bologna di ieri sera? Anche il Bologna ne ha cambiati sei rispetto alla partita precedente: uno squalificato, uno infortunato, ma gli altri quattro? Ah, come si scansano tutti…

Devo essere sincero: mi sento scemo già solo a fare questa sorta di parodia, l’idea che ci siano giornalisti, blogger, opinionisti che ci credono davvero e fanno questi ragionamenti sulla Juventus mi fa ribrezzo.

L’altro esempio è di ieri, e torniamo a un vecchio classico: gli arbitri che aiutano sempre la Juventus. Non ho alcuna intenzione di fare il moviolista, basti dire che il Chievo ha picchiato senza ritegno, non ci sono stati concessi due rigori abbastanza solari (non agitatevi, sono scomparsi dalle moviole, ma vi assicuro che c’erano!), il rigore del Chievo nasce da un fallo fuori area di centimetri. L’allenatore del Chievo, Maran, nonostante tutto è riuscito a lamentarsi pesantemente con l’arbitro per un fallo al limite dell’area al minuto 93’58” sul quale l’arbitro ha concesso il vantaggio. Evidentemente, se fosse stata assegnata quella punizione (non era rigore, Benatia ha il piede sulla linea e il contatto avviene davanti) avrebbero segnato, pareggiato, sarebbe finita in gloria e il mondo sarebbe diventato indiscutibilmente migliore. Rimane il fatto che lamentarsi per una interpretazione arbitrale, quando il pareggio è avvenuto grazie a un errore abbastanza palese, è quantomeno grottesco, o un grave caso di memoria selettiva.

Ma sul tema il capolavoro è arrivato questa mattina sul Corriere della sera, in cui Paolo Casarin (sì, l’ex arbitro e designatore) commenta: “sul rigore di Lichtsteiner nulla da obbiettare, anche se il fallo potrebbe essere avvenuto fuori area: roba da VAR”. Alziamo le mani: bastava un replay per vedere che il fallo era fuori, ma Casarin riesce a dire che era rigore, anche se forse era fuori. C’era. Ma era fuori. Ma va bene così. Aspettiamo la VAR, così saremo tutti più tranquilli.
Domanda: a cosa può servire la VAR a bordo campo, se Casarin dopo mille replay nella comodità dello studio riesce ugualmente a dire che era rigore?

E allora, come si suol dire, VALE TUTTO, al di là della realtà dei fatti.

1 Commento

  1. Lorenzo Rocca

    9 novembre 2016 alle 19:08

    Non si vogliono arrendere! E allora dai con il sesto consecutivo… Fino alla fine… dei secoli!

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