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Buffon, il VAR, il regolamento e la cultura sportiva

Gigi Buffon è certamente uno dei pochissimi addetti ai lavori del mondo del calcio le cui interviste vanno sempre ascoltate con attenzione, perché non ci troverai mai dentro banalità, luoghi comuni, stereotipi, calciatorese. Le sue parole dopo la partita col Genoa sul nuovo strumento del VAR, perciò, meritano qualche riflessione.

Mi trovo d’accordo solo in minima parte con le sue prese di posizione, e proverò a spiegare perché. Innanzitutto una premessa: perché l’Italia ha sentito l’esigenza di essere tra le prime a utilizzare il VAR mentre, ad esempio, nella Premier League ancora per quest’anno non viene adoperato? I motivi sono essenzialmente due: 1) perché siamo il Paese con meno cultura sportiva d’Europa, il Paese dove le partite (soprattutto quelle della Juventus) vengono da sempre commentate moviola alla mano, dove non si accetta l’errore arbitrale come parte del gioco ma lo si vede come parte di un disegno volto a danneggiare la propria squadra; 2) perché in questo contesto, che lo si dica apertamente o lo si pensi soltanto, l’idea latente di gran parte dell’opinione pubblica è che grazie alla “moviola in campo” si sarebbe posto un argine alla supremazia della Juventus che, da sempre, si fonda su una serie di errori arbitrali a essa favorevoli.

Veniamo ora a cosa ha detto il Capitano della Juventus, selezionando alcuni punti chiave.

  1. Il VAR dovrebbe essere usato con più parsimonia, e non a ogni minimo contatto come sta avvenendo in queste prime due giornate: il calcio non è la pallanuoto.
    Non so che partite abbia visto Buffon, ma non mi pare sia avvenuto questo. Per restare alle partite della Juve, al di fuori dei tre casi di rigore assegnato col VAR (uno col Cagliari e due col Genoa) non mi risultano altri casi di gioco fermato, né mi pare che le partite siano finite mezz’ora dopo rispetto all’orario prestabilito. Per restare a Genoa-Juve, alcuni campioni dell’antijuventinismo su twitter reclamavano un altro paio di rigori per il Genoa, per situazioni di gioco normalissime: quei famosi “contatti” di cui parla Buffon che non per forza devono essere rigori e che infatti sono stati giudicati come tali da arbitro e addetti al VAR e lasciati correre. Quindi no, non mi pare proprio che il VAR sino ad oggi sia stato usato troppo, magari in alcuni casi  è stato usato poco (vedi rigore non dato a favore della Roma contro l’Inter).
    Buffon vorrebbe l’utilizzo del VAR solo per episodi “veramente eclatanti”, peccato però che esista un protocollo (anzi per fortuna che esiste, altrimenti sarebbe l’anarchia) che stabilisce quali sono i casi in cui si può e/o si deve utilizzare il VAR e sono casi ben definiti, codificati, e non lasciati al libero arbitrio della “eclatanza”, che diventerebbe il trionfo della soggettività.
  2. I due rigori segnalati grazie al VAR in Genoa-Juve sono rigori “da fantacalcio”, da calcio di laboratorio, ma il calcio vero è un’altra cosa.
    Questo mi pare un punto molto importante e anche abbastanza “grave”, perché denota come un calciatore di grande esperienza, un Capitano, non conosca il regolamento del gioco che pratica. Sempre limitandoci alle due partite della Juve, i tre rigori concessi col VAR sono tre rigori che ci stanno tutti nell’unico calcio che esiste, ossia quello del regolamento. Gli interventi di Alex Sandro e di Rugani (al netto del fuorigioco non rilevato) sono chiaramente situazioni in cui i due difensori non prendono la palla ma colpiscono il giocatore avversario e gli causano un danno. È il famoso “danno procurato” previsto dal regolamento, e quindi è rigore. Non parliamo di contatti di lieve entità, ma semplicemente di episodi che, in entrambi i casi, l’arbitro non era riuscito a vedere perché coperto oppure aveva visto e quindi valutato male. In entrambi i casi, il VAR ha fatto il suo dovere, ossia posto rimedio a quello che, a norma di regolamento, era un errore dell’arbitro. Regolamento che evidentemente Buffon e altri che hanno posizioni similmente “romantiche” non conoscono, oppure conoscono male. Stesso discorso per il rigore assegnato alla Juventus: il regolamento anche qui parla chiaro, e per fortuna da qualche anno ha eliminato molta della soggettività legata alla valutazione del fallo di mano. Mentre prima in tutti i casi l’arbitro doveva stabilire a sua discrezione se il colpo di mano fosse volontario o meno (in pratica doveva entrare nella testa dei giocatori), ora il semplice fatto di fare un intervento con le braccia larghe, andando ad aumentare la possibile superficie di impatto del pallone, invece che con le braccia aderenti al corpo o dietro la schiena, fa sì che la volontarietà si ritenga presunta, perché il giocatore si assume il rischio che il pallone gli finisca sul braccio anche se calciato da breve distanza. Quindi rigore netto, e ancora una volta non si capisce perché secondo Buffon non dovrebbe esserlo.
    In questo modo ci saranno 10 rigori a partita? Beh, sinora non mi pare sia stato così, ma anche se fosse sarebbero dieci rigori assegnati rispettando il regolamento, quindi non vedo dove sia il problema. Bisogna solo entrare nell’ordine di idee che ora è molto più semplice individuarli rispetto al passato, e quindi magari comportarsi di conseguenza.
  3. Così facendo viene meno la sensibilità dell’arbitro nel gestire la partita e non si riuscirà più a capire quale arbitro è bravo e quale no. Se un arbitro non se la sente di dare un rigore, non lo dà e amen, senza che debba aspettare dei minuti per capire.
    E qui veniamo alla parte in cui sono d’accordo con Buffon. Cioè lo sarei in linea di principio, peccato però che la realtà, soprattutto quella italiana, sia totalmente diversa e se siamo arrivati ad utilizzare il VAR è proprio perché non c’è quella cultura (di cui parlavo in premessa) dell’accettare la “sensibilità” dell’arbitro e quindi anche il suo eventuale errore dovuto al dover decidere in diretta e in una frazione di secondo. È una partita che è stata già persa nel momento in cui si è deciso di utilizzare il VAR, caro Gigi, e non si può ora ritornare sui propri passi. Il VAR esiste perché l’errore umano non lo si vuole accettare come parte del gioco ma si pensa, apertamente o meno, che sia qualcosa che avviene per danneggiare scientemente qualcuno, soprattutto se questo è a favore della Juventus. È una sconfitta, sì, è la grande sconfitta della cultura sportiva, ma bisognava pensarci prima. Anni e anni di moviole, di processi del lunedì/martedì ecc, di veleni e di insinuazioni hanno portato a questo e non si può fare finta all’improvviso di non essere vissuti in Italia in tutti questi anni. Ora c’è il VAR, che per adesso mi pare abbia nel complesso fatto ciò per cui era stato pensato (correggere alcuni chiari errori di valutazione A NORMA DI REGOLAMENTO) e tocca tenerselo, accettando di non vivere in un Paese in grado di accogliere serenamente l’errore dell’arbitro e che, soprattutto, l’errore lo commenta sui giornali, in tv, su internet e nei bar a modo suo, con pesi e misure differenti a seconda delle squadre implicate. Sul fatto che non si riuscirà più a capire quale arbitro sia migliore e quale peggiore, beh al momento non mi pare un problema così pressante. Ci passo volentieri sopra, in cambio di decisioni congrue a norma di regolamento e soprattutto il più possibile unanimi per casi simili.
  4. Mi tiro la zappa sui piedi perché la Juve ha tutto da guadagnare da questa situazione, e se avrà 15 rigori contro ne avrà anche 55 a favore.
    Di questo ne sono convinto da tempo. Sono anni che diciamo che gli errori vengono raccontati in maniera difforme in modo da far passare l’idea che avvengano quasi sempre a favore della Juventus e mai contro. Sono anni che sappiamo che non è così e che mettiamo in guardia i tifosi avversari da innovazioni come GLT e VAR, perché noi ne avremmo avuto solo da guadagnare. Bene, ci siamo. Non spetta a noi juventini fare battaglie pseudo romantiche che andrebbero anche a nostro sfavore. Hanno avuto quello che volevano, ora che lo si applichi sempre e fino in fondo, rispettando il protocollo e soprattutto in maniera unanime. A oggi, anche se è ancora presto per fare un bilancio, mi pare che il VAR sia stata una innovazione positiva, con diversi errori corretti e alcune cose ancora da affinare e migliorare. Se gli arbitri hanno “il mostro” nella testa, come sostiene Buffon, non ci deve riguardare. A noi interessa che il sistema funzioni, che non comporti perdite di tempo abnormi (e ho spiegato che a oggi non è così) e che porti a decisioni il più possibile corrette. Sarà solo questione di farci l’abitudine, e credo non ci vorrà nemmeno molto.

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