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Conte e l’asticella del salto in alto

Senza di te non andremo lontano, Antonio Conte il nostro Capitano (cit. Juventus Stadium)

Pertiamo dalle solite, scomode, dichiarazioni di inizio maggio. Antonio Conte a giornalista: “Non so, vedremo, ho bisogno di confrontarmi, serenamente. Ma dobbiamo discutere e chiarire alcuni aspetti”.

Ovviamente tale affermazione va tradotta. Chi conosce il Contese? Boh. Non certo io o, almeno, non al livello di declinare una traduzione esatta, certa e inattaccabile. Allora non ci resta che desumere, ipotizzare, azzardare.

Per come vedo io la Juve di Andrea Agnelli, intesa come società e azienda, è impossibile che a maggio inoltrato non si conosca l’allenatore che pianificherà la preparazione estiva da qui a 2 mesi, per non parlare del mercato le cui linee guida saranno sicuramente già tracciate. Quello che è certo è che, al momento attuale, si discute in merito al rinnovo di un contratto che comunque scadrà a giugno 2015. Ribadendo che ci troviamo ad affrontare un ragionamento puramente ipotetico, secondo me l’intenzione di Antonio Conte, ovviamente legittima, è di posticipare di qualche mese (probabilmente fine ’14 / inizio ’15) la decisione. La dichiarazione è figlia della sua intenzione di preparare il terreno a tale evenienza, avvertire opinione pubblica e soprattutto tifosi di quello che accadrà di qui ai prossimi mesi, cioè nulla. Non ho indicato anche la società perché sono convinto che abbia già chiarito certe cose con Andrea Agnelli e Marotta.

Ammesso che tale ipotesi sia veritiera, perché si è arrivati a tale scenario? Stanchezza, differenze di vision nel management bianconero, voglia di cambiare aria per ritrovare nuovi stimoli, consapevolezza dell’usura della rosa, sono tutte motivazioni plausibili. Probabilmente sono tutte vere (o tutte false).

Il problema però è secondo me l’asticella. Si è alzata, dopo tre fantastici, storici scudetti consecutivi. E’ un’asticella che ora si avvicina alla quota record del mondo e Conte vuole essere certo che lui stesso sia l’uomo giusto per il salto e che sia messo nelle condizioni di poter avere successo.

La sua posizione non è però comprensibile se non si premette che negli anni scorsi, a mio avviso, il mister salentino ha dovuto spesso condividere e attuare soluzioni tecniche di cui era solo parzialmente convinto. Beninteso, né il sottoscritto, né nessuno con un po’ di conoscenza della Juventus di Andrea Agnelli, né innanzi tutto Antonio Conte, ritiene che ci siano colpe societarie. Si è costantemente operato in un regime di forte limitazione di risorse economiche e, pur tenendo fermo un progetto di massima, non si mai potuto operare senza (seppur ragionevoli) vincoli. Ciò dimostra ulteriormente la qualità ed il valore del lavoro fatto da tutti in questi anni.

Detto ciò e se le ipotesi sopra esposte hanno fondamento, potremmo provare a tradurre il Contese, con un sufficiente grado di approssimazione. Il suo messaggio potrebbe suonare così: “Cari Signori, ce l’abbiamo fatta. Ma ora le aspettative ed i bisogni della piazza sono altre. Io non colpevolizzo nessuno, anzi. Avete e abbiamo operato tutti al massimo. Ma per i prossimi anni, convincetemi che siamo nelle condizioni di saltare tanto alti quanto quella fottuta asticella richiede, altrimenti per il bene di tutti ed in primo luogo della stessa Juventus, meglio resettare e ripartire. Il primo a crederci devo essere io, per poter trasmettere convinzioni e consapevolezza a tutto l’ambiente. Se non sono ragionevolmente certo di riuscire a farlo, preferisco cedere il testimone”.

La Juve per saltare alto anche il prossimo anno (che significa ottenere ottimi risultati anche in Europa, è inutile nasconderlo) a mio parere deve cambiare tanto. Per motivi legati allo svecchiamento della rosa, alla sua usura in termini motivazionali e, least but not last, per motivi tecnico/tattici. La difficoltà sta soprattutto in questo, nel tener presente e soddisfare tutte le problematiche suddette. Tenendo presente però che un’ossatura forte e vincente è ormai assolutamente radicata, non deve dimenticarlo nessuno e tantomeno Antonio Conte.

A questo punto, inutile nasconderlo, potrebbe succedere tutto. Il piano inclinato potrebbe portare le parti a rescindere anticipatamente o confermare l’ultimo anno di contratto di Conte con la consapevolezza dei tanti rischi derivanti, seppur io ritengo la Juve abbastanza forte e strutturata per gestire con i  minori danni possibile anche una situazione del genere.

D’altro canto si tratterebbe di scegliere se proseguire un altro anno comunque con un allenatore capacissimo che conosce già tutto o trovare un suo sostituto nel giro di poche settimane con il quale individuare priorità di mercato, ricostruzione dello staff tecnico, ridefinizione dei ruoli e delle posizioni fra i senatori della squadra, e così via. Sicuri che sia preferibile rescindere e non portare il contratto alla sua scadenza naturale? Ci sono esempi molto negativi (il primo Marcello Lippi nella stessa Juventus) e ci sono recenti esempi molto positivi (Jupp Heynckes al suo ultimo anno al Bayern).

E’ ovviamente possibile (forse addirittura probabile?) che si rinnovi, se non subito magari a stagione avviata, a seguito di un mercato pienamente soddisfacente in termini quantitativi, qualitativi e di profili dei calciatori acquisiti.

Stavolta non ci resta che attendere ed auspicare che tutto si risolva nel migliore dei modi per il bene dei colori bianconeri. Quei colori che nessuno, ora e mai, potrà comunque portarsi via.

Fino alla fine, forza Juventus.

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