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Estate Juve 2014. Dubbi, perplessità e paranoie varie

Non vi preoccupate, non saranno le ennesime righe sull’addio di Conte. Lo sappiamo che tutto parte da lì, ma è inutile tornarci. E’ interessante invece soffermarsi sulla gestione del passaggio di consegne (ovviamente ideale) che c’è stato fra il tecnico salentino e Massimiliano Allegri.

La Juve proviene da un ciclo di tre scudetti vinti e con un patrimonio tecnico (sistema di gioco, ritmi, filosofia di interpretazione della gara) di primissimo livello. Ma, lo dico subito, nonostante tutto ritengo necessario uno strappo con la precedente gestione. In realtà, essa è già avvenuta con l’addio di Conte e considero, anche dal punto di vista tecnico/tattico, ogni soluzione transitoria non “di rottura” come debole e pericolosa. Un allenatore deve imporre le proprie idee e rendere chiara la paternità delle scelte tecniche in campo, per conquistare autorevolezza all’interno e credibilità all’esterno. L’obiezione che Allegri è arrivato a luglio è corretta e doverosa , ma ciò non cambia l’analisi dei dati di fatto. Ovviamente non si tratta di buttare a mare un lavoro ed un gioco che la squadra sa interpretare a occhi chiusi, ma di voltare pagina fin da subito: siamo comunque in fase di preparazione estiva, se non ora, quando?

Nelle uscite ufficiali che abbiamo giocato, Allegri ha presentato il 352 dello scorso anno con lievi differenze interpretative (più ripartenze veloci, maggiori verticalizzazioni). Solo sporadicamente si è visto un sistema diverso, in questo caso un 433 con Coman e Pepe (forse le due note più liete di questa estate, in attesa di Morata) nel ruolo di esterni. Tutti sostengono che comunque Allegri porterà la squadra verso sistemi di gioco più vicini al suo “credo”; allora perché non provarli da subito? Se è perché mancano gli uomini, non è una bella cosa a mercato aperto da due mesi e più.

E infatti, specularmente, il ragionamento può essere trasferito al mercato. Una società con vincoli di bilancio importanti e con una potenza di fuoco già più o meno saturata, non può non seguire un’unica stella polare nella scelta dei profili da ricercare ed ingaggiare. Le idee devono essere chiare e gli sforzi mirati. Vogliamo proseguire con il 352? Lavoriamo molto sui rincalzi per fortificare la rosa e le possibilità di turnover e andiamo avanti. Vogliamo cambiare sistema, magari rendendolo più coerente con le convinzioni tattiche del neo allenatore? Colmiamo i buchi nei ruoli vacanti fra i titolari con scelte di alto profilo e puntelliamo con il restante budget la quadra. Ho sempre creduto che siano poco efficaci le soluzioni intermedie, le scelte guidate dalla logica del cerchiobottismo tattico. Il sistema di gioco di riferimento deve essere uno e ogni scelta di mercato e di preparazione deve essere in funzione di esso. Ovviamente è fondamentale avere anche la possibilità di schierare assetti alternativi, ma solo e fintanto che ciò ti è permesso dalle caratteristiche degli uomini a disposizione, scelti comunque in funzione di un’unica idea di gioco.

Le perplessità legate al mercato restano comunque anche al netto del ragionamento sul sistema di gioco scelto. Un attaccante esterno con determinate caratteristiche (dribbling, velocità, capacità di inventare fuori dagli schemi) a mio avviso ci serve come il pane in ogni caso. Assodato che i vari Sanchez, Reus, Griezmann sono irraggiungibili per gli attuali standard di bilancio bianconeri (ma che comunque non avrebbe avuto senso prendere se si fosse convinti di voler rimanere ancorati principalmente al 352) ricordo che da un bel pò abbiamo il controllo del cartellino di Berardi. A quanto Berardi ha avuto paura di “perdersi” nelle retrovie bianconere. Ma potrebbe darsi che la Juve non sia riuscita ad essere convincente, perché magari non è neanche convinta lei stessa sulla direzione da prendere.

E Vidal? La gestione della sua conferma o della sua cessione stabiliranno per quanto mi riguarda la caratura dell’attuale dirigenza. Una dirigenza che ovviamente si è dimostrata preparata e vincente, ma è anche in grado di gestire dinamiche da top club e movimenti con numeri e crismi da top player? Senza alcuna preclusione su ogni possibile soluzione legata al fantastico giocatore cileno, ho sempre e solo sostenuto che qualunque scelta sarebbe stata corretta solo se degnamente preparata, ragionata e pianificata. Vedremo.

La mia impressione è che l’attuale estate bianconera sia stata contraddistinta da una certa dose di confusione. Cause e scusanti le conosciamo bene, inutile tornarci. Ma ammetto che, per la prima volta dall’insediamento di Andrea Agnelli, ho l’impressione che in questa estate si sia costruito poco, in termini di upgrade dell’undici titolare (ma quale sarà?) e dell’intera rosa. Restano ancora due settimane, speriamo siano importanti.

Ogni stagione parte con un margine di imponderabilità. Spero di sbagliarmi, ma forse in questa estate , per una società che vuole confermarsi in Italia e avere un salto di qualità in Europa, tale margine si sta rivelando un po’ troppo ampio.

2 Comments

  1. Alberto Fantoni

    13 Agosto 2014 alle 13:08

    ciao Cosimo, sul mercato non entro nel merito anche perchè non è ancora finito e molto credo dipenderà dalla cessione o meno di Vidal.
    Mi interessa invece di più la prima parte del tuo articolo, quello sulla tattica, su cui ti dico la mia.
    Intanto sono contento che anche tu abbia notato una parvenza di maggiore ricerca sulle ripartenze veloci: ho sottolineato più volte lo scorso anno che per me gli uomini per farle c’erano: per dirne uno, Pogba è assolutamente devastante in questo fondamentale, ha una progressione spaventosa tenendo il pallone incollato ai piedi e saltando gli avversari con irrisoria facilità, se lanciato negli spazi. Ma anche Licht Tevez Marchisio Asa e lo stesso Evra sono, chi più chi meno, veloci e capaci di supportare un’azione in velocità. Era quindi una precisa scelta quella di non ricorrere pressochè mai a questo tipo di giocata, non perchè mancassero i giocatori per farla, ma perchè l’allenaotre voleva giocare in altro modo, e infatti Allegri con gli stessi uomini la sta iniziando a provare.
    Ma più in generale credo che se fosse restato Conte sarebbe stato giusto effettuare la cosiddetta “rottura”, come al chiami giustamente tu: serviva un punto di svolta per cercare nuove strade e per trovare nuovi stimoli anche dal punto di vista mentale.
    Avendo invece cambiato l’allenatore credo sia meglio un inserimento più soft: la squadra è infatti vincente e lo è stata con un’altra guida, quindi chi entra deve stare molto attento a non sminuire il lavoro precedente proprio per essere preso sul serio dai giocatori, è sempre molto delicato prendere in mano una squadra vincente e cambiarle guida, ti faccio un esempio: ricordi Benitez entrato al posto di Mourinho? in poche settimane lo spogliatoio lo “esonerò” proprio perchè voleva cambiare molto tendendo a sminuire il lavoro precedente. Penso che l’aspetto psicologico in questi frangenti sia decisivo, Allegri a mio avviso fa bene a non cercare ora rivoluzioni, e comunque è meglio che la preparazione estiva sia centrata sulla parte atletica, per portare tutti in buona forma a inizio stagione, e proprio sulla parte psicologica di reciproca conoscenza fatta gradualmente e quasi in punta di piedi, senza cercare rotture ma solo migliorie. Vuoi un altro esempio stavolta positivo? Capello al posto di Sacchi nel Milan fortissimo degli olandesi. Anche là Capello cambiò poco dal punto di vista tattico e lo fece un po’ alla volta, ma vinse anche di più del predecessore, proprio dando maggiori libertà laddove Sacchi aveva invece fin troppo “spremuto” la testa della squadra.
    Credo che se Allegri si guadagnerà stima e fiducia dai giocatori poi potrà proporre novità e sperimentazioni e essere seguito con la massima motivazione, ma ora è necessario a mio parere che trovi la giusta sintonia con tutti e in particolare coi pilastri dello spogliatoio, il resto verrà da sè.

    • CosimoBon

      13 Agosto 2014 alle 17:29

      Ciao Alberto. Intanto grazie per il commento. I tuoi sono sempre interessanti e quest’ultimo non è da meno. Le argomentazioni che tu porti a supporto di un approccio soft sono fortissime, lo ammetto. Io però ho paura dei rischi di una scelta del genere: i paragoni, con un gioco simile, saranno più facili e, inoltre, vedrai che mediaticamente così facendo i meriti saranno comunque ricondotti al precedente lavoro di Conte e gli eventuali demeriti (speriamo non ce ne siano) solo ad Allegri. A mio avviso, l’obiettivo primario di questo momento, nell’interesse della Juve, sia rendere quanto più forte e autorevole possibile la figura di Allegri. Cosa avrei auspicato io? Un cambiamento del sistema di gioco CHIARO, con un mercato funzionale a questa scelta. Il 352 ovviamente è lì, nel sangue e nelle ossa di questa squadra, e si sarebbe utilizzato alla bisogna.
      Anche perchè, e qui vengo alla parte più tattica del tuo commento, Conte sapeva bene che certe cose (transizioni veloci, verticalizzazioni spinte) nel 352 di questa squadra e con questi giocatori non era possibile farli. O meglio, i “contro” erano superiori ai “pro”. E ne sono convinto anch’io. Non appena allungavamo un minimo il gioco e la squadra, venivamo puniti o correvamo grossi rischi. D’altro canto, spesso i tentativi di attaccare veloce fallivano miseramente, proprio per le caratteristiche dei giocatori. Spero che questo problema sia risolto o si risolva a breve, ma Coman e Pepe mi sembra ancora un pò pochino …

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