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Fiorentina – Juve 0-3: ciao, ciao, Fiorentina!

Inutile cominciare alla classica maniera, con considerazioni sul periodo delle squadre, con formazioni, modulo, importanza della partita e simili. Inutile, perché? 0-3. Praticamente dati per eliminati da tutta l’Italia non juventina, con la Fiorentina data per stra-favorita addirittura dalla gara d’andata, anche per il periodo di forma, Allegri va a Firenze, senza Buffon, Barzagli, Asamoah, Pirlo, Pogba e Tevez e che fa? 0-3. Matri-Pereyra-Bonucci che fanno? 0-3. Minuti 21, 44 e 59 cosa sono? 0-3. Montella, arbitri, Salah, fuorigioco, Massa, rosso a Morata con conseguente uscita dal campo epocale? 0-3.

Insomma, ci sarebbe poco da raccontare in una partita dominata dalla Juventus di Allegri, perché bisognerebbe soltanto esultare, esultare ed esultare. Il match termina 0-3 e spedisce i bianconeri dritti in finale di Coppa Italia, meritatamente. Non era mai successo che la Vecchia Signora ribaltasse un risultato negativo ottenuto in casa, ma c’è sempre una prima volta: soprattutto quando puoi contare su campioni del calibro di Tevez, Pogba e Barzagli ma ti segnano le loro “riserve” Matri, Pereyra e Bonucci. Risultato netto, preciso, che non lascia spazio a equivoci, con i goal arrivati tutti quanti con tempismo perfetto.

I primi 20 minuti vedono un match equilibrato, senza grandi occasioni, ma con la sensazione che la partita sia aperta e che le possibilità per andare in goal possano arrivare se si decide di schiacciare un po’ sull’acceleratore. Questo soltanto dal punto di vista dei bianconeri, perché la partita della Fiorentina è e sarà sempre anonima in avanti. L’unica piccola occasione iniziale capita a Salah, ma commette vistosamente fallo e l’arbitro non convalida la rete. Morata e Matri in questo lasso di tempo non fanno grandi cose e forse mancano proprio loro due per iniziare la rimonta. Infatti… Al minuto 21 Marchisio scodella un pallone arretrato in area di rigore, Matri serve bene Pereyra che tenta la conclusione al volo, respinta: il rimpallo favorisce lo stesso Matri, controllo e tiro a due passi da Neto. 0-1. Questo è l’episodio che apre definitivamente la partita. Un eventuale goal dei viola cambierebbe relativamente poco e la pazienza dunque diventa fondamentale visto che c’è tutto il tempo per trovare un’altra zampata. Morata, come Matri, entra più nel vivo del gioco e comincia a far male: punta l’uomo, tira pericolosamente, trova sempre la sponda giusta e si concede qualche galoppata in solitario. Se a questo aggiungiamo un Pereyra a tutto campo che non sbaglia una giocata, che sia una, otteniamo la combinazione vincente. Sturaro è attento, propositivo e disciplinato, Vidal corre, recupera palloni su palloni ed è sempre il primo a lanciarsi in avanti nelle azioni offensive, per poi essere ancora il primo a difendere, mentre Marchisio, senza giri di parole, è Marchisio. Un att… Aspetta, cosa?! Marchisio in campo?! Eh?!

Si arriva così al quarto d’ora tra primo e secondo tempo (non si intende l’intervallo) che ammazza la partita. Sì, perché ancora Matri (prevedibilmente utile nel gioco di Allegri) controlla e serve immediatamente Morata, bravissimo a controllare e a liberarsi per il tiro, Neto compie un grande intervento, dalle retrovie arriva velocissimo Pereyra e insacca. 0-2. Le squadre a riposo per recuperare le energie e rituffarsi in campo. La Fiorentina continua a essere inefficace in avanti, senza idee a centrocampo e non irresistibile dietro. La Juventus continua ad attaccare, sapendo che ora gli spazi sono maggiori e si può fare ancora più male. Matri approfitta di quei metri in più e controlla un altro buon pallone in profondità servendo poi Pereyra che spara sul primo palo, ma Neto manda in corner. Sul seguente pallone messo in mezzo da Marchisio, Bonucci si materializza dal nulla e al volo di destro spedisce il pallone in rete. 0-3. I tifosi bianconeri non possono non sapere che la Fiorentina a questo punto avrebbe bisogno di pareggiare la partita per togliere la qualificazione alla Juventus; quindi se al primo goal uno trattiene la già contenuta gioia, se al secondo non è sicuro di nulla perché si è a metà partita e dunque tentenna, allora è al terzo che si può esplodere sputando fuoco e fiamme per tutta quella voglia di rimonta che finalmente si concretizza.

I viola ci provano disperatamente, guadagnano falli, mettono palloni in mezzo, provano qualche tiro, ma il più pericoloso è Aquilani con una bella conclusione al volo da fuori area. A nulla valgono tutti i successivi tentativi, perché la Juventus gestisce bene e non può lasciarsi sfuggire per nulla al mondo questa finale. Nel frattempo Ogbonna entra per Pereyra, Coman per Matri e poi, dispiace veramente per il ragazzo, Llorente entra per Coman per via dell’espulsione di Morata e per la necessità di avere un “difensore” in più sui calci piazzati. Morata compie un intervento poco lucido su Diamanti, il giallo sarebbe giusto, ma Massa si supera e lo butta direttamente fuori: lo spagnolo viene ovviamente insultato e fischiato all’uscita dal terreno di gioco, ma lui diventa il re della serata prendendoli per il culo. E allora salutiamo anche noi: ciao, ciao, Fiorentina!

Fino alla fine…

 

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