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Gli sCONTEnti

Ebbene Si.  Il Campionato di Serie A che sta per concludersi, vede la Juventus stravincere per la terza volta consecutiva. Eppure nonostante i 99 punti già conquistati e la possibilità di arrivare a quota 102, nell’ambiente Juventino serpeggia il malumore. L’annata 2013-2014 potremmo definirla “l’annata degli scontenti” e non potrebbe essere diversamente.

La Juventus, malgrado abbia vinto il 32esimo Scudetto stracciando un record dopo l’altro, non sembra essere pienamente soddisfatta. Forse gli scudetti vinti a febbraio-marzo non permettono di assaporare completamente la vittoria. Oppure è “colpa” di Antonio Conte che per il secondo anno di fila si ritrova a dover inscenare il solito teatrino con la compiacenza della dirigenza juventina e a dover alimentare dubbi sul suo futuro lontano dalla Mole. Chissà, forse con l’intento di ottenere qualche calciatore.

Per non parlare poi del disastroso cammino Europeo, dove la Juve ha incassato schiaffi a destra e a manca portando a casa solo 6 punti nel modesto girone eliminatorio. Volendo, potremmo anche parlare della finale di Europa League, decisamente alla portata degli uomini di Conte, ma solo sfiorata.  In casa Juventina gli scontenti ci sono eccome.

La Roma, nonostante abbia giocato una stagione ad altissimi livelli, nonostante il gioco espresso, nonostante la possibilità di salire a quota 88 punti, dobbiamo necessariamente annoverarla tra gli “scontenti”. Ebbene si (di nuovo). Perché se nel 99,9 % dei casi 85\88 punti sono più che sufficienti per stravincere nella massima serie, quest’anno si è ritrovata a dover fare i conti con la Juve dei record per non parlare delle 4 sberle rimediate tra andata e ritorno sull’asse Torino – Roma.

Il Napoli di De Lurentiis, invece, dopo aver speso 100 MILIONI tondi tondi sul mercato, si ritrova con una misera Coppa Italia tra le mani ed uno striminzito terzo posto che non solo li costringerà ai preliminari di Champions League, ma renderà necessario anticipare la preparazione estiva con tutte le conseguenze del caso. Se poi vogliamo aggiungere la Beffa di essere usciti dal girone eliminatorio di Coppa con ben 12 punti…….! Beh….Meglio non infierire.

Ma gli “sCONTEnti” non finiscono mica qua. La Fiorentina concluderà il campionato al quarto posto. Per il secondo anno consecutivo dovrà dire addio alla tanto desiderata Champions League, per non parlare poi degli infortuni di Giuseppe Rossi e Gomez che hanno compromesso l’intera stagione. L’unica soddisfazione rimane il 4 a 2 contro i bianconeri, ma sappiamo tutti come è andata a finire.

Il Milan dopo aver collezionato un fallimento dopo l’altro (sportivi e societari) per la prima volta riesce non qualificarsi in Champions League. Chissà, Forse l’anti-virus Seedorf sta ancora facendo la scansione.

L’Inter, ovviamente, conferma la tesi “No Calciopoli-No Party”…. e mi fermo qui. Forse l’unico che in tutto questo pessimismo Leopardiano riesce a festeggiare qualcosa è proprio Cairo. Proprio lui. Perché il patron del Torino, dopo aver venduto Ogbonna alla Juventus per la modica cifra di 13 milioni di euro, oggi se la ride bellamente alle spalle del caro amico Marotta pensando all’affare Immobile. Lo scugnizzo Napoletano, infatti,  dopo aver segnato 28 gol in serie B e 22 reti in Serie A, a breve emigrerà in Germania o  forse in Spagna sponda Dortmund o Atletico. Poi non mi venissero a raccontare la storia che in Italia non ci sono giovani interessanti. Ma fatemi il piacere.

Tornando per un momento al discorso Conte ci sono alcune cose che voglio dire:

1-   Dopo tre anni di gestione Conte siamo ormai abituai ai “teatrini” di fine anno. Roba da far invidia alle migliori “scenate Napoletane”, ma quest’anno è diverso, eccome se lo è !

Come scrissi qualche mese fa, Antonio Conte è un fine psicologo. Usa e sa usare la comunicazione come una vera e propria arma. Ci sono momenti in cui si esalta, momenti in cui mette le mani avanti,  momenti in cui funge da parafulmine per tutelare i suoi calciatori e  momenti in cui vuole lanciare messaggi alla società.

Questo è il momento “lanciamo i messaggi alla società”. In realtà l’ha fatto per tutta la stagione schierando un abulico 5-3-2….ops 3-5-2 nel tentativo di voler dimostrare ad ognuno di Noi che questa squadra non può e non poteva sostenere un 4-3-3 per tutta la stagione, vista la mancanza di terzini mancini e esterni di attacco. L’unico momento di lucidità (forzata) lo ricordo quando schierò il 4-3-3 (che in realtà era un 4-5-1) contro il Real Madrid di Carletto Ancelotti. Mica scemo. Tanto è vero che il Real quest’anno in Champions ne ha dati 4 (gol) più o meno a tutti….. tranne che a noi.

Detto ciò, le parole del Mister recentemente mi sono sembrate non soltanto fuori luogo per quanto riguarda modi e tempi. Ma anche inutili. Lamentarsi dopo 3 scudetti di fila e 2 Super Coppe (mi fermerei qua, visto che i 100 punti non finiscono nel Museo ne tantomeno arricchiscono il palmares bianconero) per una rosa che lui reputa “giunta al termine di un ciclo” e quindi non all’altezza delle migliori squadre Europee mi sembra una riflessione non al passo coi tempi. In alcuni casi, considerata la condizione economica in cui versa non solo l’Italia ma l’Europa intera, le sue riflessioni potrebbero apparire persino offensive. Ma non è quello che penso io. Anche perché stando alle parole del tecnico lui “non ha mai chiesto alla Juventus più di quello che poteva ricevere”.

2-  Quindi la domanda sorge spontanea. Ovvero che cosa chiede Antonio Conte?

Stando a quello che leggiamo sui giornali, pare che il buon Antonio stia chiedendo una vera e propria rivoluzione della rosa (almeno 10 elementi nuovi) affiancata da 2 o tre innesti di qualità per competere con le superpotenze Europee. Ora, per come la vedo io non credo che Conte stia chiedendo un tale stravolgimento. Anche perché se andiamo ad analizzare i conti della Juventus nei nove mesi dell’esercizio 2013\2014, possiamo accorgerci che tutto ciò non sarebbe fattibile. Sappiamo tutti qual è l’obiettivo della società, ovvero raggiungere la stabilità finanziaria per rendere la Juve autosufficiente economicamente al netto dei ricavi della Champions League.  Cosa vuole quindi Conte, realisticamente? Difficile da dire, ma potremmo ipotizzare ed ognuno potrebbe farsi la propria idea.

–  È possibile che stia davvero chiedendo uno stravolgimento radicale della rosa.

–  Il suo malumore potrebbe anche derivare dalle promesse “non mantenute” e strappate bene 12 mesi fa ad Andrea Agnelli.

–  Magari chiede giocatori irraggiungibili da un punto di vista economico.

–  Oppure come dice lui è veramente stanco. Stanco delle critiche anche quando si portano a casa trofei e risultati importanti. Stanco di dover difendere da solo squadra e società dai continui attacchi mediatici. Stanco della troppa pressione che è chiamato a sopportare. Stanco di una società che pare non voglia crescere proporzionalmente ai risultati ottenuti. Stanco dei tifosi che troppo presto hanno dimenticato i due settimi posti.

–  Chi più ne ha più ne metta. Io non ci sto più capendo nulla.

Personalmente, non vedo una Juve senza Conte. Spero resti e confido nella società per quanto riguarda il mercato estivo. La cosa certa è che per vincere trofei internazionali (trofei che alla Juve mancano dal ’97) non c’è bisogno di allenare Real Madrid, Barcellona o Bayern. Basta fare come hanno fatto fino ad oggi Benfica, Sevilla e Atletico Madrid. Squadre che hanno un fatturato modesto (neanche la metà del fatturato Juve), che ogni anno vendono i loro migliori giocatori “Vedi Falcao” per fare cassa, ma che ci mettono idee, grinta e motivazioni. Ovviamente esprimono un ottimo calcio, si difendono a quattro ma soprattutto tirano in porta nelle partite che contano.

 

 

 

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