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Inter – Juve: non è una partita come un’altra

Non è una partita come un’altra. Inter-Juve è una gara di novanta, o meglio, cento minuti, che arriva sempre alla fine di una settimana burrascosa, caratterizzata dall’ansia per noi tifosi, dal veleno e dagli sproloqui che provengono dai media, dalle frecciate e dalle frasi di circostanza dette dai protagonisti. Questa volta il clima teso della gara lo si respira già da due settimane a causa della pausa per le nazionali, quindi il conto alla rovescia per l’inizio del match sembra non finire mai e l’attesa stessa si fa sempre più avvincente e snervante.

Non può essere una partita come un’altra perchè quello che viene erroneamente definito “derby d’Italia” è sì la partita tra le due squadre che più volte si sono affrontate nel nostro campionato, ma è anche la sfida tra due società nemiche che vedono, anno dopo anno, incrinarsi sempre più quel “rapporto” che mai è stato idilliaco.

Non è una partita come un’altra perchè raramente si è arrivati a questa gara con i nerazzurri davanti ai bianconeri in classifica. L’ultima volta è accaduto durante quel quinquennio creato ad arte dalla società meneghina con l’intento di portare l’Inter ai vertici del calcio: non tanto gettando le basi per un progetto di crescita e vincente, quanto dando la precedenza all’eliminazione sistematica di tutti gli ostacoli che li avrebbero allontanati da quei traguardi.

Non è una partita come un’altra e mister Allegri lo sa. Nella conferenza stampa della vigilia non ha anticipato quasi nulla sugli undici che scenderanno in campo nel posticipo serale della domenica. Il tecnico livornese ha fatto capire che l’assenza di un vero e proprio terzino destro di ruolo (Lichtsteiner e Caceres sono entrambi indisponibili) aprirebbe le porte ad un possibile impiego in quel ruolo di Padoin (già più volte schierato a destra in una difesa a quattro) o Sturaro. Questa dichiarazione però lascia probabilmente intendere che la Juve tornerà alla difesa a tre con il solito terzetto a difendere la porta di Buffon. Evra (di nuovo preferito ad Alex Sandro come in ogni big match) e Cuadrado occuperanno le corsie esterne mentre nel cuore del centrocampo verranno schierati, per la prima volta in stagione, i tre considerati “titolari”: a Marchisio verranno riaffidate le chiavi dell’impostazione della manovra (con l’ex nerazzurro Hernanes ad accomodarsi in panchina) ed al suo fianco agiranno Khedira e Pogba. Se il portentoso ragazzo francese ha completamente recuperato dalla distorsione alla caviglia che gli ha impedito di prendere parte agli impegni con la nazionale, la situazione di Morata (anche lui uscito malconcio dalle gare di qualificazione ad Euro 2016) verrà valutata dal mister nell’allenamento di questo pomeriggio. Restano perciò diversi dubbi di formazione nel reparto avanzato: Mandzukic verrà convocato dopo quasi un mese di assenza mentre Dybala sembra essere l’unico certo di una maglia da titolare anche se è rientrato a Vinovo solamente nella giornata di ieri.

Non è una partita come un’altra per la situazione di classifica che vede i bianconeri con appena otto punti in sette partite: a dieci ammonta il distacco dalla capolista Fiorentina e sempre otto punti separano la Juve dalla sua sfidante. Davanti ai microfoni, Allegri ha più volte ribadito che non è una partita da dentro o fuori e che la Juve dovrà essere in lotta per lo scudetto a marzo, quando mancheranno un paio di mesi per la fine della stagione. La sensazione è che un passo falso, allontanerebbe in maniera quasi definitiva la squadra bianconera dal vertice della classifica e ne comprometterebbe anche la lotta per i posti nell’Europa che conta. La squadra di Allegri ha sempre perso negli scontri diretti in questa stagione (Roma e Napoli, entrambe in trasferta) ed è arrivato il momento di dare una sterzata decisiva ed iniziare la vera risalita. Diversamente, un risultato positivo, darebbe un segnale importante a tutte le avversarie che avevano già considerato la Juve fuori da ogni gioco.

Non ci resta che attendere il trascorrere di queste ultime ore che ci separano dall’inizio della gara e sperare che la Juve di stasera sia la stessa di quella dei Baggio, Kovacevic, Galia, Zidane e Trezeguet che ci ha fatto vivere emozioni uniche su quel prato di San Siro.

 

Fino alla fine…ed anche oltre!

 

Forza Juve!

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