Connect
To Top

Juve – Atalanta 2-0: one step beyond

Facciamo un gioco.
Andiamo un passo oltre questa situazione e facciamo finta che il campionato sia, come ai vecchi tempi, a 16 squadre e quindi le partite in totale siano 30.
Facciamo finta anche che, vista la nostra superiorità direi quasi eccessiva (come avrebbero detto quelli della Casa del Popolo Majakovskij) degli ultimi anni, abbiamo deciso di concedere agli avversari 7-8 punti di vantaggio, anche per non fare annoiare gli Sconcerti, Crosetti e altri blablaologi che da 4 anni sognano una nostra disfatta.
Quindi, oggi contro l’Atalanta è stata un “buona la prima”, una vittoria in scioltezza come non accadeva nelle ultime amichevoli estive (quest’anno tirate fino a fine Ottobre, a me questo calcio moderno mica piace tanto), dunque una buona iniezione di fiducia che ci fa guardare al futuro con grande ottimismo.
Dai, il campionato è appena iniziato, ora sotto con la rimonta!

Torniamo alla realtà.
Siamo alla nona giornata di campionato e dopo un inizio fantozziano finalmente cominciamo ad intravedere la luce e piano piano, un passo alla volta, ci lasciamo alle spalle i problemi e torniamo a sorridere.
La scorsa settimana, tra le note liete, sottolineavamo il ritorno dei titolari, il centrocampo finalmente al completo, un gioco comunque buono anche se non preciso ed efficace negli ultimi 16 metri (per usare un eufemismo).
Stasera siamo qui a dire che qualche piccolo, ma deciso, passo in avanti si sta facendo.
Innanzitutto partiamo dalla difesa, che per la terza volta consecutiva consente a Buffon di evitare gli straordinari (oggi poteva tranquillamente venire a passare il badge in mutande e poi andarsene a fare shopping ed il risultato sarebbe stato sempre 2-0) tamponando quell’emorragia causata dagli 8 gol subiti finora, spesso presi in modo ingenuo.
Certo, magari Bonucci potrebbe evitare di ricordarci quanto è bravo nei disimpegni, tanto a noi non deve mica dimostrare niente, ma in fondo qualche volta valgono un bestemmione in rampa di lancio e poi sono belli da vedere dai.
Ma, si sa, da che esiste il gioco del calcio, una difesa funziona bene quando il centrocampo fa bene il suo lavoro e da quando è entrato Khedira ed è tornato Marchisio è davvero tutta un’altra musica rispetto alle prime partite.
Intendiamoci, ci sono ancora ampi margini di miglioramento perché Marchisio ancora non è al massimo della forma (oggi ottimo nel primo tempo, stanco ed impreciso nel secondo) e soprattutto l’intesa tra i tre deve cementarsi, ma il miglioramento c’è e si nota: manovra più fluida, difesa più coperta, squadra molto più sicura.

Infine l’attacco, il grande rebus.
Eravamo rimasti a domenica scorsa, a quella sensazione di vorrei ma non posso che mercoledì sera contro il “Borussia quell’altro” è diventata una sorta di “Mannaggia a voi se vengo lì vi corco di mazzate” e di cui abbiamo già parlato: costruiamo tanto, finalizziamo pochissimo, noi tifosi bestemmiamo.
Ieri meglio, anzi molto meglio e, sarà un caso, ma Dybala era titolare.
Rimane un mistero il suo scarso utilizzo nelle ultime due partite e perché gli sia stato preferito pure Zaza facendolo diventare una sorta di quinta scelta: sicuramente Allegri sa cosa deve fare con Paulo, sa come dosarlo e quando farlo giocare, ma anche un non grande intenditore di calcio come me capisce che la Juve in campo con Dybala è molto più efficace e concreta e pericolosa di una Juve senza di lui.
Insomma, per me la Juve ora come ora non può prescindere da lui, anche perché piano piano sta diventando quel legante tra centrocampo ed attacco che lo scorso anno si chiamava Tevez e che, pare, dovesse essere Draxler.
E non regge più manco la frase “E’ giovane, va dosato, c’è il rischio che si bruci”: in primis perché ora come ora lui davanti fa la differenza, poi a me pare tutto fuorché succube del peso della maglia bianconera.
Ha segnato due rigori pesantissimi, il gol liberatorio di ieri (traiettoria fantastica tra l’altro), sta cominciando a fare con naturalezza quello che faceva un certo Tevez lo scorso anno…cosa rischi di bruciare?
Per me da ora in poi deve essere titolare fisso, è un predestinato come pochi, l’età non conta.

E arriviamo quindi al buon, si fa per dire, Mandzukic che finalmente l’ha buttata dentro anche in campionato, a coronamento di un’azione bellissima partita da un tacco smarcante di Pogba per Dybala che l’ha messa nel mezzo e lui, da vero rapace d’area di rigore, ha allungato il piedino quel tanto che bastava per toccare la palla e mandarla dentro.
Dunque, Mandzukic è il classico giocatore che spacca le tifoserie: per molti è un lungagnone non adatto al gioco della Juve, spreciso, buono solo a fare a sportellate e poco altro. Per molti altri è un ottimo centravanti d’area di rigore, un vero cagnaccio rompicoglioni con gli avversari, non molto raffinato nel tocco di palla, ma se gli butti palloni dentro l’area son dolori per i difensori avversari.
Ecco, io faccio parte del secondo gruppo, anche se ieri nel primo tempo cominciavo a pensare che lo spettro del ramarro Pancev si fosse impossessato di lui rendendolo una pippa mega galattica, ma come spesso mi succede, sbagliavo.
Infine, last but not least, Pogba.
Domenica a Milano è stato imbarazzante e dispiaceva vederlo sbagliare passaggi elementari, tant’è che nella prima puntata di “JuTalk” nella nostra webradio tutti ne invocavamo la panchina; mercoledì invece era da battere in terra per la superficialità e il pressappochismo con cui ha affrontato una gara importantissima.
Ieri tuttavia è stato (poca) croce e molta delizia, dispensando giocate d’alta classe, su tutte il tacco smarcante per Dybala, ma mostrando ancora alcune lacune a livello di concentrazione come nel caso del rigore sbagliato.
Diciamo che ora avendo accanto Khedira e Marchisio a centrocampo e non dovendo svolgere più il ruolo di leader in fase offensiva, si sentirà più tranquillo e libero di giocare come crede meglio.

Insomma, in definitiva la squadra sta migliorando e soprattutto sta diventando una vera squadra.
Mi pare che assomigliamo, almeno per ora, a quello studente di cui il professore dice “E’ intelligente, capisce le cose al volo, se solo si applicasse un po’ di più…”.
Ecco, cara Juventus, cari giocatori e carissimo Max, continuate così ad applicarvi e non fateci più smoccolare in 320 lingue per un gol che il posto all’inferno ce lo siamo già guadagnati.
E ora sotto con il Sassuolo, trasferta ostica (e anche agnostica), ma con un solo risultato a disposizione cioè la vittoria.
Perché qui abbiamo ancora fame, come sempre!

PS. Stasera seconda puntata di “JuTalk” dalle 21:30. Si parlerà della partita di ieri e di tanto altro, fossi in voi non me la perderei.
Stay Tuned!

2 Comments

Lascia il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Campionato

  • È davvero solo colpa di Allegri?

    Eccoci qui, al terzo anno consecutivo, a cercare di capire dove arrivino le colpe e i meriti della squadra e dove...

    Francesco Di Castri20 Settembre 2021
  • Juventus-Fiorentina, un commiato

    Il campionato di Serie A 2020/21 perde oggi ogni barlume di credibilità e, come scritto a ottobre, smetto di occuparmi di...

    Giuseppe Simone22 Dicembre 2020