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Juve-Lazio: i soliti orrori difensivi

La Juve è in vantaggio e nella condizione tattica migliore: può costringere la Lazio ad uscire, scoprirsi e punirla negli spazi. Invece…

46’10” La Juve sta facendo girare palla senza grande pressione. Lichtsteiner, libero, decide di servire in profondità Khedira, a sua volta poco pressato. Il passaggio (facile) è sbagliato di 2 mt e la Lazio riconquista palla senza alcuno sforzo.

Persa palla, la Juve dovrebbe iniziare la fase di riconquista. Higuain fa segno a Khedira di alzarsi in pressione ma il tedesco si astiene. Solo Matuidi in basso si sta riportando rapidamente sul suo avversario.

Il difensore laziale può così ricevere e impostare, trovando comodamente Lucas Leiva, anche lui libero.

Lucas Leiva riceve e a questo punto la fase difensiva della Juve è già in crisi. Khedira è nella terra di nessuno, addirittura Douglas Costa accenna ad andare in pressione completamente fuori zona, Bentancur copre la linea di passaggio verso l’arbitro e sono ben 5 (!) i giocatori laziali che potrebbero ricevere un comodo passaggio.

Lucas Leiva trotterella palla al piede verso il centro del campo (ci metterà circa 10 secondi per coprire meno di 30 metri, completamente indisturbato!!!), accompagnato da un altrettanto trotterellante Higuain, che lo guarda senza mai accelerare per tentare una pressione. Nonostante la bradipesca velocità con cui la Lazio imposta l’azione, i giocatori della Juve non prendono posizione in marcatura: di Higuain abbiamo già detto; Lichtsteiner è in ritardo e quando se ne accorge accelera per coprire lo spazio verso l’avversario di sua competenza; Douglas Costa continua ad arretrare senza alcun costrutto invece di accorciare sul portatore di palla, fino a trovarsi in una posizione del tutto inutile; Bentancur stringe per chiudere sull’uomo alle spalle di Khedira ma trattasi di movimento superfluo, perché la linea di passaggio è già coperta dal tedesco; Barzagli guarda l’uomo di Khedira e si perde il suo (Immobile); in basso a sinistra manca il laterale di difesa, che probabilmente sta cogliendo le margherite in un’altra zona del campo.

Higuain si ferma; Douglas Costa continua a rimanere nella terra di nessuno invece di uscire in pressione, questa volta sì correttamente; Asamoah, avendo finito con le margherite, sta probabilmente cercando le viole; Barzagli si fa attirare fuori posizione lasciando libero Immobile, che infatti riceve agevolmente e potrebbe puntare la porta. Un semplice passaggio e tutta la fase difensiva è già a puttane.

Immobile potrebbe puntare la porta, invece si ferma (sbagliando scelta di gioco secondo me, ma visto che poi segna ha ragione lui) e restituisce palla all’indietro. Barzagli continua a tentennare, indeciso su quale uomo marcare; in basso compare finalmente Asamoah, ma la sua presenza serve solo a rendere palese la voragine lasciata in mezzo al campo, in cui si propone Luis Alberto per ricevere il passaggio (Luis Alberto era l’uomo di Bentancur ndr).

Chiellini copre la profondità ma ormai non c’è più niente da fare: con un semplice triangolo la Lazio è in porta.

Il secondo gol è più o meno simile. La Lazio riconquista la palla con una pressione alta, ma deve ricominciare l’azione dalla linea di centrocampo. I giocatori in uscita sono più o meno abbinati.

Khedira e Higuain assistono impassibili all’avanzata palla al piede di De Vrij, il difensore laziale ha tutto il tempo di scegliere con calma l’opzione migliore e decide di servire Milinković-Savić libero tra le linee: due passaggi e Immobile è da solo davanti a Buffon. Anche questa un’azione condotta a due all’ora. Che pena.

Sette minuti (7) e una partita che era solo da gestire fino al novantesimo si è trasformata in un incubo. Considerando che si era appena rientrati dagli spogliatoi, la stanchezza è veramente una scusa improponibile.
I giocatori della Juve, ancora una volta, per l’ennesima volta, hanno staccato la spina troppo presto.

Questo è quanto.

Visto che l’altra volta in tanti mi avete chiesto: “quanto è colpa dei difensori e quanto è merito degli attaccanti?”, stavolta vi rispondo prima. Questa è l’azione vista dal lato Lazio.

L’azione “palla avanti” (da 1 a 2), “scarico corto” (da 2 a 3) e “ricerca del terzo uomo in profondità” (da 3 a 4) è la classica triangolazione lunga che si prova in allenamento fin da giovanissimi: se viene richiesto di eseguirla con rapidità non riesce praticamente mai, neanche provandola contro le sagome (se ben disposte). Certo che se il portatore di palla ha il tempo di scegliersi il passaggio (10 secondi e 30 metri palla al piede, al piccolo trotto, senza pressione, sono un’ENORMITÀ su un campo di calcio!!!!), l’attaccante ha il tempo di stopparla e di apparecchiarla sul corto per il passaggio in profondità, il “terzo uomo” è completamente libero da marcature, può scegliersi posizione e tempo dell’inserimento e non c’è nemmeno un birillo a fare da opposizione, allora ha buone probabilità di riuscita. E così è stato. Bravi loro, per carità, ma tanto fessi noi. Molto fessi. Troppo fessi. O scazzati.

A tal proposito, visto che non è la prima volta che succede, avrei una richiesta da fare ad alcuni dei miei beniamini in bianconero: se non avete proprio voglia di difendere ditelo subito, così noi lo sappiamo prima, guardiamo qualcos’altro invece della partita e ci risparmiamo un sacco di incazzature in diretta. Ok? Grazie per l’attenzione, cordiali saluti a voi e famiglia, bla bla bla e anche un po’ vaffanculo.

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