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Juventus – Palermo 4-1: alle prese con una Juve milonga

Lo dicevo la scorsa settimana dopo la trasferta di Cagliari.
Quando in squadra hai degli ottimi giocatori tutto diventa più facile.
Stasera non c’era bisogno di grandi imprese, dovevamo solo ottenere il massimo risultato (vittoria) con il minimo sforzo (cioè chiudendola il prima possibile).
Che poi “solo” vuol dire tutto e vuol dire niente: domandatelo allo squadrone che l’altro giorno è andato in vantaggio al Bernabeu cosa significa affrontare questo Palermo!
Entri in campo convinto di avere i tre punti in tasca, tanto gli altri sono praticamente retrocessi, ma invece subisci gol e a quel punto diventa tutto maledettamente complicato: morale della favola alla fine pareggi 1-1 e sprechi un’occasione d’oro per avvicinare una diretta concorrente che nel pomeriggio ha perso.

Stasera toccava a noi e la partita, seppur allo Stadium quindi in territorio amico, presentava delle insidie: la testa già rivolta alla Champions, un po’ di turnover, un approccio forse blando… così non è stato, un tempo per chiuderla, il resto per far riposare qualcuno, per arrotondare il risultato e per far litigare Bonucci e Allegri, così, anche per dare un altro argomento a giornalisti e tifosi.
Io lo dico subito, del battibecco non me ne frega niente; ovviamente sono dalla parte dell’allenatore e sono tranquillo perché in una società come la Juventus queste cose si risolvono subito e si riparte.
Passiamo alla partita.
Dicevamo, quando in squadra hai ottimi giocatori tutto diventa più facile: vi ricordate la fatica dei primi anni di Conte quando il buon Vucinic non era in giornata e ci dovevamo affidare a Matri e Quagliarella?
Bei tempi, vero?
Bei tempi un piffero, bestemmie su bestemmie per i gol sbagliati e tutti a dire “Ahhhh come sarebbe bello se davanti avessimo uno come Higuaìn. O se non lui, perché non te lo puoi permettere, uno da 20 gol a stagione!”
Ecco, ora Higuaìn veste la nostra maglia ed è uno spettacolo per gli occhi (frega il giusto se sembra sovrappeso) e il suo compagno di reparto è Dybala che, sempre pochi anni fa, avremmo salutato con il fazzoletto in mano destinazione Manchester City o Arsenal.
Stasera sono stati entrambi uno spettacolo per gli occhi.
Il primo, nonostante abbia passato un tempo a litigare con la linea del fuorigioco, ha timbrato il cartellino con il solito tocco da sotto per il gol della tranquillità (e tutti a dire: “Ohhhhhh, il gol del 3-0, da quanto tempo non ne vedevamo uno!”) e poi ha servito un assist delizioso di tacco a Dybala per il quarto gol, nonostante il difensore avversario (il caro compagno gobbo Goldaniga) provasse a tirarlo giù con ogni mezzo lecito.
Lo trovi ormai dappertutto Gonzalo, in mezzo all’area, sulla fascia, a centrocampo per impostare o contrastare: fino a pochi mesi fa era un centravanti eccelso, ora si sta evolvendo anche in un giocatore a tutto campo… stai a vedere che vuole impressionare Mr. NoGood Mario Mandzukic!
Il secondo… stasera è tornato!
Lo dicevo la scorsa settimana che non doveva preoccuparsi per il gol che non arrivava, che doveva continuare così, con l’atteggiamento giusto e stasera, forse proprio quando non voleva visto l’avversario, è arrivata la punizione giusta calciata nel modo giusto.
Spiace, ma questo è il calcio e può succedere di tornare al gol che tanto bramavi (che poi, a pensarci bene, era da un mese che non segnava, mica da una vita) proprio contro la squadra che ti ha lanciato nell’Olimpo del calcio: e che gol poi!
Oltre alla doppietta, il secondo un bel piatto sinistro sull’invito di Gonzalo, Dybala è apparso bello tonico, combattivo, sempre pronto a lottare su ogni pallone, uno che se c’è da mettere il piede lo mette senza aver paura.
Bene, a noi i giocatori piacciono così!

Per il resto la squadra ha giocato una buona partita; c’è chi non ha perso l’occasione per parlare di avversarie che manco ci provano a giocare contro di noi, ma il punto è un altro, cioè che siamo di un altro livello e che ci basta poco per annullare le squadre contro cui giochiamo.
Come dicevo prima, la partita poteva diventare ostica.
Se non avessimo segnato subito. Ma ha segnato Marchisio dopo 12 minuti.
Se avessimo concesso quella palla gol al Palermo. Ma Asamoah ha fatto una chiusura che è valsa da sola un gol per noi.
Se non avessimo chiuso il primo tempo sul 2-0. Ma Dybala si è inventato quella punizione, che un ostinato Sturaro si era guadagnato.
Insomma, se se e ancora se, ovvero il ragionamento dei grulli come si dice da queste parti.
Poi, certo, non siamo stati perfetti, soprattutto nel secondo tempo fino al gol del 3-0 si sono viste tante sbavature, imprecisioni, passaggi sbagliati, come ci trovassimo nella prova generale di uno spettacolo teatrale con gli attori che sbagliavano tutto (perché, come si sa, quando la prova generale va male la prima va a meraviglia) facendo infuriare il regista.
Che infatti si è infuriato, ma ne abbiamo già parlato in precedenza.

In chiusura, due paroline su Asamoah, come già scritto prima autore di quel bellissimo gol in difesa e in generale autore di un’ottima gara su quella fascia sinistra: fa piacere, è sempre stato un bravo professionista e non meritava tutto quello che gli succedeva.
Speriamo che continui così, perché avere una validissima alternativa ad Alex Sandro vuol dire avere tanta roba. Certo, non è come quando il Real a Torino sostituì Bale con Di Maria, ma ci possiamo accontentare.
Due parole anche per Pjaca: anche stasera un po’ fumoso, impalpabile, sfuggente.
In un paio di occasioni ha fatto vedere le sue qualità, ha i colpi giusti, stasera ha seguito abbastanza i dettami di Allegri tornando spesso a coprire e a dare manforte a centrocampo, ha svariato tra fascia destra e sinistra (ma il meglio lo da a sinistra) ma… diciamo che è in fase di crescita!
Deve migliorare, e neanche poco, ma buon per lui che ha un credito pressoché illimitato con i tifosi bianconeri oltre che con Allegri, quindi continui così, magari con un gol si sbloccherà…

Detto questo, partita archiviata, ne mancano 13 alla fine del campionato e abbiamo 10 punti di vantaggio sulla seconda (che deve ancora giocare).
Ora pensiamo alla Champions, non so voi ma io ho un certo appetito.
Keep the faith alive e forza Juve!

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