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Juve – Verona 6-1: giovani alla riscossa

Ci si aspettava una bella partita e lo è stata, più delle attese, anche perché il Verona ci dà una mano e si presenta in campo con poco spirito battagliero. I bianconeri scendono in campo con un 4-3-1-2 che dopo pochi minuti diventa un 4-3-3 asincrono, trasformato in una sorta di 4-4-2 in fase di non possesso con Pepe (bentornato!) a destra e Giovinco a sinistra con minor obbligo di rientro. Al centro dell’attacco Morata (buona prestazione, ma può e deve fare di più), mentre Coman parte dalla panchina, quando alla vigilia lo si dava favorito su Giovinco.

Il Verona parte bene e un pallone perso da Lichtsteiner li lancia in porta: i veronesi però non ne approfittano e la partita per loro si può praticamente chiudere qui. Pochi minuti dopo infatti Giovinco è bravo a fintare e a guadagnarsi un calcio di punizione dal limite che egli stesso va a battere: esecuzione non magistrale, ma buona al punto giusto e bianconeri in vantaggio. Gli spazi a questo punto si aprono, prima si presenta un’occasione per Morata, poi per Pepe, ma chi va in goal è uno che non ti aspetti, visto che è al suo primo goal stagionale nonostante un buon numero di minuti giocati: Roberto Pereyra. Lancio in profondità di Lichtsteiner, dribbling secco dell’argentino e tocco morbido di esterno a superare il portiere del Verona. La partita si mette benissimo per i bianconeri dunque, che fanno in pratica quello che vogliono e infatti il 3-0 arriva a opera ancora di Giovinco che si inserisce bene in area di rigore e approfitta di un pallone messo in mezzo da Lichtsteiner, al suo secondo assist in partita. Si va negli spogliatoi e la ripresa si preannuncia tutto fuorché emozionante, visto il risultato.

Le squadre rimangono in campo con gli stessi uomini, il Verona si rende pericoloso ma Storari è bravo a mandare in calcio d’angolo un tiro dalla distanza. Successivamente la Juventus si rende ancora pericolosa con relativa facilità, fino a quando Pogba si stanca e decide di mettere anche lui il sigillo personale. Grande partita quella del polpo, sebbene il livello generale non fosse molto alto. Lo vorremmo vedere sempre così: un adulto in mezzo ai bambini. Il Verona non molla e nonostante la coscienza dica che la partita è più che finita, i gialloblu si gettano in avanti venendo premiati dal goal, su un pallone messo in mezzo dalla bandierina del calcio d’angolo. A segnare è Nené e dopo il goal di Britos in campionato è il secondo consecutivo subito in questa maniera dai bianconeri. Si va avanti ed è il momento quasi di cambiare; prima però Pogba mette un pallone delizioso a Giovinco, rapidissimo a spostare il pallone e a guadagnarsi un calcio di rigore. Alla battuta sarebbe dovuto andare Pepe, che da ragazzo spogliatoio qual è, preferisce far calciare Morata, un altro che ne aveva bisogno. Il rigore viene trasformato dal numero 9 juventino e si va sul 5-1. Arrivano i cambi ed è il turno di Coman per Giovinco e Mattiello per Lichtsteiner, mentre in precedenza era uscito Ogbonna per una distorsione alla caviglia e gli era subentrato Chiellini (fasciato sulla testa). Poi c’è il tempo di raccontare poco altro, se non la giocata della partita, insieme a quella di Pereyra, di Coman. Palla sulla sinistra al giovane bianconero, accelerazione verso il centro del campo, finta di tiro, altra accelerazione e gran sassata sul primo palo, palla che impatta sulla traversa e si infila in rete. Goal meraviglioso del ragazzino della Juventus e se ne sentiva proprio il bisogno, sia da parte sua che da parte nostra!

Gara che quindi si chiude con un punteggio pesantissimo sul Verona, avversario anche nella prossima di campionato. La partita si preannuncia completamente diversa e molto più difficile, con un clima più pesante e certamente con un Verona più attento e concentrato rispetto al match appena giocato. La Juventus di Allegri ieri ha sperimentato un nuovo abito, il 4-3-3, un altro modulo su cui si può fare affidamento in determinati momenti. La nota positiva della serata è sicuramente Pepe, in campo per tutta la partita, giocata con buona intensità e con buone trame, mostrando anche intesa con i compagni. Per lui si prospetta tanta panchina, ma almeno è riuscito a presentarsi ancora come un calciatore che a certi livelli può rimanerci. A fine stagione lui e la società decideranno se continuare insieme o dividere le proprie strade. Altre note positive arrivano da Pereyra, finalmente in goal e ancora un’altra prestazione ottima, e da Coman: il calciatore francese non ha trovato tanto spazio, meno di quanto ci si poteva aspettare, ma ha sempre dato l’impressione di avere tanta forza ogni qualvolta è stato impiegato. Grandissimo goal, forse inaspettato, ma a testimonianza delle grandi doti che questo ragazzino possiede. Che sia il primo di molti.

Riepilogando la Juventus è andata in goal con un ’91 (Pereyra), un ’93 (Pogba), un ’92 (Morata), un ’96 (Coman) e con un ’95 (Mattiello) in campo negli ultimi minuti. È o non è una Juve che guarda al futuro?

Fino alla fine…

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