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Juventus: tre cessioni per vincere in Europa

L’eliminazione della Juventus ad opera del Benfica conferma il trend disastroso dei bianconeri nelle competizioni europee. Tanti i colpevoli, tante le giustificazioni, ma se è vero che per tornare vincenti dopo una sconfitta è necessario ripartire subito, vi dico, dal mio punto di vista, quali sono le tre cessioni eccellenti da mettere a segno a fine stagione per tornare ad essere competitivi a livello europeo:

1) Andrea Pirlo – E’ un fenomeno e non si discute. Ma la Juventus nella manovra è troppo Pirlo-dipendente, cosa che spesso ritarda le ripartenze quando per “andare” su Pirlo si compie un passaggio di troppo, rallentando la manovra e permettendo ai difensori di riposizionarsi. Andrea ha 36 anni, non può essere decisivo a livello europeo, a maggior ragione dopo un mondiale. A questo si aggiunga che il suo addio può permettere a Pogba e Vidal di formare una coppia in mezzo al campo forse anche più forte del duo Emerson-Vieira. Con Marchisio e un altro incontrista, giocando con due centrali di centrocampo la Juventus avrebbe un reparto completo al 100%. Pensare di cedere uno tra Vidal e Pogba e al tempo stesso rinnovare il contratto a Pirlo, è un suicidio. Chi al suo posto? Un trequartista che alzasse il baricentro della manovra: la Juventus ha il solo Giovinco in grado di ricoprire il ruolo. Serve qualcosa di più in cabina di regia.

2) Fernando Llorente – E’ un simpatico e utile paracarro zero, che in Italia può competere con Amauri, Toni e Borriello per la palma di miglior centravanti monotematico del campionato, ma a livello europeo la prima punta deve essere più duttile. Deve essere in grado di ripartire palla al piede, in velocità, e farsi rispettare in area di rigore. La Juventus non può pensare di schiacciare nella propria metà campo gli avversari per 90 minuti. Llorente, come detto, è un parametro zero dalla cui cessione si può realizzare una plusvalenza da 15-18 milioni di euro: la sua cessione dovrebbe essere logica, con l’intento di arrivare a un centravanti di primo livello, nel pieno della sua maturità, alle spalle del quale far crescere Immobile.

3) Kwadwo Asamoah – Calciatore veramente forte, ma non adatto per l’Europa. Partendo dal concetto che si deve tornare a una difesa a quattro, Asamoah non è in grado di ricoprire il ruolo di terzino e non sembra avere grossi margini di miglioramento che gli permettano di imparare il nuovo ruolo. In fase propositiva, d’altro canto, la Juventus dovrebbe puntare su un centrocampo a cinque, a supporto dell’unica punta: sul centrosinistra abbiamo Carlitos Tevez. Cedere Asamoah, per 15/20 milioni, può permettere di trovare l’attaccante che, partendo dal centrodestra completi il tridente offensivo. Tre sacrifici non di poco conto, ma che darebbero la possibilità di cambiare modulo, dare una dimensione europea al club, e ripartire alla caccia di un trofeo continentale.

Graziano Carugo Campi

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