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Paure di una Juve d’Agosto

Non che ciò mi sorprenda, lo sottolineo, ma pensavo che il calcio d’agosto, quello segnato dal caldo afoso di fine estate e caratterizzato dagli esperimenti e dal lavoro mirato all’inserimento dei nuovi acquisti, generasse meno critiche e polemiche di quelle che sto leggendo in questi giorni e in particolare dopo la partita con i Los Angeles Galaxy.

Pensare che i tempi sono cambiati. Prima del boom di Internet e, a seguire, dei social network, il calcio d’estate era uno dei momenti più eccitanti in assoluto, quello in cui potevi vedere all’opera per la primissima volta il campione di turno acquistato e i nomi nuovi che non conoscevi per nulla. Oggi le notizie girano alla velocità della luce e prima ancora che qualcuno abbia firmato sono già pronti video in quantità da visionare su youtube, rendendo tutto il precampionato un po’ più banale rispetto a prima.

Ciò nonostante, sembrano essere non pochi i tifosi preoccupati dalle prime partite disputate da questa Juve in costruzione. Prima il Trofeo Tim senza gol all’attivo in entrambe le partite, poi la tournée americana col pareggio contro l’Everton (e successiva sconfitta ai rigori) e i tre gol subiti dai Los Angeles Galaxy. Un magro bottino, senza ombra di dubbio.

Tralascerò i commenti dei disfattisti, quelli che “è tutto da rifare“, che “Tevez e Llorente forse non sono così forti” e che “il mercato è stato totalmente sbagliato”. Il solo pensare frasi del genere basandosi su qualche partita di luglio/agosto è quanto di più inconcepibile possibile. Voglio invece rispondere a chi giustamente si interroga su due problematiche reali: a) la condizione fisica b) il possibile appagamento dopo due scudetti consecutivi.

La prima, la condizione fisica attuale, è un dato reale e che tutti conosciamo, ma non realmente una problematica per il futuro. Non è certo mistero che le preparazioni  di Conte siano massacranti e che il tutto sia organizzato per ottenere il massimo splendore atletico nel momento topico della stagione. E’ dunque perfettamente normale vedere i ragazzi totalmente bloccati, con le gambe pesanti, in difficoltà davanti a chi è invece già molto più fresco e preparato. D’altra parte, peraltro, è lo stesso mister a sottolineare spesso questo fattore.

La seconda, il possibile appagamento da vittoria, è invece una questione molto più complicata, nella misura in cui non è possibile per noi sapere qualcuno possa sentirsi realmente “pieno” e come ogni singolo giocatore reagisca a ciò. Io, tutto sommato, sono abbastanza ottimista, non tanto nel pensare che non possa effettivamente capitare ciò di cui stiamo parlando, ma nel confidare negli eventuali “rimedi” e nell’esperienza e nella grinta di chi guida l’ambiente Juve. Penso ovviamente al mister che è il primo a non volere mai perdere nemmeno in allenamento e che sono sicuro saprà trasferire, anche quest’anno, tutta la sua voglia di vincere ancora ai giocatori. Penso poi a gente come Buffon, d’esperienza e di carisma, che ha sottolineato la stessa preoccupazione e che saprà altrettanto guidare il gruppo nei momenti più complicati. Penso infine ai nuovi arrivati, su tutti ovviamente Tevez e Llorente (quest’ultimo innamorato della nuova squadra e con una voglia matta di alzare trofei in bianconero) che portano inevitabilmente tanto entusiasmo ma anche tanta concorrenza, sollecitando al massimo sforzo chi fino a qualche mese fa era titolare inamovibile (vedi Vucinic, sempre che rimanga).

Aggiungo un’ulteriore considerazione: il clamore che il calendario della nuova stagione ha generato è stato non indifferente, con tante partite difficili nei primissimi turni. Tutto ciò potrebbe però paradossalmente rigirarsi a nostro favore. Giocare subito le partite che ti fanno trovare gli stimoli da sole e avere poi una sfilza di scontri più semplici per provare ad allungare.

Per tutti questi motivi, la mia conclusione è obbligatoria. Giusto criticare quando si perde, d’altra parte siamo tifosi ed è questo ciò che dobbiamo fare. Per dare giudizi concreti, però, aspettiamo le partite che contano. Qualcosa mi dice che ci saremo come sempre.

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