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Juventus Stadium e questione meridionale

La Tribuna Sud dello Juventus Stadium è occupata, fin dall’apertura del bellissimo impianto bianconero, dal tifo organizzato. A dir la verità, fin dall’inizio si capì che la convivenza fra un impianto sportivo di nuova generazione e i gruppi ultrà sarebbe stata problematica. Probabilmente al fine di stabilire le fantomatiche gerarchie all’interno della curva, fin dal ritiro estivo della Juventus di Bardonecchia nel 2011, ci furono episodi poco chiari (vedi qui).

Si è proseguito con le vicende che sappiamo, chiusura curve per discriminazione razziale, per discriminazione territoriale e via dicendo. Chi vi scrive è tutt’altro che bacchettone ed è perfettamente consapevole di quante e quali strumentalizzazioni subisce ogni evento legato alla Juventus e ad ogni sua componente (tifosi, allenatore, giocatori, dirigenti). Aggiungo pure che ritengo alcune norme sbagliate e cervellotiche (vedi qui) e alcune reprimende da parte dell’opinione pubblica e della giustizia sportiva (ricordate gli ooohh merda dei bambini?) hanno dimostrato quanti preconcetti e pregiudizi sono in gioco ogniqualvolta la Juventus viene chiamata in causa.

Altra premessa. Da buon Juventino, mi emoziono non poco quando vedo la Sud incitare e tenere alto il tifo come pochissime curve in Italia sanno fare. E diciamolo francamente, la tifoseria organizzata Juventina è certamente fra le migliori se rapportata a ciò che vediamo domenicalmente in giro per l’Italia. Il tifo organizzato, se vissuto autenticamente e con intelligenza, è un valore per ogni società di calcio e come tale deve essere considerato.

Detto ciò, è possibile che anche alla luce di questo non si riesca a capire che, proprio perché trattasi di Juventus e proprio perché lo Stadium è un impianto di eccellenza dove ogni singolo coro stonato ha una visibilità ed una cassa di risonanza amplificata, è necessario farsi furbi? Occorre prendere consapevolezza che è necessario conformare il modo di tifare ed il modo di vivere il tifo organizzato ad un livello diverso, nè migliore né peggiore, ma certamente diverso. Occorre rendere coerente la Sud con ciò che la Juventus, lo Juventus Stadium, la proprietà e la squadra sono oggi. La Juventus è un passo avanti (uno solo?) rispetto agli altri club italiani. Il tifo organizzato deve esserlo altrettanto rispetto alle altre tifoserie. Anche perché, in questo momento, qualsiasi paragone con altre curve rischia di diventare un gioco al ribasso. Guardare solo a se stessi e trovare la propria strada. E’ questo ciò che è auspicabile facciano i gruppi ultrà bianconeri.

Altrimenti, si presta il fianco a chi vuol il male della Juve. Oppure si rischiano scivoloni incredibili come il comunicato (vedi qui) che uno dei gruppi ultrà ha indirizzato alla signora Mariella Scirea che, formalmente o no, è parte integrante dell’attuale gruppo dirigente di Juventus Fc Spa. E, anche se è pleonastico ricordarlo, per un tifoso l’ultimo dei pensieri dovrebbe essere arrecare danno ai colori per i quali si tifa.

A meno che si è tifosi non per passione dei colori, bensì per altre motivazioni che non riesco a comprendere.

 

Post Scriptum: Scusate, carissimi Mariella e Gaetano

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