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Juventus – Torino 4-0: Dove sta Zaza

Mi trovo un po’ in imbarazzo a commentare.
Dovrei commentare l’ottavo di finale che ci ha visto stravincere l’ennesimo derby, ma a pensarci bene questa non è stata una partita ma un allenamento, duro e spigoloso nel primo tempo, a senso unico ed a tratti soporifero nel secondo, ma di fatto un allenamento.
E sarò sincero: non me l’aspettavo una partita così.
Si partiva dagli ultimi due derby giocati allo Stadium vinti all’ultimo respiro, poi il Toro non aveva niente da perdere in una partita secca, aveva provvidenzialmente sfruttato il fattore nebbia per rimandare a data da destinarsi la partita di Sassuolo e preparare con più calma la partita, le partite di questi giorni piene di sorprese e poi…insomma dai, il derby è pur sempre il derby e questo poi lo puntavano da luglio, quando uscirono gli accoppiamenti.
E infine il vecchio cuore granata, il toro che non si arrende mai e bla bla bla.
Niente.
Niente di niente.

In campo per tutti e 90 i minuti c’è stata una sola squadra, la Juve.
Il Toro è come se non fosse sceso in campo, o meglio è sceso in campo con un unico intento, buttarla in caciara.
E all’inizio c’è pure riuscito, menando al fine di provocare reazioni da parte dei nostri e qualcuno ci stava pure per cascare, cioè Zaza.
La fortuna ha voluto poi che, pochi minuti dopo l’ammonizione, Zaza abbia segnato la splendida rete del vantaggio mettendo la partita su binari più tranquilli e rovinando perciò i piani del toro.
La partita poi è finita all’inizio del secondo tempo: fallo idiota da ammonizione di Molinaro, già ammonito, espulsione e dopo pochi minuti il raddoppio di Zaza con un umiliante tunnel ai danni di capitan glik.
I restanti 40 minuti sono stati un allenamento.
E qui dobbiamo fare tanti tanti complimenti alla squadra, ormai lontanissima parente di quella balbettante e incerta creatura che abbiamo visto nelle prime partite: come già visto nelle ultime partite abbiamo recuperato la giusta mentalità, siamo in perfetta condizione atletica, dominiamo le partite non tanto con il possesso palla fine a se stesso ma con la capacità di indirizzarle dove vogliamo noi.
Domenica sera abbiamo visto una Juve capace di prendere le misure alla Fiorentina, vanificando il loro possesso palla e colpendo al momento giusto per chiudere la partita.
Stasera invece partenza aggressiva, pressing alto da parte di Zaza, Morata, Pogba e Khedira e dopo il gol del vantaggio possesso palla continuo ed ininterrotto.
Due partite diverse, due approcci diversi, stesso risultato.

Sui singoli, ovviamente su tutti Simone Zaza, autore di due gol belli e goduriosi e capace di fornire una bella prova grintosa (anche se deve farsi più furbo e non dare adito alle provocazioni dei difensori avversari, stasera veramente miseri nel simulare falli per invocare il secondo giallo): mi piace perché anche se gioca poco si fa trovare sempre pronto, da il massimo e ottiene buoni risultati. Nella seconda parte della stagione sarà utilissimo.
Ottima prova anche di Morata, in netta ripresa rispetto alle ultime prove: fa niente se non è arrivato il gol, esistono periodi così per tutti gli attaccanti quando la palla non entra, ma stasera ha giocato molto più a testa alta evitando inutili partenze palla al piede senza sapere dove andare e giocando per la squadra fornendo due assist (bellissimo nella costruzione il primo) per il gol di Zaza e di Dybala.
Incoraggiante anche la sua intesa con Zaza, come se Allegri fosse riuscito a creare due coppie d’attacco distinte e ben funzionanti entrambi. Da registrare anche il buon esordio di Rugani, bravo, essenziale e preciso nel primo tempo, più sciolto e tranquillo nel secondo tempo: anche lui sarà preziosissimo da gennaio in poi quando gli impegni, si spera, saranno tanti e la rotazione in difesa necessaria.

Gli altri poi tutti sullo stesso livello, decisamente alto stasera: un cenno per gli altri due marcatori, il solito Dybala e Pogba autore (finalmente) di un bel gol su punizione (se riusciamo anche a risolvere il problema delle punizioni è manna dal cielo).
Buona quindi la prima in Coppa Italia, avevo non so perché paura di una sconfitta, invece è andata oltre ogni le più rosee aspettative.
Bravi tutti.
Dimenticavo: per le polemiche arbitrali appuntamento con Fabio Cocco ed il Meraviglioso mondo di Ventura.
Ci sarà da ridere.

PS. Bellissima la dedica di Dybala a Ricky ed Ale, morti in modo assurdo 9 anni fa a soli 17 anni.

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