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Juventus e Werder Brema, Patto d’Acciaio?

Come anticipato qualche giorno fa dal giornale tedesco “Bild”, tra Juventus e Werder Brema “potrebbe” presto nascere una nuova collaborazione. Il condizionale in questa circostanza è d’obbligo, anche perché nonostante sia stata raggiunta un’intesa di massima tra le parti, Beppe Marotta e il dirigente tedesco Thomas Eichin dovranno comunque rivedersi (magari durante il periodo Natalizio) al fine di poter formalizzare il tutto.

I rapporti tra le due società sono ottimi, viste anche le trattative passate. Ricordiamo tutti il trasferimento di Diego a Torino e il passaggio di Elia in Germania. I due club potrebbero quindi stringere nuovi patti al fine di elaborare sinergie concernenti sia il Calcio sia il Marketing. Per questo i dirigenti del Werder voleranno spesso a Torino per osservare da vicino le tante partite del settore giovanile della Juventus, e lo stesso, presumibilmente, faranno Marotta e Paratici.

L’idea, spiega sempre la “Bild” è quella di un accordo che vedrebbe i giovani e i giocatori in esubero della Juve trovare spazio in un club impegnato in un campionato competitivo come la Bundesliga. Allo stesso tempo i bianconeri si assicurerebbero la prelazione su eventuali talenti emergenti della società tedesca. Da parte sua il Werder potrebbe trovare a basso costo e in prestito una serie di rinforzi importanti per competere nel campionato tedesco.

Il duo Marotta – Paratici sta dimostrando, quindi, una lungimiranza fuori dal comune.   Anche se una strada simile l’aveva intrapresa qualche tempo fa l’Udinese della famiglia Pozzo proprio con l’acquisizione del Watford e del Granada. Ora potrebbe accadere la stessa cosa (anche se non si tratta di un’acquisizione, ma solo di una collaborazione) alla Juventus Campione d’Italia.

Forse non tutti lo ricordano, ma qualche anno fa, la società bianconera aveva avviato trattative anche con il Reading, noto club inglese, con l’intento di avviare una vera e propria collaborazione tecnica. Insomma, per farla breve si cercava una squadra satellite. All’epoca le conferme arrivarono anche dal proprietario del club britannico, il russo Anton Zingarevich:

Una relazione di questo tipo con una squadra così importante per noi sarebbe senz’altro una buona cosa. Noi stiamo proprio cercando un partner per una collaborazione tecnica, per ora ne stiamo parlando con la Juventus.”

Come si può facilmente intuire l’affare non si concluse e la Juventus virò verso altre soluzioni. Attualmente la Bundesliga è il campionato di riferimento in Europa non solo  per i giovani calciatori ma soprattutto per sponsor e investitori.

L’annuncio di tale partnership (Juve – Werder) non ha fatto altro che riportare in auge le vecchie polemiche sulle oramai famose “Squadre B”.

Nel settembre del 2012 la maggioranza dei club di Serie A dichiarò di voler avere “Squadre B” da poter utilizzare nelle categorie inferiori.

Questa novità permetterebbe alle società italiane di dotarsi di seconde formazioni che potrebbero misurarsi in campionati minori, come ad esempio la Serie B o la Lega Pro.

In Spagna e Germania sono realtà che funzionano molto bene. Le squadre riserve risultano essere il modo migliore per valorizzare tanti giovani, facendoli giocare in leghe di livello maggiore rispetto ai campionati primavera, con la possibilità di richiamarli in prima squadra. Di campioni sfornati in queste due nazioni, ce ne sono tanti: basta guardare la Germania degli ultimi Europei, che poteva vantare tanti giocatori simili, Schweinsteiger, Neuer, Hummels, Muller, Schmelzer; la Spagna contava sulle prestazioni di Valdes, Casillas, Puyol, lo stesso Llorente, tutti prodotti dalle selezioni di riserva dei rispettivi club. E anche Guardiola, ex-tecnico del Barcellona, cominciò la sua carriera da allenatore portando in Seconda Divisione la squadra “B” dei catalani. Un modello quindi che potrebbe funzionare anche in Italia.

Le squadre di Serie A hanno anche dimostrato la volontà di voler chiedere alla FIGC di cancellare il divieto posto in essere dall’articolo 16bis delle “Norme organizzative interne Federali” che impedisce di avere partecipazioni in più di una società professionistica.

Insomma, come potete capire il dibattito è ancora aperto, le proposte e le idee come al solito ci sono ma non vengono concretizzate. Nonostante l’immobilismo che attanaglia il nostro paese, la Juventus sta compiendo passi da gigante e molti sono i meriti che vanno riconosciuti all’attuale dirigenza.

Nel frattempo continuate a seguirci, vi terremo aggiornati sulla vicenda.

 

Mi trovate su Twitter: @AlessioJu31

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