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La Fortuna aiuta gli audaci, e quelli bravi

Di solito il giorno dopo escono gli articoli a freddo, scritti da quelli che fanno le analisi tecnico-tattiche, che spiegano bene cosa non ha funzionato e cosa no.
Sono analisi serene, pacate, quasi distaccate.

Ecco, io non sono tra quelli.

Dopo serate così io il giorno dopo sto peggio della sera stessa, si potrebbe definire un problema di overthinking. Sarà che ho (abbiamo) un brutto rapporto con la Champions League e le coppe in generale perchè ho visto troppe volte fallire l’obbiettivo per un dettaglio o per “sfortuna” come dice qualcuno.
Quando è stato sorteggiato il nostro gruppo tutti hanno detto che era un girone molto difficile per l’elevata qualità delle quattro squadre, nessuna squadra materasso e tutti impegni molto difficili, quindi dovremmo essere contenti di esserci qualificati agli ottavi senza troppi patemi d’animo. Il mio incubo era di dover andare all’ultima a Siviglia a giocare una corrida da dentro o fuori e avevo ragione: non avessimo messo in sicurezza la qualificazione in precedenza chissà di cosa staremmo parlando oggi, se di un capolavoro o dell’ennesimo dramma sportivo.

Probabilmente la prestazione della squadra è stata buona per un’ora, ma il risultato ci espone nuovamente a rischiare pesantemente la continuazione della Champions League.
Ho provato particolare fastidio nel sentire Chiellini dichiarare: «Dobbiamo ora sperare in un sorteggio benevolo. Speriamo di non avere rimpianti a marzo. Abbiamo però fatto una buona partita». Io non ho alcuna intenzione di sperare nella sorte, è facile dire poi che siamo sfortunati se ci mettiamo continuamente nella situazione di dover dipendere dagli eventi della sorte: la traversa di Dybala è un evento che può succedere, i gol sbagliati prima e dopo no; se Buffon ti tiene in partita nel primo tempo, il secondo tempo giocato più leggero con l’orecchio alla radiolina -o meglio- l’occhio allo smartphone, è assolutamente da censurare se vuoi davvero vincere.
Se arrivi primo è sfortuna pescare nell’urna il PSG (la seconda più temibile); se fai un ottimo girone e lo butti via come abbiamo fatto noi ieri, agli ottavi puoi pescare Barcellona (ingiocabile), Bayern Monaco o Real Madrid (molto difficili). In questo caso la responsabilità è tua che non hai fatto tutto quello che era in tuo potere per ridurre al minimo i rischi della sorte.
Se sei una squadra che punta solo a qualificarsi, va bene così e vedi chi ti capita agli ottavi; se invece sei una squadra che vuole arrivare molto in alto, il girone si vince, gli ottavi si giocano, e le altre corazzate si sfidano dai quarti in su.

Ero convinto che la Juventus volesse appartenere stabilmente alle prime otto in Europa, questo era l’obbiettivo fissato da Agnelli lo scorso anno ma martedì sera mi sono ritrovato con una squadra da “va bene così, magari peschiamo bene agli ottavi”.

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