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L’anti-juventinità paga

Contributo di un nostro lettore inviatoci nella sezione scrivi per j3s

È un po’ che mi faccio questa domanda: essere anti-juventino paga? Ho sempre pensato che questa pratica fosse mossa dalla cultura dell’alibi, tipica di questo paese quando guardiamo qualcuno dal basso verso l’alto, non si cerca di capire come fa ad essere “più bravo di noi” non se ne riconoscono i meriti per poterli emulare e se possibile migliorare, si preferisce attribuire la responsabilità del fallimento ad altro o altri, l’arbitro, la pioggia, le congiunzioni astrali e la sfortuna, basta che non sia la mia! Ma posso migliorare qualcosa che non è sotto il mio controllo? Ovviamente no e fino a quando i nostri avversari ragioneranno così possiamo dormire sonni tranquilli.

Ispirato dalla “bellissima” telecronaca di Inter Juventus però ho iniziato a pensare a tutti quei giornalisti che picchiano duro contro la Juve fino ad arrivare al limite del ridicolo e non posso spiegarmelo solo con il tifo, ci deve essere qualcos’altro. Questi sono professionisti che vengono pagati fior fior di quattrini per erogare un servizio, e dato che l’anti-juventinismo è ormai una religione professata in ogni redazione e studio televisivo, non posso pensare che nessuno dei datori di lavoro di questi signori si sia mai reso conto della parzialità (teoricamente non dovrebbe essere del giornalista che fa cronaca anche se sportiva) di certi personaggi, dato che alcuni campano praticamente solo su questo.

Le televisioni vivono di share mentre i giornali di click/vendite, quindi potrebbe sembrare contro intuitivo mettersi contro la tifoseria più numerosa in Italia per distacco, no? Forse no. Se si volesse fare una trasmissione o un pezzo ricco di contenuti bisognerebbe concentrarsi sull’analisi dei fatti, ma questo piace a poche persone ed è un’operazione costosa in termini energetici. I fatti non generano grandi numeri e quindi non generano i big money. Per avere più visibilità bisogna sollecitare e condividere emozioni e questo è un vero e proprio bug della comunicazione del nostro tempo. Pensate alla vostra bacheca facebook o alla vostra TL di twitter e a tutti i titoloni sensazionalisti dei giornali che hanno il solo scopo di farvi cliccare/ comprare/ guardare.

Bene, ma perché andare contro la tifoseria che conta 14 milioni di tifosi in Italia, ovvero il 35% dei tifosi di calcio? Per capirne il motivo abbiamo bisogno di un altro dato: 17 milioni di tifosi di altre squadre odiano la Juventus, circa il 45% dei tifosi in totale (sondaggio realizzato da Demos-Coop e pubblicato da La Repubblica il 25/09/2015). Iniziate a capire cosa voglio dire?

• Se facessero commenti positivi ed equilibrati sulla Juve? Ne avrebbero ben donde, dato che parliamo della società più solida economicamente, più proiettata al futuro rispetto alle altre che sono indietro anni luce, la squadra che da 5 anni a questa parte esprime il miglior calcio in Italia e combatte ad armi pari con le big d’Europa. Certo, c’è da essere orgogliosi ma avrebbero qualche tifoso bianconero che condividerebbe e qualche hater che li additerebbe come servi ma i commenti positivi non stimolano più di tanto l’azione, si sa.
• Se attaccassero allo stesso modo le altre squadre, ad esempio il Napoli, avrebbero i pochi sostenitori partenopei a scatenarsi ma niente di più, e questo vale per il Napoli come per le altre.
• Attaccando la Juve invece avviene la magia: 14 milioni di tifosi a difendere la propria squadra dalle insensatezze di turno e 17 milioni che applaudono all’eroe che smaschera le nefandezze delle forze del male, e giù con commenti, condivisioni, retweet e chi più ne ha più ne metta.
Et voilà, con un colpo solo hanno ottenuto la smobilitazione potenziale di 31 milioni di tifosi con conseguente aumento di visibilità del programma, articolo o personaggio che sia.
Andate a controllare lo share di Tiki Taka dopo l’uscita di Liguori o quello di zona 11 PM dopo il ritorno di coppa, guardate come schizzano nei trend su twitter appena sparano sulla Juve.

Chiudo con 2 osservazioni:
1. In questa storia noi abbiamo il coltello dalla parte del manico, noi siamo la stella polare , noi siamo quelli che muovono la moneta quindi, per quanto mi renda conto che sia divertente e appagante sbugiardare il furbo di turno, ricordiamoci che gli stiamo facendo un favore e che calciopoli fu il frutto di questo sentimento nazionalpopolare antijuventino.
2. Il fatto che la società non faccia mai un fiato su questi episodi o non si faccia sentire lì dove sarebbe opportuno credo dipenda dal fatto che un po’ faccia gioco anche alla Juve, in fondo quando ci si sente sotto attacco si serrano le fila e si crea un senso di comunità che favorisce l’attaccamento verso la causa, anche se non credo ce ne sia questo gran bisogno.

Tommaso Colonna

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