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Largo ai giovani (ma di qualità)

Anche a livello calcistico la continua crisi economica che sta affliggendo l’Italia ha messo in difficoltà (per usare un eufemismo) i nostri club che non sono più in grado di effettuare sostanziali investimenti al pari di altre Nazioni, basti pensare che l’acquisto più oneroso del campionato italiano è stato Juan Iturbe costato ufficialmente 22 milioni (circa dieci in più comprese le varie commissioni) contro gli 81 sborsati dal Barcellona al Liverpool per Suarez o i 75 dal Real per Rodriguez. Al giorno d’oggi un buon giocatore costa caro, figuriamoci un fuoriclasse.

L’unica via d’uscita sembra quella di puntare sul proprio settore giovanile. Se ne parla da anni, ma purtroppo senza farlo veramente o meglio, facendolo in modo sbagliato. La maggior parte delle Società infatti è alla continua ricerca in ogni angolo del pianeta di giocatori da acquistare a poco prezzo, speranzosi di aver trovato futuri campioni. Purtroppo però la maggior parte dei giocatori che arrivano sono calciatori modesti (in Italia il 52% dei calciatori sono stranieri) il che porta, inesorabilmente, a togliere poco spazio ai nostri ragazzi.

Si diceva della crisi economica che, a rigor di logica, dovrebbe consigliare di puntare sui propri prodotti del vivaio, ma anche questo vediamo che non avviene. Nel 2012 per esempio l’Inter vinse contro l’Ajax la Next Generations Cup. A distanza di due anni nessuno dei neroazzuri gioca in Serie A (al contrario degli sconfitti che hanno lanciato in prima squadra ben 4 di quei ragazzi). In Italia purtroppo il salto di categoria (Primavera – Prima Squadra) è impensabile o comunque molto raro tant’è che la Serie A è uno dei campionati con la media età più alta (26,5).

Il passaggio dovrebbe essere più graduale e la tanto osannata “seconda squadra” potrebbe essere la soluzione più corretta. Così facendo si potrebbe valorizzare al meglio il proprio settore giovanile e magari avvicinarsi al modello del Barcellona che in rosa ha la bellezza di 13 giocatori provenienti dalla cantera. La “fortuna” lo scorso anno in Italia ha baciato Scuffet, Cristante e Keita (Il primo ha mantenuto il proprio posto ma è stato sul punto di accasarsi in Spagna, il secondo è volato in Portogallo per non perdere spazio ed il terzo, dopo un devastante impatto nella scorsa stagione, quest’anno fatica a trovare spazio).

Da questo punto di vista la Juventus sta operando in maniera intelligente, lavorando con una rete di scouting che in giro per l’Italia (e resto del mondo) riesce ad individuare giovani molto promettenti come Berardi (20) Gabbiadini (21) Boakye (20) Leali (21 ) Sturaro (21). Ha una notevole (e competente) rete di osservatori che settimanalmente visionano un numero impressionante di ragazzi, a partire dalle squadre giovanili (e per esperienza posso assicurare che il livello di selezione del giovane è decisamente alto). Pogba Coman Morata (entrambi solo ventunenni) sono l’esempio che anche se il giocatore è giovane ma di qualità la Serie A può tranquillamente meritarsela, purchè ci sia la volontà (e l’intelligenza) da parte della Società e del Mister di puntare sui giovani.

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