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Il mercato invernale è difficile. Ma poi passa

La sessione invernale di calciomercato quest’anno si è aperta lunedì 4 gennaio, e si chiuderà lunedì 1 febbraio alle ore 23.00. Prima di cercare di capire chi potrà arrivare e chi ci servirebbe, facciamo un ripasso di quanto combinato nei passati mercati di riparazione da Beppe Marotta e Fabio Paratici.
Per comodità, tralasciamo i giovani che rientrano e ed escono subito in prestito, compartecipazioni o giocatori che non otterranno presenze in prima squadra.

La coppia Marotta-Paratici prende le redini della Juventus nella stagione 2010-2011, l’ultima fallimentare post-farsopoli. Nella sessione invernale arrivano Alessandro Matri, subito protagonista in attacco: sarà decisivo nei due anni successivi; Luca Toni, chiamato a dare peso ed esperienza: la sua presenza in bianconero è marginale e povera di reti. Il capolavoro è l’acquisto di Andrea Barzagli per pochi spiccioli (300.000 euro, 600.000 coi bonus), destinato a diventare indiscutibilmente il miglior difensore del campionato italiano degli ultimi cinque anni… e nessuna intenzione di mollare lo scettro.

Nel 2011-2012, la prima stagione di Conte, a gennaio tre giocatori si uniscono alla rosa. Il primo è Martin “Swarovski” Caceres, che torna alla Juventus dopo due anni al Siviglia: da allora con noi cinque stagioni compresa quella in corso, in cui alterna partite eccezionali e gol pesanti a tantissimi e variegati infortuni e incidenti stradali. Su richiesta di Conte arriva poi Simone Padoin, un jolly che finirà per coprire molti ruoli, a seconda delle necessità, nell’arco di cinque stagioni. Infine Marco Borriello: per lui solo pochi mesi fino a giugno e due gol, ma uno pesantissimo a Cesena alla 33° giornata.

Nel 2012-2013 gli unici movimenti che interessano direttamente la prima squadra sono Federico Peluso, discreta riserva per il ruolo di terzino/esterno sinistro, e l’oggetto misterioso Nicolas Anelka che arriva a sostituire l’infortunato Bendtner. Per i due attaccanti l’avventura finisce a giugno, con pochissime presenze e zero gol segnati.

Ancora più limitato il mercato in entrata nel 2013-2014: la Juventus prende in prestito Pablo Osvaldo, centravanti italo-argentino, che nonostante le poche presenze resterà per sempre nella memoria degli juventini per il gol al 94° alla Roma, la sua ex squadra: scudetto già vinto, gol in casa della diretta avversaria a tempo scaduto, forse in fuorigioco e da un ex.
Una combo indimenticabile, la “beffa delle beffe” per citare Carlo Zampa (commentatore tifoso romanista).

Siamo infine alla stagione scorsa, dove viene fatto rientrare Paolo De Ceglie causa fallimento del Parma; Stefano Sturaro, che era stato acquistato nell’estate precedente e lasciato in prestito al Genoa: dati gli infortuni di Asamoah e Marrone c’è la necessità di un rinforzo pesante a centrocampo per far rifiatare i titolari, visto che la Juventus è in corsa per tutti gli obbiettivi. Stefano si fa notare subito, entrando pienamente nei meccanismi, gioca da titolare la semifinale di andata contro il Real Madrid salvando il risultato con un intervento miracoloso su James Rodriguez e si toglie pure lo sfizio di segnare un gol eccezionale contro il Napoli. Infine torna Alessandro Matri, con una operazione a dir poco vantaggiosa (al limite della circonvenzione di incapace): prestito gratuito con metà stipendio pagato dal geometra Galliani. Alessandro sarà decisivo per la vittoria della decima Coppa Italia segnando il primo gol dello 0-3 della rimonta contro i viola e il gol vittoria in finale contro la Lazio.

Il bilancio non è esaltante: un campione assoluto (Barzagli), tanti giocatori utili per entrare nelle rotazioni ma nessuno destinato ad entrare stabilmente tra i titolari e alcune operazioni decisamente fallimentari per presenze e contributo dato alla squadra.

Veniamo alla situazione attuale: nelle parole di Marotta non dovrebbe succedere moltissimo, anche in passato ha ribadito che la squadra viene costruita con il mercato estivo:

“Il mercato di gennaio è un mercato di riparazione e noi non sentiamo il bisogno di dover riparare niente: abbiamo avuto un inizio difficile, poi ci siamo ripresi e oggi siamo competitivi, siamo dove volevamo essere in questo momento della stagione. Senza considerare che il mercato di gennaio non sempre offre delle operazioni vantaggiose, in proporzione alla qualità e allo spessore della nostra rosa”.

Ci sono due punti fondamentali da tenere a mente: il primo è che la Juventus non ha a disposizione alcun posto per extracomunitari, anche in caso di eventuale cessione di Caceres (uno dei candidati a partire); fanno fede i movimenti di giocatori extracomunitari da e verso una qualsiasi federazione estera nella sessione estiva, abbiamo ceduto Vidal e Tevez, acquistato Cuadrado (prestito) e Alex Sandro, ora possiamo puntare solamente a comunitari o in possesso di doppio passaporto. I brasiliani Neto e Hernanes non entrano nel conto perchè si tratta di trasferimenti interni all’Italia.
Il secondo punto riguarda le norme per la lista giocatori per la serie A e per la Champions League, che restano ovviamente valide. Per la Champions è possibile sostituire al massimo tre giocatori entro e non oltre il 2 febbraio, di questi tre possiamo inserire un solo giocatore che abbia già disputato quest’anno una competizione europea, ma non la Champions League. In sostanza, possiamo aggiornare la nostra lista con un solo giocatore che abbia già presenze in Europa League, mentre gli altri non devono mai essere scesi in campo europeo in questa stagione.

A questo punto cerchiamo di capire realmente cosa ci può servire, al di là dei nomi vecchi e nuovi che vengono accostati alla Juventus praticamente ogni giorno.

Manca un terzino destro: Caceres è un giocatore assolutamente inaffidabile dal punto di vista fisico e la società sembrerebbe intenzionata a cederlo perchè in scadenza a giugno. A destra c’è il solo Lichtsteiner, che si alterna a Cuadrado, ma solo nel 352 “asimmetrico” che sta schierando Allegri negli ultimi mesi. Altrimenti c’è Barzagli che scala da quel lato, ma è evidente che né lui né il colombiano potrebbero essere utilizzati efficacemente in una difesa a 4 classica (se Allegri volesse cambiare modulo). Tutti gli altri ruoli in difesa sono coperti: 4 centrali (la BBC +Rugani), a sinistra ci sono Evra e Alex Sandro e in casi di estrema emergenza Chiellini.

Manca un centrocampista o meglio un regista, paradossalmente il reparto più folto è quello che offre ancora meno certezze. Hernanes sembra essere stato tagliato o relegato in un ruolo marginale, Asamoah rientra da un lunghissimo periodo di infortuni e ancora non da’ garanzie di continuità, lo stesso si può dire di Khedira: giocatore eccellente e intelligente, purtroppo è stato costretto a fermarsi diverse volte. Lemina dopo un discreto inizio anche lui ha sofferto di problemi ad un ginocchio in via di risoluzione, e in ogni caso non sembra avere ancora la maturità per prendere in mano il centrocampo. Pereyra è infortunato da ottobre e ancora non c’è alcuna certezza sul possibile rientro. Le sicurezze al momento sono Marchisio, Pogba e Sturaro, che si è sempre dimostrato pronto e all’altezza. Acquistando un regista, Marchisio avrebbe la possibilità di fare turnover oppure di tornare a fare l’interno di centrocampo.
Rileggendo le parole di Marotta si capisce subito qual è il problema: è difficile trovare in questa fase di mercato una opzione valida dal punto di vista tecnico ed economicamente sostenibile.

Per quanto riguarda l’attacco, il reparto è ricco, completo e di altissimo livello. Le uniche variabili potrebbero essere l’eventuale richiesta di Zaza di essere ceduto, o il desiderio di Allegri di cambiare modulo ma è veramente molto improbabile che il tecnico voglia tornare al 433 utilizzato mesi fa perchè di fatto escluderebbe o Dybala o Mandzukic che al momento sono le due punte più in forma e più prolifiche; nel caso, mancherebbe un attaccante esterno sinistro, se non si volesse sacrificare ancora Morata nel ruolo. A meno di cessioni, è difficilissimo che ci siano interventi in questo reparto.

Ora non vi resta che leggere tutte le notizie di calciomercato con un po’ di sano realismo e spirito critico, la regola è solo una: credere ai comunicati ufficiali e basta.
Mercoledì ricomincia il campionato e #StayStrong fino al 1 febbraio.

 

ps. trequartista? qualcuno ha detto trequartista?

3 Comments

  1. Giuseppe Simone

    5 Gennaio 2016 alle 09:37

    Bravo Fabio.
    Ora prendete i giornali che parlano di Gundogan, Isco, Maradona e Pelè ed incartateci il pesce.

  2. Angelo Parodo

    5 Gennaio 2016 alle 10:14

    Solo un piccolo appunto: il gol di Borriello a Cesena venne poi vanificato dall’ormai famigerato pareggio dei romagnoli. Dispiace un sacco.

  3. fabio debellis

    5 Gennaio 2016 alle 19:09

    semplicemente ineccepibile…inutile fare castelli in aria o credere alle favole…concentrarsi su quelli che abbiamo e recuperiamo i rotti…

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