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Perchè la Juventus non ingrana

Nessuno avrebbe mai pensato che, dopo quattro anni di dominio assoluto della Serie A, la Juventus si sarebbe trovata al 10° posto in classifica, a 9 punti dalla capolista, dopo 11 giornate di Campionato, con un bagaglio di soli 15 punti (4 vinte, 3 pareggi, 4 sconfitte).

A mio avviso ci sono vari motivi, imputabili a diversi soggetti e con diverso livello di responsabilità, ma che concorrono tutti nella stessa direzione. Li riporto in ordine di importanza:

1) Società

Il mercato è stato piuttosto deludente. Dopo i quattro anni di successi appena trascorsi, ci si aspettava un mercato “importante” (cit.) e l’acquisto di top players, all’altezza di competere per il quinto scudetto consecutivo e per la Champions League. Invece la rosa è stata privata di suoi 3 giocatori forti e di carisma, ovvero Tevez, Pirlo e Vidal, senza aver trovato dei validi sostituti. Probabilmente, un sostituto con le stesse caratteristiche di ciascuno di questi tre giocatori, è difficile da trovare considerando l’ingaggio che ci possiamo permettere, se non impossibile (almeno per quanto riguarda Pirlo) però la strategia seguita nella fase di mercato è quantomeno discutibile e rivedibile.

Evito di disquisire sui motivi per cui questi tre giocatori siano stati venduti (o addirittura regalati…), puntualizzando solo sul fatto che il mercato avrebbe dovuto essere condotto in maniera più strutturata, con un obiettivo ben preciso in termini di squadra da ricostruire. Sì, perché si stava rivoluzionando una squadra vincente e l’obiettivo principale avrebbe dovuto essere la ricostruzione secondo un disegno ben preciso.

Penso che all’inizio ci fosse un’idea, ma, di fronte alle difficoltà di negoziazione per Draxler, le defficoltà del nostro DG sono emerse in modo lampante: si parte tardi a contrattare su un giocatore e senza un piano alternativo, quindi se la trattativa non va a buon fine ci si ritrova a prendere all’ultimo giorno giocatori che facevano panchina in altre squadre. Ovviamente ti può andar bene o male, alla fine, ma di sicuro non è quanto avevi preventivato, e probabilmente concordato, con l’allenatore. Di conseguenza si innalza anche il livello di difficoltà nella ricostruzione della squadra.

2) Allenatore

Allegri ha dimostrato una conduzione vincente della squadra nella Stagione 2014/15, che ci ha portati alla vittoria del quarto Campionato italiano di seguito (impresa troppo sottovalutata da alcuni tifosi), della decima Coppa Italia (dopo vent’anni) e della settima Supercoppa italiana, nonché a giocare la finale di Champions League (dopo dodici anni). Indiscutibile il fatto che la squadra fosse già stata costruita e collaudata da Conte ma indiscutibili sono anche i risultati stessi raggiunti da Allegri e non da Conte.

In questa stagione però il Mister è stato messo di fronte ad una grande sfida: ricostruire una squadra e renderla vincente in tempi brevi. Ci è riuscito? Appare evidente, ad oggi, che c’è ancora del lavoro da fare prima di poter parlare di una squadra con una chiara idea di gioco. Abbiamo assistito ad un’alternanza di prestazioni positive, soprattutto in Champions, e negative, soprattutto in Campionato, nonché ad un’alternanza di moduli che probabilmente non ha dato ancora delle certezze ai giocatori.

3) Giocatori

Come si dice, last but not least, i giocatori hanno colpe evidenti e decisive nel risultato finale di ogni partita: errori nel battere un angolo o una punizione, nei cross, o peggio, non centrare la porta neanche in condizioni ottimali (abbiamo una percentuale di realizzazione di 8.3%, 13 gol segnati su 157 tiri totali).

Di certo non si possono imputare alla Società o all’allenatore queste colpe.

Da qui mi ricollego al primo punto della mia analisi: probabilmente, pur non giocando ancora bene come eravamo abituati nei primi 2 anni della gestione Conte, se avessimo qualcuno lì davanti che la butta dentro, non saremmo in questa situazione. Dopo tutto, l’importante per la classifica è fare punti, il bel gioco può arrivare con più calma, come stanno dimostrando altre squadre di serie A che al momento hanno più punti della Juventus.

Siccome “Quando piove, diluvia” (cit.), a questi problemi si aggiungono:

  • Infortuni: una serie d’infortuni ci sta colpendo dall’estate scorsa. Infortuni fisiologici o preparazione sbagliata? Non sono esperta del settore per poter dare una mia opinione ma di sicuro la nostra infermeria è sempre occupata negli ultimi mesi: Barzagli, Chiellini, Khedira, Morata, Marchisio, Mandzukic, Caceres, Morata, Asamoah, Pereyra.
  • Sfortuna: sicuramente qualche episodio (pali o traverse) può essere imputabile a sfortuna, ma resta il fatto che in diverse partite, pur avendo creato molto (senza finalizzare), abbiamo preso gol su singolo episodio, punizione o calcio d’angolo, da squadre che non hanno fatto un solo tiro in porta in 90 minuti. Non mi appellerei sempre alla sfortuna.
  • Arbitri: senza cedere alla teoria del complotto, che appartiene ad altro tifo, è innegabile che alcuni arbitri abbiano dimostrato una conduzione di gara ricca di errori, nella gestione di falli, cartellini e rigori.

Come dice il nostro codice etico bianconero (non scritto), accettiamo qualsiasi decisione arbitrale, ma ci piacerebbe anche che le decisioni arbitrali e i corrispettivi errori fossero valutati dai media sempre allo stesso modo, sia quando sono a favore sia quando sono contro la Juventus.

Siamo chiaramente in un momento di difficoltà, ma la squadra va sempre e comunque sostenuta, sia perché le competizioni non sono ancora giunte al termine, sia perché siamo tifosi bianconeri: amiamo la nostra Signora, godiamo con lei delle vittorie e ci arrabbiamo con lei per le sconfitte, ma una cosa è certa, restiamo sempre al suo fianco.

Fino alla fine non sono solo parole: noi ci crediamo sempre, lottiamo sempre, come ci ha dimostrato la Juve nel derby.

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